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Come il covid ha cancellato i diritti civili (VIDEO)

Indagine su 192 paesi, dal rapporto di Freedom House

Dall’inizio dell’epidemia di coronavirus, le condizioni della democrazia e dei diritti umani sono peggiorate in 80 paesi su 192 esaminati.
È questa la conclusione del nuovo rapporto di freedom house dal titolo democrazia in lockdown.
La nostra indagine ha rivelato che le risposte dei governi alla pandemia stanno erodendo i pilastri della democrazia in tutto il mondo“. ha affermato Michael J. Abramowitz, presidente di Freedom House. “I governi di ogni parte del mondo stanno abusando dei loro poteri in nome della salute pubblica, cogliendo l’opportunità di minare la democrazia e i diritti umani”.

Fonte: Anna Bigo

Gli esperti dei paesi intervistati nell’ambito del progetto hanno identificato quattro problemi manifestatisi come i più gravi durante la pandemia.

  • Mancanza di trasparenza e di informazioni sul coronavirus;
  • Corruzione;
  • Mancanza di protezione per le persone più vulnerabili;
  • Abuso di potere.

Sempre secondo il rapporto, i governi stanno usando l’epidemia come giustificazione per conferirsi poteri speciali oltre il necessario utile per proteggere la salute pubblica e hanno sfruttato la nuova autorità di emergenza per interferire nel sistema giudiziario, imporre restrizioni e mettere da parte le funzioni legislative cruciali.

Il palese offuscamento dei fatti da parte dei governi è sempre dannoso, ma è particolarmente eclatante in un momento in cui sono in gioco le vite di così tante persone” ha dichiarato Sarah Repucci vice presidente di freedom house.
Se la chiusura delle frontiere nella zona Schengen è stato il primo impulso per evitare che si replicasse il drammatico scenario italiano, i confinamenti le chiusure degli esercizi commerciali, e le sanzioni hanno un significato politico che va oltre le esigenze sanitarie.
Ma in che modo è stato possibile che « lo spettro di un cataclisma sanitario
spingesse la democrazia a margine
» come ha scritto il Guardian, e che questo succedesse anche nella vecchia Europa, in stati con una tradizione democratica radicata e validata, tranne qualche eccezione, da carte costituzionali che sono il corpo delle leggi fondamentali di uno stato sovrano e sanciscono come inviolabili le libertà dei cittadini e il loro diritto di circolare liberamente?

C’è una branca della psicologia sociale che esplora i meccanismi del cervello umano e i condizionamenti che questo subisce e che possono portarlo a sbagliare.
Anche se dotati della capacità di analizzare situazioni complesse, nella realtà per prendere decisioni siamo soliti usare delle scorciatoie o forme di semplificazione dette euristiche.
Queste strategie cognitive permettono di elaborare giudizi più rapidamente e si sono rivelate molto utili nel corso dell’evoluzione per la sopravvivenza dell’uomo. Fanno risparmiare energia cognitiva perché l’elaborazione è quasi istantanea. L’aspetto negativo pero è che possono portare “fuori strada”.

Nel gennaio del 2020 la Cina viene colpita da un « pericoloso virus ».
Per la prima volta un paese che ha sempre avuto poca familiarità con la trasparenza, apre le sue porte al mondo e mostra uno scenario terrificante. Un terribile virus miete vittime e la Cina costruisce in pochissimo tempo un protocollo di contenimento funzionale al fine di arrestarne la diffusione e debellarlo.
Il resto del mondo si vede passare davanti agli occhi numeri, dati, grafici e si scopre in una sorta di fascinazione per questa macchina perfetta concepita apposta per risolvere il problema.
Ma mentre tutto il mondo guarda col fiato sospeso ecco che il virus esce fuori da quel cerchio chiuso e lontano che è la Cina di Wuhan e fa il suo ingresso nel resto del mondo.

Dopo meno di due mesi dall’inizio dell’emergenza in Cina l’Italia si ritrova in una situazione apparentemente simile a quella di Wuhan e deve ideare e attivare le misure necessarie per contenere il potenziale ingolfamento degli ospedali e prevenire l’esaurimento dei posti delle terapie intensive.
Il governo italiano decide di chiudere, di impedire i viaggi da e per il paese, di contenere gli spostamenti sul territorio, di rendere obbligatorio l’uso della mascherina, di intimare ai cittadini di restare a casa. L’Italia in quel momento sceglie anche di chiudere le porte alla scienza scoraggiando gli ospedali ad effettuare le autopsie sui morti.
L’Italia stabilisce dunque di non adottare una misura sua ma di fare proprio il protocollo ancora in atto in Cina, rompendo in questo modo con la propria tradizione democratica e anche con la consuetudine scientifica.

L’errore cognitivo che potrebbe essersi innescato per la concezione di queste misure potrebbe essere quella che nell’economia comportamentale viene detta euristica della disponibilità.
L’euristica della disponibilità si verifica quando si tende a stimare la probabilità di un evento sulla base dell’impatto emotivo di un ricordo, piuttosto che sulla sua probabilità oggettiva.
Un esempio famoso per spiegare l’euristica della disponibilità è costituito dall’attacco di uno squalo che è molto più raro di quello che si crede.
Animali di gran lunga più pericolosi per l’uomo in termini di numero annuo di morti sono infatti le zanzare, i serpenti e i cani. Eppure quando si chiede a chiunque di immaginare l’animale più pericoloso molti rispondono che è lo squalo.
Un giudizio emotivo non supportato da dati oggettivi.
L’unico modo per evitare di essere vittime delle euristiche è quello di mantenere il senso della prospettiva e per farlo occorre cercare il più possibile di basare le proprie decisioni su dati certi, su analisi che prendono in considerazione, enumerandoli, tutti i fenomeni in gioco, su dati provenienti non dal “sentito dire” o dai titoli dei giornali.

Le immagini della tragedia di Wuhan e del suo ospedale costruito a tempo record erano ancora freschi nella memoria del mondo e hanno probabilmente influito sulle decisioni politiche e tecniche di governanti e consulenti italiani.
Nel caso dell’Italia mantenere la prospettiva avrebbe significato dare innanzitutto una sbirciata al proprio piano pandemico che, seppur non aggiornato, esisteva da almeno una quindicina di anni, ricordarsi che il potere appartiene al popolo e tentennare in ragione dell’evidente incostituzionalità di provvedimenti e sanzioni per chiunque fosse stato trovato a circolare sul territorio di cui è sovrano in quanto cittadino,
ragionare in modo pragmatico sull’assenza di casi in alcune regioni lontane dal focolaio lombardo e valorizzare tutti gli strumenti della scienza per evitarne lo strappo.

L’Italia ha scelto di prendere la scorciatoia, di emulare la Cina e di adottare il protocollo di contenimento di uno dei paesi, secondo tutti i rapporti di Amnesty International, più antidemocratici e meno trasparenti del pianeta.
L’affiorare di focolai anche nel resto del mondo ha forse innescato un altro errore cognitivo, quello dell’effetto gregge definito anche “effetto carrozzone”, un’altra scorciatoia caratterizzata dal fatto che la probabilità che qualcosa venga adottata o creduta aumenta al crescere della percentuale di persone che già la fanno.
Man mano che la gente crede sempre di più in qualcosa, altri “saltano sul carro” a prescindere dal fatto che quel fenomeno sia dimostrato o meno.
L’effetto carrozzone è, per esempio, quello che avviene in politica quando le persone tendono a farsi influenzare dalle previsioni e a scegliere di conseguenza il candidato o il partito che sembra avere maggiori possibilità di successo.
È questo il motivo per cui in molti paesi è vietato pubblicare i risultati degli exit poll prima che si sia ufficialmente concluso l’orario di voto.

La Svezia si è distinta come un’eccezione nel contesto internazionale.
Gli svedesi sono in grado di muoversi liberamente all’interno del loro paese.
La strategia di contrasto al covid si basa essenzialmente su raccomandazioni e informazioni riguardanti il lavaggio delle mani, il distanziamento sociale, il lavoro da casa e non su misure obbligatorie vincolanti come i lockdown.
La ragione di queste misure giudicate dal resto del mondo come permissive o lassiste sono una risposta politica dettata dalle regole della costituzione.
Al governo svedese non è consentito dichiarare lo stato di emergenza in tempo di pace, è la sua costituzione a proibire l’uso di restrizioni.
È stata quindi la costituzione svedese a decidere la sua eccezionale politica sul Covid-19.
Secondo il determinismo scientifico esiste una correlazione univoca tra causa ed effetto e tutti i processi dell’universo sono perfettamente prevedibili. Questo fino a quando nei primi anni 60, Edward Lorenz, un meteorologo, si accorse che basta modificare anche in maniera infinitesimale le condizioni iniziali di un sistema, perché
la sua evoluzione diverga da quella prevista.
Questa osservazione diede origine nella fisica e nella matematica, alla teoria del caos meglio nota come effetto farfalla.
Lawrence si chiese alla luce di questa scoperta, se il battito d’ali di una farfalla potesse provocare un uragano dall’altra parte del mondo.
La teoria trova applicazione in molte discipline e nella psicologia afferma che qualsiasi piccola perturbazione nel nostro cervello, anche la più apparentemente insignificante, può dar luogo a cambiamenti molto drastici nel nostro comportamento e avere delle conseguenze estreme.

Nella cornice pandemica la Svezia viene definita l’eccezione perché si è smarcata dall’effetto domino prodotto da una risposta imprevedibile ma può davvero considerarsi eccezione la sua strategia coerente con le sue leggi scritte?
Non sarebbe invece da considerarsi come una deviazione dalla naturale inclinazione democratica, la reazione dell’Italia e a seguire degli altri paesi, che hanno scelto una strada inattesa, non fedele allo scheletro giuridico del loro ordinamento mettendo in atto la teoria del caos.

L’Italia è stato il battito d’ali della farfalla?

È stato il paese che ha innescato la serie di errori cognitivi e scorciatoie che hanno compromesso la tradizione democratica e il determinismo a cui sessant’anni di democrazia avrebbero naturalmente condotto?
Se a fare da apripista fosse stato un paese come la Svezia, oggi il mondo
affronterebbe la pandemia in un modo diverso?

Qui la versione lingua inglese “How covid cancelled the human rights”.

Anna Giamporcaro

Anna Giamporcaro

Freelance Video Editor & Photographer

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Anna Giamporcaro

Anna Giamporcaro

Freelance Video Editor & Photographer

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