Mattanza tigri - Estinzione

Continua la mattanza delle tigri nel mondo

2.300 tigri uccise e trafficate illegalmente dal 2000 a oggi

(Fonte: Natura Tv)

Dalla stampa nazionale:

Oltre metà delle 147 tigri sottratte tre anni fa da un tempio in Thailandia accusato di sfruttarle a scopi turistici sono morte. Lo hanno rivelato oggi le autorità di Bangkok, specificando che le 86 tigri decedute dopo il tentativo di salvataggio avevano problemi respiratori dovuti a una paralisi alla laringe, e altre malattie causate dalla riproduzione per endogamia nella ristretta comunità nei due siti dove erano allevate. Il caso riaprirà con ogni probabilità le polemiche sul trattamento dei maestosi animali selvatici salvati nel 2016 dal famoso Tiger Temple nella provincia di Kanchanaburi, che attirava decine di migliaia di turisti all’anno che si facevano fotografare con le docili tigri. Il tempio era sospettato di traffico di animali selvatici, maltrattamenti e uso di narcotizzanti, oltre che di allevare tigri allo scopo di guadagnare dalla vendita di prodotti da loro derivanti. (Fonte: ANSA –Thailandia, 86 tigri morte di stenti)

Oltre 2.300 tigri sono state uccise e trafficate illegalmente dal 2000 a oggi. È il gruppo ambientalista esperto in traffico illegale di animali, Traffic a lanciare l’allarme: in media sono più di 120 gli esemplari sequestrati dai bracconieri ogni anno, circa 2 alla settimana.

L’autrice del rapporto Kanitha Krishnasamy, a capo delle operazioni di Traffic nel Sud-est asiatico, ha espresso la sua preoccupazione parlando con Afp: “Sembra che stiamo perdendo questa lotta”. “Il tempo per parlare è finito: le parole devono essere trasformate in azioni per prevenire ulteriori perdite”. Continua a leggere  (Fonte:REPUBBLICA.IT)

GIRAFFE, ELEFANTI E LEONI: LI VEDI OVUNQUE MA QUELLI VERI SPARIRANNO A BREVE. Giraffe, elefanti e leoni (e molti altri animali “famosi”) sono condannati all’estinzione in natura, anche perché Donald Trump non ha l’hobby del trophy hunting e dunque, in poche parole, chissenefrega.

Il trophy hunting è quell’attività regolamentata che consente a ricchi stranieri di andare in Africa a uccidere esemplari selezionati, magari anziani o malati, al fine di rimpinguare le casse dei parchi che ospitano gli ultimi animali-simbolo (detti anche big 5: leone, leopardo, giraffa, bufalo ed elefante). È una pratica tristemente fondamentale per la loro sopravvivenza, e presidenti Usa molto poco ambientalisti, ma pur sempre amanti del trophy hunting, hanno in passato agito al fine di evitare l’estinzione dei big 5. Il tema è fondamentale quando si parla di protezionismo. L’errore più grande che potremmo fare, da occidentali, è quello di disprezzare i bracconieri e accusarli di essere il male. Si tratta spesso di uomini e donne che semplicemente vedono nella caccia illegale l’unica possibile risorsa per sopravvivere. In Kenya, Mozambico e Zambia, nulla ha aiutato a fermare il bracconaggio come dare loro un’alternativa, ad esempio – paradossalmente – arruolarli come guardie forestali nei parchi: questo ha ridotto del 90% il numero degli animali uccisi (fonte: Earth.com). In fondo il turismo da safari fotografico è attualmente una delle poche ricchezze di quelle terre.

Per capire quanto poco manchi all’estinzione basta aprire la versione americana di Amazon, Ebay o Etsy: comprare un oggetto decorato con ossa di giraffa costa circa 200 dollari, visto che nessuna legge lo vieta, sebbene la popolazione delle giraffe sia diminuita del 40% negli ultimi 30 anni. Continua a leggere (Fonte: PEOPLEFORPLANET.IT di Michela Dell’Amico)

Claudia Faverio

Claudia Faverio

Appassionata di ambiente e dei diritti umani da sempre. Fa parte della redazione dove segue l'attualità quotidiana e il meglio del web. Si occupa anche dei rapporti con siti, blog, enti e imprese per la comunicazione di e su People For Planet.

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