Coronavirus: attenti ad apatia e disorientamento

La monotonia in cui il Covid-19 e la quarantena ci hanno gettato sta condizionando il nostro stato emotivo

“Stanchezza, senso di spossatezza, poca voglia di fare, pigriziaansia di fondo e difficoltà di progettazione sono sintomi comuni a gran parte degli italiani in questo momento storico”. Così scrive Ilaria Fontana, psicologa e psicoterapeuta in un lungo articolo pubblicato su Psb-Privaci e Sicurezza.

“La monotonia in cui il Covid-19 e la quarantena ci hanno gettato sta condizionando il nostro stato emotivo; ci accomuna un senso di preoccupazioneapatia e stanchezza.

Di fatto siamo passati in modo brusco e repentino dall’essere sempre di corsa, all’imperativo che ci voleva pronti ed efficienti, smart, all’arresto totale chiusi in casa per un tempo lungo e questo cambiamento non può non avere effetti sul nostro umore: “L’assenza di stimoli per un tempo lungo impedisce la varietà di esperienze, da più di 60 giorni le giornate scorrono tutte uguali tra loro e così è percezione diffusa sentirsi in uno stato di sospensione.” Scrive ancora Ilaria Fontana.

Non aiuta nemmeno pensare al futuro che ci appare sempre più nebuloso, le certezze sono poche abbiamo in testa solo un grande punto interrogativo.

Intorno a noi sempre lo stesso scenario di casa, in televisione scappare ai programmi che parlano di coronavirus è impossibile: “L’effetto si può spiegare chiaramente con un concetto centrale nella psicologia della Gestalt per descrivere il funzionamento della mente: in figura c’è sempre la stessa immagine mentale, vale a dire il virus e tutto ciò che lo riguarda. Tutto il resto, gli elementi tipici della vita prima della pandemia e della quarantena sono relegati a una dimensione di sfondo. Esistono, ma in questo momento non fanno la differenza, incidono poco sulla realtà quotidiana e sulla dimensione emotiva attuale”.

E se a tutto questo aggiungiamo i divieti – nettamente superiori ai permessi il quadro non è dei migliori:  “Molto probabilmente E. Bern, padre dell’analisi transazionale (1950), direbbe che il bambino libero che è dentro di noi si è impiccato!” afferma la psicoterapeuta.

Come reagire a tutto questo?

La risposta, scrive Ilaria Fontana, sta nei I Ching e in particolare nel quinto esagramma “si chiama l’ “Attesa” non considerata come un’attesa passiva di qualcosa; in un tempo in cui non si possono forzare le cose è necessario saper attendere, che queste facciano il loro corso. Esattamente come il ciclo di vita del virus da noi. E’ un paradosso che il virus ci arrivi dalla Cina e proprio da questo stesso paese ci giunga un insegnamento prezioso per affrontare la situazione”.

Potete leggere tutto l’articolo qui

Leggi anche:
La delicata tortura dell’isolamento
Come gestire la solitudine in isolamento?
Angoscia, ansia, paura… Come far fronte a questi sentimenti negativi?

Foto di banksadam da Pixabay

Redazione People For Planet

Redazione People For Planet

Redazione centrale: Gabriella Canova, Simone Canova caporedattore centrale, Miriam Cesta settore Persona, Maria Cristina Dalbosco settore Società, Michela Dell’Amico settore Green

Potrebbe interessarti anche

Redazione People For Planet

Redazione People For Planet

Redazione centrale: Gabriella Canova, Simone Canova caporedattore centrale, Miriam Cesta settore Persona, Maria Cristina Dalbosco settore Società, Michela Dell’Amico settore Green

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento e utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più consulta la Privacy e Cookies Policy