Come puoi ridurre le microplastiche dalla tua lavatrice

Qualche piccolo accorgimento casalingo può contenere molto la dispersione delle microplastiche nei mari

Chi ci segue da tempo ricorderà che il problema delle microfibre plastiche rilasciate dai tessuti sintetici durante il lavaggio in lavatrice è stato uno dei nostri “cavalli di battaglia” e che fin dalla sua nascita People For Planet ha proposto di rendere obbligatorio il montaggio, sulle lavatrici, di un filtro anti microfibre.

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Il perché di questa emergenza è presto detto: l’inquinamento dei mari è quotidianamente alimentato, a ogni lavaggio in lavatrice, dalle microplastiche che vengono rilasciate dai materiali sintetici di cui sono composti i nostri vestiti. Ogni volta che laviamo tessuti sintetici come il poliestere, che è solo un filato di plastica, si staccano pezzi molto piccoli di plastica che scorrono nello scarico giungendo in mare. Come spiega il team del progetto ambientalista Story of Stuff, attivo nella ricerca di soluzioni a questo problema, “una volta che queste fibre si riversano nei corsi d’acqua locali agiscono come spugne, assorbendo altri inquinanti attorno a loro. Sono come piccole bombe tossiche piene di olio motore, pesticidi e sostanze chimiche industriali che finiscono nelle pance dei pesci e infine nelle nostre pance. Si è già stimato che ce ne siano 1,4 milioni di miliardi di miliardi nei nostri oceani, come dire 200 milioni di microfibre per ogni individuo vivente sul pianeta!”.

Purtroppo gli impianti di trattamento dell’acqua non possono catturare tutti i pezzi, vista la loro microscopica dimensione. Inoltre più vecchi sono i tessuti, più fibre perdono nel lavaggio. Quindi che fare? In generale si dovrebbero evitare gli “scossoni” cioè movimenti bruschi e agenti chimici che corrodono o strattonano i tessuti facilitando la perdita delle microfibre.

Con la speranza che l’industria, oltre che la politica, si decidano ad affrontare in modo sistematico questo importante problema, riportiamo alcuni consigli che tutti noi possiamo seguire.

Lavaggi meno frequenti

Lavare meno evita anche di sprecare acqua ed energia, meglio indossare i capi qualche altra volta in più prima del passaggio in lavatrice.

Lavatrici a freddo

Come riportato da Phys.org lavando al di sopra dei 30°C le fibre si rompono più facilmente.

Centrifuga bassa

Secondo Wired.it, la velocità della centrifuga influisce parecchio sulla scomposizione delle fibre: più è veloce più la probabilità di rottura delle fibre di tessuto aumenta.

Detersivi liquidi

La polvere è più abrasiva sui tessuti, aumentando così il distaccamento di microfibre, meglio quindi scegliere un detersivo liquido.

Cestello pieno

Al momento dell’avvio della lavatrice, meno capi ci sono e più questi sbatteranno sulle sue pareti provocando una maggiore dispersione di fibre plastiche.

Programmi brevi

Il principio è lo stesso, più dura il lavaggio e più il capo d’abbigliamento è “stressato” dal movimento e dal calore, contribuendo allo staccarsi delle microfibre.

Fibre naturali

Scegliere solo capi in fibra naturale al 100% come lana, alpaca, cashmere, cotone, lino e seta è un modo per evitare del tutto la dispersione di microplastiche nell’ambiente, poiché quando questi materiali vengono lavati, le fibre che perdono sono biodegradabili.

Utilizzare un dispositivo di raccolta delle fibre nella lavatrice

Su internet se ne vendono diversi, come il Guppyfriend, una sacca dentro cui inserire i vestiti che lascia filtrare acqua e detersivo ma non microplastiche (ne abbiamo parlato qui: Due oggetti per spargere in giro meno microplastiche). C’è anche la Cora Ball, con un sistema ispirato ai coralli, che con le sue protuberanze non cattura cibo ma microplastiche.

Leggi anche:
10 modi per fermare le microplastiche (Infografica)
Microplastiche, l’invasione invisibile
La microplastica? La beviamo tutti i giorni

Photo by Dan Gold on Unsplash

Caterina Conserva

Caterina Conserva

Giornalista con la passione per l'ecologia, i libri e le lunghe camminate in giro per il mondo

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Caterina Conserva

Caterina Conserva

Giornalista con la passione per l'ecologia, i libri e le lunghe camminate in giro per il mondo

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