Reykjavik, capitale dell’Islanda, è 100% rinnovabile grazie a idroelettrico e geotermico. Fotomontaggio di Armando Tondo, settembre 2018

Sono sempre di più i Comuni 100% rinnovabili

La mappa dello sviluppo delle fonti rinnovabili in Italia

Era il 2005 quando Legambiente iniziò a monitorare l’utilizzo delle fonti di energia rinnovabile nei territori del nostro Paese: l’iniziativa ha preso il nome Comuni 100% rinnovabili che ogni anno porta alla pubblicazione del relativo report annuale, una fotografia che attraverso la descrizione di buone pratiche, di progetti realizzati, mappe e speciali classifiche mostra la crescita e la “concentrazione” di questo sviluppo.

L’ultimo report 2017, realizzato con il contributo di Enel Green Power e in collaborazione con il GSE (Gestore Servizi Elettrici), mostra come, in 10 anni (dal 2006 al 2016), il numero dei Comuni nei quali è stato installato almeno un impianto da fonti rinnovabili sia progressivamente cresciuto passando da 356 a 7.978; almeno un impianto è presente in ogni Comune italiano.

Il report stila anche una vera e propria classifica, individuando e mettendo in evidenza i primi 40 territori virtuosi sotto il profilo energetico: sono quei Comuni 100% rinnovabili che rappresentano i migliori esempi di innovazione energetica e ambientale e che hanno saputo soddisfare il fabbisogno di energia dei propri cittadini attraverso un mix di più impianti e fonti rinnovabili diverse, almeno tre tra fotovoltaico, eolico, idroelettrico, bioenergie, solare e geotermico.

Nel 2017 il premio per il Comune 100% rinnovabile è andato a Cavalese, in provincia di Trento; tra i primi 40 comuni 100% rinnovabili spiccano molti Comuni del Nord Italia: Badia, Brennero, Brunico, Dobbiaco, Morgex, LaThuile e diversi altri; ma se anche il Nord e i piccoli comuni la fanno un po’ da padroni, è importante rilevare che tra i primi 40 vi sono anche città con più di 100.000 abitanti e comuni situati nel Centro-Sud: Parma, Foggia, Latina, Ferrara, Pescara, Giugliano in Campania, Forlì, Terni,  Bolzano e Modena.

Mantova e Oristano sono due città italiane 100% rinnovabili. Fotomontaggio di Armando Tondo, settembre 2018

Sono 545 i Comuni italiani che con le rinnovabili soddisfano dal 99% al 70% del fabbisogno elettrico domestico, altri 504 hanno raggiunto una percentuale tra il 50% e il 70%, mentre 1.499 producono dal 20% al 50% dell’energia elettrica necessaria ai fabbisogni domestici.

Molti Comuni, 3.021 indica il rapporto, producono più energia elettrica di quanta ne consumino le famiglie residenti, obiettivo che viene raggiunto grazie a un mix di fonti rinnovabili differenti (idroelettrica, eolica, fotovoltaica, da biomasse o geotermica) ma anche in quelle situazioni dove prevale una particolare fonte: sono infatti 61 i Comuni che superano, in molti casi largamente, il proprio fabbisogno grazie a impianti di teleriscaldamento collegati a impianti da biomassa o geotermici.

Malgrado nel 2016 le installazioni da fonti rinnovabili siano cresciute con ritmi inferiori rispetto al passato, il rapporto traccia un bilancio comunque positivo: se facciamo parlare i numeri vediamo che sono stati comunque installati 396 MW di fotovoltaico, 282 MW di eolico, 140 MW di geotermico, 513 MW di geotermia e 346 MW di mini-idroelettrico.

Il 2016 è stato il secondo anno consecutivo di calo della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, dopo un decennio di crescita costante; nonostante questo c’è ottimismo e i numeri sono considerati positivi: le fonti rinnovabili hanno contribuito a soddisfare circa il 34,3% dei consumi elettrici complessivi.

Il calo è determinato prevalentemente dalla diminuzione dell’idroelettrico, mentre tutte le altre fonti rinnovabili sono cresciute complessivamente da una produzione di 8.800 GWh nel 2006 a 70.534 GWh nel 2016.

Il rapporto 100% Comuni Rinnovabili – spiega Edoardo Zanchini, Vicepresidente di Legambiente – mostra i successi dei territori che credono e scommettono nelle rinnovabili. Ora è il momento di accelerare, non accontentandosi di questi risultati. Proprio l’Accordo di Parigi e i nuovi obiettivi europei sul clima e l’energia oggi ci obbligano a guardare a come costruire un nuovo scenario di sviluppo delle energie pulite nel nostro Paese, dove si possano cogliere i vantaggi della rivoluzione in corso nel sistema energetico per rilanciare sviluppo e lavoro. Le esperienze raccontate e premiate oggi dimostrano un Italia all’avanguardia nel Mondo e oggi, con la riduzione dei costi degli impianti e le innovazioni in corso nei sistemi di accumulo, nelle smart grid e nelle auto elettriche, l’Italia può scegliere di puntare su un modello energetico che abbia al centro il territorio e l’autoproduzione da fonti pulite”.

“I risultati di questo studio evidenziano come continui in tutto il mondo la crescita delle rinnovabili, un processo che va avanti anche in Italiaafferma Antonio Cammisecra, amministratore delegato di Enel Green Power – Se guardiamo al territorio emerge poi come siano tanti i comuni e le imprese che sono dentro modelli innovativi. Il futuro sempre più imminente sta nello sviluppo di generazione rinnovabile integrata con reti intelligenti e sistemi di accumulo”.

Per vedere la distribuzione territoriale dei Comuni 100% rinnovabili si veda la mappa via via aggiornata da Legambiente . Allo stesso link è possibile consultare a la lista completa dei Comuni.

Per una panoramica sulle buone pratiche realizzate dai Comuni nel corso degli anni è interessante approfondire con  le schede dei progetti/,  le cosiddette buone pratiche.

Altre due città 100% rinnovabili sono Vancouver e Copenhagen. Quest’ultima è considerata una delle città più green del mondo. Fotomontaggio di Armando Tondo, settembre 2018

Fonti:

https://www.nonsoloambiente.it/10-citt%C3%A0-sopra-i-100.000-abitanti-tra-i-comuni-100-rinnovabili
http://www.comunirinnovabili.it/comuni-100-rinnovabili/
https://www.wired.it/attualita/ambiente/2017/06/08/energia-rinnovabile-comuni/

Immagini: fotomontaggi di Armando Tondo

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Elisa Poggiali

Elisa Poggiali

Ingegnere ambiente e territorio, membro del database 100 esperte.it nei settori S.T.E.M., si occupa di ambiente, tecnologia, innovazione e networking per la sostenibilità.

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