Come la “elimination strategy” della Nuova Zelanda ha portato i casi Covid-19 a zero in 6 settimane

La strategia neozelandese: “Vai duro, vai presto”.

La premier neozelandese Jacinda Ardern è indicata da molti (tra gli altri anche da Naomi Klein di cui potete leggere l’intervista qui) come leader modello per i paesi alle prese con la pandemia di coronavirus. Con la sua “elimination strategy”, il paese ha preso provvedimenti precoci e drastici, ha realizzato una grande campagna di test e ha comunicato efficacemente con i cittadini. In meno di due mesi la Nuova Zelanda è tornata in piedi, pronta per riaprire, ricominciare a viaggiare e presto le persone saranno in grado di scambiarsi “un veloce abbraccio”. La strategia neozelandese è raccontata da Republic World, una emittente televisiva indiana con sede a Mumbai.

L’escalation del lockdown

Il paese ha registrato i primi casi il 28 febbraio. La lotta della Nuova Zelanda contro il coronavirus è iniziata con la decisione di chiudere i confini, vietando tutti i viaggi in entrata nel paese. Sono stati ammessi solo cittadini di ritorno e alcuni lavoratori essenziali.

“Dobbiamo andare giù duro e dobbiamo fare presto”, ha detto Jacinda Ardern quando ha annunciato quelle che ha descritto come “le restrizioni alle frontiere più difficili del mondo”.

Il 23 marzo il paese è entrato nel livello di allerta 3 chiudendo le attività non essenziali, annullando tutte le riunioni e vietando anche i viaggi interni.

In quel momento aveva circa 100 casi positivi e nessun morto. 48 ore dopo, il paese è progredito nel blocco di livello 4 che è anche stato soprannominato “politica di eliminazione”. A questo punto, i cittadini potevano avere contatti solo con i conviventi.

Il 16 aprile, la Primo Ministro Jacinda Arden ha dichiarato in una conferenza stampa: “Abbiamo l’opportunità di fare qualcosa che nessun altro paese ha raggiunto: l’eliminazione del virus”.

27 aprile: “eliminato” il coronavirus

Il 27 aprile il paese ha dichiarato di aver “eliminato” il coronavirus avendo registrato solo un nuovo caso, quattro “casi probabili” e un nuovo decesso. Il paese è tornato al livello 3 del blocco e ha alleggerito alcune delle sue restrizioni. Alle persone è stato ora permesso di espandere la loro “bolla” sociale e di interagire con più persone, pur aderendo alle misure di allontanamento sociale. Se necessario, a livello 3 i residenti possono viaggiare nel paese, ma possono “muoversi solo una volta e in una sola direzione”.

Parlando a una conferenza stampa il 27 aprile, il primo ministro Arden ha detto che senza le restrizioni di livello 4 il quadro avrebbe potuto essere diverso: i modelli proiettivi in Nuova Zelanda prevedevano più di 1.000 casi al giorno se le misure fossero state ritardate.

“Non sapremo mai cosa sarebbe realmente accaduto senza le nostre restrizioni di livello 4, ma possiamo guardare oltreoceano e vedere quale scenario devastante si è svolto in molti altri paesi”, ha detto. “Attraverso le nostre azioni abbiamo evitato il peggio.”

4 maggio: zero casi positivi

Il 4 maggio il paese ha registrato per la prima volta zero nuovi casi di coronavirus, il primo giorno da quando è entrato in lockdown a marzo. Mentre dava questo annuncio durante un briefing con la stampa, il primo ministro Arden ha anche avvertito i cittadini di continuare a seguire le norme di allontanamento sociale per evitare rischi. Ha aggiunto che l’obiettivo del paese di eliminare completamente il virus è ora “alla portata” e un passo sbagliato potrebbe “sprecare il buon lavoro”.

“Oggi possiamo allargare i nostri cuori non registrando nuovi casi”, ha dichiarato Jacinda Ardern, “ma restiamo sulla rotta indicata. Non possiamo permetterci di sprecare il buon lavoro fatto fino ad oggi quando il nostro obiettivo finale è così vicino e a portata di mano”.

Ogni milione di abitanti 4 morti per covid19, in Italia 517

Il paese con una popolazione di circa 5 milioni di persone è riuscito a mantenere il numero di infezioni a meno di 1.500 complessivi con 21 morti.

In termini comparativi, la Nuova Zelanda ha avuto 4 morti per covid-19 ogni milione di abitanti; l’Italia, in base ai dati ufficiali, finora 517 ogni milione di abitanti.

Capacità di test

Molti sostengono che anche la bassa densità di popolazione del paese sia stata un fattore che ha contribuito a implementare con successo il blocco, mentre paesi come Regno Unito, Stati Uniti e Italia continuano ad essere oppressi dal peso della pandemia.

Tuttavia, ciò che merita di essere menzionato è l’eccezionale capacità di test del paese. L’OMS ha più volte sottolineato l’importanza dei test e la Nuova Zelanda ha uno dei più alti tassi di test pro capite al mondo.

Dal 22 gennaio, oltre 150.000 persone sono state testate in un paese di soli 5 milioni di abitanti. I test si sono concentrati su persone con sintomi e sui loro contatti stretti o casuali. E la strategia dei test non si arresta neanche ora. Il Ministero della Salute sta discutendo con i distretti per continuare a organizzare test su comunità specifiche che sono maggiormente a rischio di contrarre virus come gli anziani in assistenza residenziale e gli operatori sanitari. Anche il test su campioni del sistema fognario viene preso in considerazione per monitorare la situazione.

Arden ha rivelato che il R0 del paese sarebbe stato di circa 2,5, se non fossero state attuate le misure adottate. Ma con un’azione rapida e misure decisive, il paese è riuscito a mantenerlo basso fino a 0,4. Ciò significa che 10 persone infette possono trasmettere la malattia solo ad altre 4 persone, in media (R0 =1 significa che ogni persona infetta dovrebbe infettare in media un’altra persona).

La nuova Zelanda riapre

L’agenzia Reuters riferisce che il passaggio scaglionato alle restrizioni di “livello 2” significherà riaprire negozi, ristoranti e altri spazi pubblici, compresi i campi da gioco, da giovedì.

Le scuole possono aprire dal prossimo lunedì mentre i bar possono riaprire solo dal 21 maggio, ha affermato Ardern. I raduni saranno limitati a 10 persone.

“Il risultato è che tra 10 giorni avremo riaperto la maggior parte delle attività commerciali in Nuova Zelanda prima di molti altri paesi del mondo”, ha dichiarato Ardern in una conferenza stampa. “Questo è la conseguenza del nostro piano – vai duro, vai presto – così possiamo far ripartire la nostra economia prima e quindi ottenere un vantaggio economico”.

Le aziende saranno tenute ad adottare misure di allontanamento fisico e rigide misure igieniche.

Air New Zealand ha annunciato che riprenderà una serie di rotte nazionali prima sospese. I viaggi internazionali, tuttavia, non saranno possibili in quanto i confini rimarranno chiusi ad eccezione del ritorno dei neozelandesi.

La lega di rugby riprenderà a giugno. La Nuova Zelanda è la prima grande nazione di rugby ad annunciare una ripresa della competizione da quando la pandemia di Covid-19 ha portato lo sport allo stop in tutto il mondo.

Il primo ministro Ardern ha avvertito che le misure di allentamento del blocco saranno riesaminate entro due settimane.

Giovedì il governo svelerà il suo bilancio annuale e ha preannunciato al paese che il debito aumenterà a livelli ben oltre gli obiettivi precedenti a causa delle misure di sostegno economico, ciononostante ha in programma importanti investimenti nel settore sanitario per prevenire il pericolo di future pandemie.

L’importanza della “comunicazione chiara”

Gli esperti internazionali hanno lodato la Nuova Zelanda per aver vinto la sua lotta contro la pandemia ed essere riuscita ad “eliminare” il virus con successo.

France 24 racconta che la Ardern è stata ampiamente elogiata per le sue misure rapide e rigorose. Ancora più importante, la sua “comunicazione chiara” con la gente del paese, che è stata salutata come un passo importante per stabilire la fiducia. Il Primo Ministro della Nuova Zelanda ha condotto sessioni di Facebook Live e conferenze stampa per entrare in contatto con le persone e unirle nella lotta

Siouxsie Wiles, professore associato e capo del Bioluminescent Superbugs Lab dell’Università di Auckland, ha affermato che uno dei principali successi del Paese è stato il modo in cui il metodo di contrasto al COVID-19 è stato diffuso tra la popolazione. “In altri paesi, i leader hanno parlato di guerra e battaglia, il che mette le persone in uno stato d’animo negativo e spaventato”, ha detto.

“La risposta ufficiale qui è stata guidata dal principio che ci uniamo contro COVID-19”.

La rivista The Lancet ricorda che Ardern è apparsa regolarmente sui social media, sorridendo e condividendo parti della sua vita personale in lockdown senza sottovalutare la gravità della situazione e ha contribuito a costruire la fiducia del pubblico nel successo della “elimination strategy”.

Bruno Patierno

Bruno Patierno

Mi occupo di marketing e di comunicazione. L’impresa più folle e istruttiva è stata fare l’Assessore a Napoli. Attualmente il mio maggiore interesse professionale è coordinare assieme all’amico Jacopo Fo il Gruppo Atlantide e in mezzo a questo c’è anche fare il project designer di People For Planet. Ne sono molto orgoglioso.

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