Completa estinzione degli insetti in 100 anni

La natura rischia il collasso

Tra circa 10 anni avremo un quarto in meno della popolazione di insetti, tra 50 anni metà in meno e tra 100 anni non ne avremo più.

Soffermandosi sul titolo della notizia qualcuno potrà anche tirare un sospiro di sollievo e confondere la gravità della cosa con una bella notizia, ma la realtà dei fatti è decisamente preoccupante per l’ecosistema e la sopravvivenza dell’uomo.

Secondo una ricerca globale contenente 73 studi storici in materia, la popolazione mondiale degli insetti è a rischio estinzione. Nello studio, pubblicato sulla rivista Biological Censervation, si legge di un “catastrofico collasso degli ecosistemi della natura” e l’allarme dagli esperti non sembra aver bisogno di delucidazioni aggiuntive: tra circa 10 anni avremo un quarto in meno della popolazione di insetti, tra 50 anni metà in meno e tra 100 anni non ne avremo più. Tra i più colpiti in prima linea ci sono: lepidotteri, imenotteri e scarabei stercorari. Per quanto riguarda gli insetti acquatici, il rischio è maggiore per odonati, plecotteri, trichotteri ed epemerotteri.

I conti tornano se si pensa che la riduzione annua degli insetti, facendo una stima in un’ottica ottimistica, è pari al 2,5%. Un tasso di estinzione otto volte più veloce di quello di mammiferi, uccelli e rettili. Secondo il Wwf, dal 1970 ad oggi, per mano dell’uomo la fauna selvatica ha avuto una perdita di miliardi di esemplari.

Se mettessimo gli insetti tutti insieme su una bilancia, arriverebbero a pesare 17 volte più degli esseri umani, i quali, come già appurato costituiscono solo 0,01% della vita sulla Terra. Insomma, in termini di vita sulla Terra siamo insignificanti ma conti alla mano dalla nostra comparsa sul pianeta abbiamo provocato la scomparsa dell’83% di tutti i mammiferi selvatici, metà delle piante e gli insetti sono l’ultima certezza di una situazione che sta diventando irreversibile.

Le cause?

Agricoltura intensiva e urbanizzazione al primo posto. Secondo i ricercatori è necessario ripensare alle “attuali pratiche agricole, in particolare una seria riduzione dell’uso di pesticidi e la sua sostituzione con pratiche più sostenibili ed ecologiche. Inoltre, dovrebbero essere applicate tecnologie efficaci di bonifica, per pulire le acque inquinate sia in ambienti agricoli che urbani“. Inquinamento, pesticidi, fertilizzanti, erbicidi e così via… che inevitabilmente si vanno a sommare al progressivo cambiamento climatico e alle altrettanto inevitabili cause che ne conseguono.

Gli insetti hanno un valore ecologico importantissimo e ricoprono un ruolo fondamentale nella pulizia ed equilibrio dell’ambiente. «Se non fermiamo la moria di insetti andremo incontro a conseguenze catastrofiche per la nostra stessa esistenza» avverte il prof. Francisco Sánchez-Bayo, relatore dello studio. Fa eco Dave Goulson, dell’università britannica del Sussex: «Sono il cuore di ogni rete alimentare, controllano i parassiti e molto altro ancora. Amateli o detestali, noi umani non possiamo sopravvivere senza».

Allora cominciamo dalle nostre abitudini quotidiane per fare la nostra doverosa parte. Dall’acquisto del cibo a, mettendo le mani avanti in vista del ritorno del caldo e al conseguente invitabile ritorno di insetti, all’uso e abuso di spray, zampironi e quant’altro avvelena l’ambiente in cui viviamo.

Claudia Faverio

Claudia Faverio

Appassionata di ambiente e dei diritti umani da sempre. Fa parte della redazione dove segue l'attualità quotidiana e il meglio del web. Si occupa anche dei rapporti con siti, blog, enti e imprese per la comunicazione di e su People For Planet.

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