Come il “decreto sicurezza” sta affondando un’azienda di africani a Palermo

Un gruppo di richiedenti asilo ha creato un’impresa di successo.

Producono giochi educativi ispirati dalla loro cultura. Dopo una lunghissima serie di riconoscimenti, rischiano di rimanere senza documenti. Per colpa del “decreto sicurezza”.

Alcuni venivano da famiglie benestanti, sterminate per ragioni politiche. Altri hanno trascorso un’infanzia di abbandono e povertà. Sono un gruppo di giovani migranti nati in Guinea, Mali, Gambia. Due anni fa sono arrivati a Palermo ancora minorenni. In poco tempo hanno creato una start up, “Giocherenda”, che produce giochi educativi ispirati alla cultura e ai colori africani.

Nulla di assistenziale. Al contrario, vogliono creare posti di lavoro anche per gli italiani. I risultati? Straordinari. I giovani imprenditori, tra le altre cose, sono stati ricevuti al Parlamento Europeo, hanno vinto un premio dell’agenzia Erasmus e collaborano con aziende di alta moda.

Tutto questo potrebbe finire. Per colpa del governo giallo-verde. Da quando è entrato in vigore il provvedimento firmato da Salvini, i loro documenti rischiano di diventare carta straccia, a causa del “decreto sicurezza”. Per convertirlo, serve il passaporto. Per capire cosa significa andare prendere un passaporto in Guinea, per chi è scappato dalla Guinea dopo che gli hanno sterminato tutti i parenti, dobbiamo raccontare la storia dall’inizio.

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