Esodo India - Crisi Umanitaria - Coronavirus

Con l’esodo biblico in India si rischia una crisi umanitaria

In centinaia di migliaia ritornano ai villaggi, a piedi.

Un fiume umano composto da centinaia di migliaia di persone che, rimaste senza lavoro a causa del maxi lock down totale indetto in India dal premier Narendra Modi il 25 marzo e per almeno 21 giorni, tornano nei villaggi di origine. In quello che è stato descritto come “un esodo senza paragoni nella storia dell’India contemporanea” i protagonisti sono i lavoratori giornalieri rimasti ormai senza occupazione.

Nel quinto giorno di quello che sarebbe dovuto essere un blocco totale della città, compresi quindi i mezzi di trasporto, i migranti non hanno alternativa che tornare a casa a piedi, anche a costo di percorrere centinaia di chilometri camminando.

Le immagini fanno il giro del mondo tra stupore e preoccupazione, immagini che parlano di un’emergenza di un’emergenza: la prima legata alla povertà e la seconda che riguarda la sanità.  Nel paese più popoloso del mondo, il rischio che si corre è di una vera crisi umanitaria, il reale timore è che l’esodo possa portare ad una rapida diffusione del Coronavirus in tutto il Paese, partendo dalle fasce della popolazione più povera e diffondendo il virus anche nelle piccole città e villaggi, dove l’accesso alle cure mediche risulta essere più problematico.  

Con una popolazione di 1,3 miliardi di persone l’India ha superato i mille casi accertati di Covid-19, mentre i decessi sono 29. Gli esperti, però, ritengono che i numeri reali siano ben superiori, perché si stanno facendo pochi tamponi.

Per arginare la possibile diffusione del virus, il governo del premier Narendra Modi ha richiesto ai singoli Stati di chiudere i confini, mettere in quarantena per 14 giorni i lavoratori rientrati e applicare sanzioni per chi viola le misure di contenimento. Ha creato non pochi dissensi la decisione dello Stato di Uttar Pradesh di lasciare aperte le frontiere stipando migliaia di migranti su autobus messi a disposizione per il rientro. Solo da Ghaziabad, fuori Delhi, sono circa 90 mila le persone che sono state trasportate in bus.

Fonte immagine copertina: Open

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Claudia Faverio

Claudia Faverio

Appassionata di ambiente e dei diritti umani da sempre. Fa parte della redazione dove segue l'attualità quotidiana e il meglio del web. Si occupa anche dei rapporti con siti, blog, enti e imprese per la comunicazione di e su People For Planet.

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