Clima, scoperto il caffè che reggerà al cambiamento. Ma è buono?

La nuova scoperta pubblicata su Nature Plants

Sappiamo da tempo che le temperature più elevate che hanno già colpito il pianeta – gli ultimi 6 anni sono stati in assoluto i più caldi, progressivamente, di quelli mai registrati in assoluto sulla terra – rappresentano un problema per il caffè. L’arabica, la specie di caffè di alta qualità che fornisce la maggior parte dei chicchi che maciniamo a casa o assaporiamo nei bar, è a maggior rischio e finora non esisteva alcuna alternativa.

Uno studio pubblicato il mese scorso su Nature Plants adesso ha trovato la soluzione. “Trovare una specie di caffè che fiorisca a temperature più elevate e abbia un sapore eccellente è una scoperta scientifica che capita una volta nella vita: questa specie potrebbe essere essenziale per il futuro del caffè di alta qualità”, ha dichiarato, orgoglioso, l’autore dello studio, Aaron Davis.

Cosa succede

Sebbene esistano 124 specie di caffè, il 99% di quelle che beviamo proviene da due sole specie: Arabica e Robusta. L’Arabica, originaria degli altopiani dell’Etiopia e del Sud Sudan, è considerata la migliore, ma tempo è stata indicata come la più vulnerabile ai cambiamenti climatici. Richiede temperature medie annuali di circa 66 gradi ed è più suscettibile a una malattia fungina chiamata ruggine delle foglie. La Robusta, lo dice la parola stessa: può crescere nelle pianure tropicali dell’Africa a temperature medie annuali più elevate: fino a circa 73 gradi ed è anche capace di resistere a malattie quali la ruggine delle foglie. È però la qualità meno amata, in genere relegata al caffè istantaneo.

Nonostante questa scoperta, è inevitabile che la produzione di caffè diminuirà in futuro a causa sia di un aumento delle condizioni meteorologiche avverse che dell’aumento della siccità, e dunque è presumibile che il caffe costerà di più.

Come è avvenuta la scoperta

Nel dicembre del 2018, esperti dell’Università di Greenwich hanno condotto una spedizione in Sierra Leone per cercare un tipo di caffè – la C. stenophylla – che non era stato osservato in natura dal 1954. Si tratta di un caffè coltivato in Africa occidentale più di 100 anni fa, ma poi eliminato a favore della robusta, che aveva una resa più elevata. Alla fine, i ricercatori sono stati in grado di trovare prima una singola pianta, e poi un’intera popolazione del caffè “perduto”. Dopo una prima pubblicazione, l’anno scorso, su Frontiers in Plant Science, ora la conferma che esiste un ottimo potenziale commerciale per questo caffè.

Le caratteristiche

La pianta può crescere a una temperatura media di 76,8 gradi. Si tratta di 3,8 gradi in più rispetto al Robusta e di ben 10,8 gradi in più rispetto all’Arabica. Inoltre, pare che sia resistente alla siccità. È anche buono? Nessuno lo assaggia da oltre un secolo, a parte due recenti test, seguiti a questa scoperta. Campionato nell’estate del 2020 da un panel dell’Union Hand-Roasted Coffee di Londra, ha ottenuto un punteggio di 80,25: come e più dell’Arabica (il caffè deve guadagnare un punteggio superiore a 80 per essere considerato una specialità).

Testato anche da 15 esperti delle principali aziende di caffè, e dal CIRAD, il Centro francese di ricerca agricola per lo sviluppo internazionale, l’esito è stato altrettanto buono. L’81% degli esperti pensava che la nuova specie fosse Arabica, mentre il 47% pensava che ci fosse qualcosa di nuovo al riguardo. Hanno definito sapori tra cui la pesca, il ribes nero, il mandarino, il miele, il tè nero chiaro, il gelsomino, varie spezie, il cioccolato, il caramello, le noci e il sambuco.

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Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei

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