Com’è fatta l’auto elettrica di Toyota che non ha bisogno di ricarica

Belle le auto elettriche, ma ancora non è stata risolta la questione della ricarica.

La Toyota tenta di aggirare l’ostacolo con una proposta alternativa: mettiamo insieme i pannelli solari migliori che possiamo permetterci, le batterie più efficienti sul mercato e diamo vita a un’auto che possa viaggiare per sempre. Così ha iniziato, insieme alla Sharp e alla New Energy and Industrial Technology Development Organization giapponese (NEDO) di testare quest’idea su una Prius allestita ad hoc.

Le auto elettriche ci permettono di superare il problema della dipendenza dai combustibili fossili, ma hanno bisogno di elettricità e soprattutto di una vera rete di ricarica che oggi in molti Paesi del mondo fatica a sorgere in maniera capillare. Il sole invece resta sempre acceso per tutti ed è gratis, l’importante è avere a disposizione batterie con una capacità adeguata per immagazzinare l’energia solare e alimentare le auto anche quando il sole non c’è. Un altro vantaggio è che un’auto simile permetterebbe di oltrepassare in fretta la fase delle ibride (su cui comunque la Toyota punta in questi anni), una fase obbligata per via, appunto, anche della mancanza di un’infrastruttura di ricarica per le elettriche già al momento disponibile.

Ma c’è un problema. Questo tipo di tecnologia non potrà essere realtà nel breve periodo. Toyota e Hyundai hanno già introdotto modelli con pannelli solari sul tetto, ma a mala pena riescono ad alimentare il sistema audio della vettura. Esiste già un modello di Prius, ad esempio, ma la batteria si ricarica soltanto quando l’auto è parcheggiata. E con l’energia fornita dal pannello si va avanti al massimo per 6 km. Nonostante tutto, però, dallo scorso luglio la Toyota è al lavoro sulla sua Prius di prova, pur sapendo che l’epoca in cui un’auto sfreccerà soltanto grazie a un pannello solare e senza dover essere ricaricata attraverso la rete elettrica è molto lontana.

Ci sono invece buone notizie dalla Sharp, che ha realizzato il prototipo di un pannello in grado di convertire energia con un’efficienza del 34% (rispetto al 20% dei pannelli sul mercato). Va considerato che i pannelli utilizzati da Toyota, Sharp e NEDO sono spessi soltanto 0,03 mm, quindi si possono apporre anche su superfici curve. Su tutta la superficie dell’auto, quindi, o quasi. Inoltre, anche in movimento la ricarica può procedere. Dalla NEDO assicurano che, se l’auto venisse guidata per 4 giorni alla settimana per un massimo di 50 km al giorno non occorrerebbe mai ricaricarla. Uno dei prossimi test, in agenda per marzo 2020, sarà condotto a Tokyo. Il motivo è semplice: un’auto del genere potrebbe funzionare benissimo in climi soleggiati, ma cosa accade dove invece il sole splende di meno? La risposta sarà preziosa per decidere se, come e quando tentare di produrre il veicolo su larga scala.

Anna Tita Gallo

Anna Tita Gallo

Giornalista pubblicista e content manager. Scrive di comunicazione, Web, marketing, pubblicità, green economy, cronaca ambientale.

Anna Tita Gallo

Anna Tita Gallo

Giornalista pubblicista e content manager. Scrive di comunicazione, Web, marketing, pubblicità, green economy, cronaca ambientale.