Coronavirus, c’è chi chiede a Google se si prende con la birra

La casa produttrice della birra Corona non riesce a mandarla giù

Mezzo mondo ha fatto un parallelo – alcuni in modo giocoso, la maggior parte in modo serio – tra la marca messicana di birra e il virus – il Coronavirus – che sta terrorizzando il mondo intero. “Riteniamo, in linea di massima, che i consumatori comprendano che non esiste alcun legame tra il virus e la nostra attività”, ha dichiarato a Business Insider Maggie Bowman, direttore senior delle comunicazioni presso Constellation Brands, produttore di Corona. Ma si sbaglia.

In linea di massima siamo proprio messi male, e, a partire dal 18 gennaio, e ancora di più dal 22, le ricerche su Google “corona beer virus”, “beer virus” e “beer coronavirus” sono aumentate un po’ in tutto il mondo, e anche in Italia.

In realtà, a scanso di equivoci lo chiariamo, la birra e il virus condividono solo il nome, ma certamente per motivi diversi. Il virus è stato battezzato in questo modo perché visto al microscopio ha una forma a punte che ricorda delle piccole corone. Il nome della birra fa riferimento alla corona che adorna la chiesa di Nostra Signora di Guadalupe, a Puerto Vallarta, in Messico.

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Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei

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