Comunità Frizzante offre bollicine alla socialità

Gusti boschivi e alternativi per Ciacola, Abbracciata e MostoOH!

Produrre e commercializzare bibite frizzanti dai sapori locali. Questo l’obiettivo di Comunità Frizzante, una realtà nata nel 2019 da una rete eterogenea di attori, che spaziano dall’associazionismo alla trasformazione agricola, dal mondo delle cooperative sociali a piccole associazioni. “Intrecciamo le nostre conoscenze e competenze uniti dalla voglia di ideare e produrre un prodotto dall’alto valore sociale”, spiega Chiara Mura, Community organizer. “Attiviamo il fare bevande come strumento per creare comunità in Vallagarina, in provincia di Trento”. Il progetto è stato vincitore del bando Welfare Km0, promosso dalla fondazione Cariplo, Fondazione Demarchi e Provincia Autonoma di Trento.

“Fare bevande per fare comunità”

“Produciamo bevande frizzanti con l’intento di attivare la nostra comunità in un grande processo di conoscenza del territorio oltre che di inclusione sociale. Organizziamo laboratori e workshops partecipativi durante ogni fase produttiva. Tutte le attività che organizziamo vengono pensate con lo scopo di coinvolgere e incentivare le persone a scoprire nuovi aspetti del proprio contesto territoriale e a condividerne saperi e curiosità. Durante le attività, si creano degli importanti momenti di socializzazione che consentono alle persone di relazionarsi con realtà vicine, offrendo così l’opportunità a tutti i partecipanti di ampliare la propria rete e il proprio senso di appartenenza”.

Tre gusti assurdi

Le bibite prodotte sono tre: Ciacola, una cola la cui ricetta è open source, MostOH! dai sapori prettamente trentini (uva e sambuco) e Abbracciata, aranciata solidale nata dalla collaborazione con SOS Rosarno e Panificio Moderno. Sono tutte frizzanti e analcoliche, ispirate ai sapori locali “e sono il mezzo per noi per fare comunità, rendendo il territorio più inclusivo e partecipativo. Volevamo proporre al mercato un prodotto meno comune, rendendolo qualcosa di unico ed esclusivo racchiudendo in ogni bottiglia sapori ricercati e locali”. Allo stesso modo, questa azienda tutta particolare valorizza la biodiversità agricola e umana presente nella Vallagarina e stimola un consumo critico e un’economia circolare.

“Il nostro progetto si basa su modello di welfare generativo, utilizziamo infatti, quando possibile, risorse già disponibili ma in parte inutilizzate”. Gli ingredienti provengono da agricoltura biologica locale (e molto spesso sociale) oppure sono raccolti “direttamente da noi, insieme alla comunità, in boschi e prati della Vallagarina. In alcuni casi utilizziamo prodotti provenienti da altre realtà locali di artigianato alimentare, sempre in un’ottica di economia circolare e di riduzione dello spreco.

Come si fanno le bevande

Il processo produttivo di Comunità Frizzante inizia dalla mappatura del territorio, in cui si cercano e scoprono posti meno conosciuti in cui crescono determinate piante, coinvolgendo aziende agricole, esperti, appassionati e la comunità locale che con le proprie conoscenze può aiutare a mappare erbe, fiori e frutti utili e possibili sapori per i prodotti. “Passiamo poi alla raccolta collettiva: una volta deciso quali erbe ci servono, accompagnati da alcuni esperti nostri partner, organizziamo queste uscite in posti strategici e immersi nella natura, per raccogliere insieme erbe, frutti e piante selvatiche che ci serviranno per il prossimo step. Dopo aver trasformato in succhi o sciroppi i raccolti, abbiamo il laboratorio dell’alchimista: in questa fase misceliamo e creiamo sapori nuovi, sperimentando con i prodotti raccolti e trasformati in precedenza. È un momento per stare insieme e assaporare i profumi caratterizzanti della nostra Valle.

Il battesimo

Poi arriva il momento dell’ideazione collettiva del nome e dell’etichetta della bibita, anche questo un momento partecipato in cui la creatività viene sfoderata nella sua interezza creando un ambiente stimolante e inclusivo. Segue l’etichettatura partecipata, strutturata come occasioni conviviali in cui, seduti attorno a un tavolo con bottiglie ed etichette, si chiacchiera del più e del meno, degli sviluppi del territorio, dei prossimi passi da fare come progetto. 

La vendita

“Infine abbiamo la fase di vendita che costituisce un momento importante perché ci consente di mostrare i risultati del processo produttivo-partecipativo e di veicolare e testimoniare un nuovo modo di fare economia comunitaria. Questo momento è anche funzionale al fatto che vogliamo reinvestire una parte del guadagno per rendere più inclusiva l’offerta culturale del nostro territorio.

Come è nata l’idea

“L’idea è nata durante il 2018 da alcune persone che facevano (e tuttora fanno) parte de La Foresta. Abbiamo notato che la comunità della Vallagarina tende a focalizzarsi maggiormente a Rovereto, lasciando i dintorni più isolati. Con questo progetto quindi, volevamo anche promuovere il coinvolgimento delle persone più fragili, abitanti in paesi satelliti, creando nuove relazioni tra i volontari e i diversi stakeholders, sia nella riscoperta del territorio sia in attività pratiche”. La finalità del progetto è “rendere la nostra comunità più interconnessa, creare inclusione attraverso la creazione di contesti normalizzanti e far crescere un sentimento di responsabilità sociale verso la comunità territoriale stessa”.

Ma dove si compra?

“Il nostro obiettivo per quanto riguarda la distribuzione è sempre stata la circolazione delle bibite principalmente nella nostra zona, in un’ottica di sostenibilità ambientale e per poter far conoscere il nostro progetto alla comunità locale”. La produzione e la vendita di bibite in bottiglia è iniziata a gennaio 2020, dapprima solo in Vallagarina, poi in tutto il Trentino e verso la fine dell’anno Comunità Frizzante ha iniziato a proporre bibite a realtà in linea con i propri valori in tutta Italia. “Avendo iniziato a vendere nel bel mezzo della pandemia covid-19, con il comparto della ristorazione e turismo che nell’ultimo anno non ha mai lavorato a pieno ritmo, ancora non abbiamo capito pienamente il potenziale di vendita nella nostra zona.

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Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei

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