Com’è tenace Riace

Gli abitanti del borgo più famoso d’Italia si sono armati di scope e stracci per riaprire laboratori e botteghe.

Senza grandi clamori e proclami, la settimana scorsa gli abitanti di Riace si sono ritrovati e hanno iniziato a fare pulizia: dopo un anno di inattività la polvere era tanta all’interno dei laboratori e delle botteghe. Niente che non si risolva con il biologico olio di gomito.

La luce si vede in fondo al tunnel

Anche per la decisione della Commissione Tributaria che ha stabilito che Domenico Lucano non aveva commesso alcuna infrazione nell’applicare al 4% l’Iva nella gestione del 2011 per l’Emergenza Nord Africa. La Finanza aveva contestato la decisione – per altro di tutti i Comuni d’Italia – e aveva richiesto il pagamento di 324mila euro per recuperare la maggiorazione dell’Iva che secondo loro doveva essere applicata tra il 20 e il 21%.
E, visto che la Commissione Tributaria ha stabilito che la richiesta era: “non esigibile ma neanche fondata” l’Agenzia delle Entrate dovrà pagare 10mila euro al Comune di Riace per le spese sostenute.

Un anno difficile

La situazione nel paese non è florida, l’anno di esilio di Mimmo Lucano e le inchieste hanno fatto bei danni. Molti migranti sono stati trasferiti, altri hanno lasciato Riace, gli operatori hanno perso il lavoro.

Scrive Chiara Sasso in un bell’articolo su Comune-info: “Gli asini della fattoria didattica anche loro messi sotto sequestro, perché le stalle non hanno l’agibilità, e poco importa se la maggioranza degli uffici pubblici compreso il tribunale di Locri si trovano nella stessa situazione… La furia dello Stato è passata su Riace come uno tsunami trascinando tutto e tutti”.

Resistere!

E Riace resiste, non è bastato a intimidirla neanche il nuovo sindaco che ha sostituito i cartelli di benvenuto che recitavano “Paese solidale e accogliente” con l’effige dei santi Cosma e Damiano e ha fatto sparire un cartello che raffigurava Peppino Impastato che parlava di bellezza.
Ora si aspetta il neo sindaco perché quello precedente non poteva essere eletto in quanto dipendente del Comune (vigile urbano con un contratto a tempo determinato).

È stato il vento

A sostenere la resistenza anche la raccolta fondi della Fondazione “È stato il Vento” che riprende nel nome una frase di Mimmo Lucano: «È stato il vento che ha spinto un veliero carico di curdi sulla spiaggia di Riace».
La Fondazione, che ha come Presidente la stessa Chiara Sasso, vede tra i garanti anche padre Alex Zanotelli.

Asilo e frantoio

E così si ricomincia con l’asilo parentale, alcuni laboratori aperti. E stanno proseguendo i lavori a Palazzo Pinnaro, la sede storica della Associazione Città Futura e che sarà la sede della Fondazione con l’apertura di un centro di Documentazione in collaborazione con alcune Università.

E, soprattutto si stanno dando gli ultimi ritocchi al Frantoio di Comunità dove i coltivatori potranno portare le loro olive per realizzare un olio buono.

In tutti i sensi.

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Gabriella Canova

Gabriella Canova

Fa parte della Redazione. Si occupa dei rapporti con i redattori esterni nonché della stesura di vari articoli relativi alle tematiche del portale.

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