Come sarebbe la Terra se l’uomo si estinguesse?

Spoiler: la nostra CO2 rimarrebbe nell’atmosfera per migliaia di anni

Gli animali si sono ripresi il proprio territorio, quello che abbiamo sottratto loro con anni di cementificazione e rumore; le polveri sottili ci hanno dato tregua; senza smog dal Nord dell’India si torna a vedere l’Himalaya innevato dopo 30 anni e da Bergamo si vede nettamente lo skyline di Milano. Accade nel 2020, mentre una pandemia globale ha costretto l’essere umano a sospendere quasi tutte le proprie attività. Una situazione eccezionale, non una svolta a favore del Pianeta, decisa a tavolino dai potenti del mondo. Ma ci fa riflettere su come sarebbe il nostro Pianeta se l’essere umano sparisse.

Decine di film hollywoodiani hanno come scenario un mondo post-apocalittico in cui l’umanità si è praticamene estinta a causa di propri errori, della propria noncuranza per le sorti della Terra, o per colpa di virus o incidenti nucleari. La realtà potrebbe non essere tanto diversa, un giorno, e con il Coronavirus l’abbiamo appena sperimentato.
Anche gli scienziati si domandano da tempo cosa ne sarà dell’essere umano nel futuro prossimo e come sarebbe il mondo senza di noi. D’altra parte, sappiamo che sotto i ghiacciai sono conservati virus potenzialmente letali e che ilmutamento delle condizioni climatiche terrestri rischia di liberarli. Uno degli errori che spesso fa scattare l’apocalisse nei film.

La Terra senza l’uomo: un enorme paradiso in rovina

Un report delle Nazioni Unite lo scorso maggio lanciava l’allarme riguardo una grande estinzione già in essere, che mina la sopravvivenza degli esseri umani. Il Pianeta la combatterebbe come essere vivente con tutte le proprie forze. Estinzione per l’uomo, nuovo inizio per altre specie? Dipende dai punti di vista. Una Terra coperta da foreste e praterie verdi, animali che corrono liberi ovunque, ma qua e là i resti della vita di un tempo: pneumatici di vecchie auto, plastica, pentole di acciaio inox in mezzo ai campi, nidi di volatili tra blocchi di cemento armato di vecchi edifici. Le Nazioni Unite nel report parlano di una sesta estinzione di massa, causata proprio dall’essere umano e dal suo dominio indiscusso per secoli.

Ma senza di noi cosa accadrebbe?

Le erbacce si insinuerebbero dentro e fuori le case in cui vivevamo, le tubature congelate prima o poi esploderebbero, le gallerie della metro si allagherebbero, i monumenti simbolo della storia dell’umanità si sgretolerebbero a causa della corrosione dei materiali. Rovine dappertutto, ma la vita esisterebbe. La vita di altre specie, la vita selvaggia. Animali oggi a rischio d’estinzione espanderebbero il proprio habitat occupando le città e il loro numero crescerebbe rapidamente, in Europa vivrebbero elefanti e leoni. Le foreste, sparito il controllo umano, crescerebbero su almeno il 40% della superficie terrestre, sottraendo spazio a terreni che adesso sono agricoli. Naturalmente, il livello dei mari si abbasserebbe e il clima terrestre sarebbe più fresco. Le piante riuscirebbero ad assorbire la CO2 presente nell’atmosfera e a restituire ossigeno. Ma attenzione: la CO2 non tornerebbe ai livelli preindustriali per almeno altri 100 mila anni, nemmeno in uno scenario simile in cui l’essere umano ormai sarebbe estinto.

Le conseguenze dell’Antropocene sarebbero evidenti a lungo

I volti scavati nel granito del Monte Rushmore guarderebbero la Terra per oltre 7 milioni di anni. E la plastica? I miliardi di tonnellate di plastica con cui abbiamo invaso mari e campi si degraderebbero lentamente, le microplastiche andrebbero ad invadere gli ecosistemi; forse con il tempo alcuni batteri si evolverebbero per mangiarla, ma ci vorrebbero comunque milioni di anni. Senza contare le centrali nucleari abbandonate che rilascerebbero materiale radioattivo e provocherebbero la morte o mutazioni genetiche in tantissime specie di animali sopravvissute.
No, la Terra non diventerebbe un paradiso se l’essere umano la abbandonasse all’improvviso.

E se l’essere umano non fosse mai esistito?

Cambiamo prospettiva. Dimentichiamo l’umanità e immaginiamo come sarebbe la Terra senza la comparsa dell’homo sapiens. Secondo le conclusioni di alcuni ricercatori della Aarhus University della Danimarcaripreso qualche anno fa da Luigi Bignamil’Europa sarebbe stata l’habitat di lupi, alci e orsi, ma anche elefanti e rinoceronti. Gli stessi ricercatori avevano precedentemente attribuito all’avvento dell’uomo moderno (homo habilis) l’estinzione in massa dei grandi mammiferi dopo l’ultima era glaciale. Considerando quindi l’essere umano come una delle ragioni principali, hanno provato a capire quale sarebbe stata la distribuzione dei grandi mammiferi (quelli con peso superiore a 45 kg) se questa espansione non fosse avvenuta.

La mappa mostra la densità probabile ogni 100 km quadrati (in rosso le zone con densità maggiore).

Oggi, come sappiamo, questa categoria di animali vive soprattutto in Africa e non è un caso, né la ragione è soltanto climatica: in Africa la presenza dell’umanità è stata minore. Sorprende, dalla mappa, che se l’uomo non si fosse espanso, alcune zone oggi densamente popolate sarebbero un habitat ideale per i grandi mammiferi, Nord America in primis. Non solo: animali come gli orsi che oggi troviamo soprattutto in zone montuose si troverebbero in aree pianeggianti, dimostrazione che si tratta di una scelta necessaria, uno spostamento là dove l’essere umano ha faticato a trasferirsi massivamente.

Copertina: disegno di Armando Tondo

Anna Tita Gallo

Anna Tita Gallo

Giornalista pubblicista e content manager. Scrive di comunicazione, Web, marketing, pubblicità, green economy, cronaca ambientale.

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Giornalista pubblicista e content manager. Scrive di comunicazione, Web, marketing, pubblicità, green economy, cronaca ambientale.

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