Nuovo coronavirus cinese: all’origine dell’epidemia un evento di “spillover”

Ovvero un “salto di specie”. Ecco come avviene

Il coronavirus cinese 2019-nCoV che sta causando in Cina un’epidemia di polmonite atipica sarebbe arrivato all’uomo dai serpenti. Ma poiché, come ben sappiamo, il contatto con gli animali non è sinonimo d’infezione certa per l’uomo – altrimenti saremmo continuamente soggetti al cimurro canino o a qualsiasi altra infezione che interessa i nostri amici animali – il possibile meccanismo che ha dato origine all’epidemia in corso è molto probabilmente il cosiddetto “salto di specie“, altrimenti detto “spillover“.

La spiegazione arriva da un articolo di Medicalfacts, il portale dedicato alla divulgazione scientifica diretto dal virologo Roberto Burioni, ordinario di microbiologia e virologia all’Università Vita e Salute del San Raffaele di Milano che da anni si batte contro la disinformazione scientifica. Proviamo a seguire il ragionamento.

Affinché si verifichi il cosiddetto “salto di specie” o “spillover”, le condizioni necessarie sono tre: il contatto fra uomo e animale, la capacità del virus che infetta l’animale di replicarsi all’interno dell’organismo umano e la capacità del virus di trasmettersi da un uomo a un altro.

Tutto inizia da uno stretto contatto con gli animali

Quanto alla prima condizione, si legge su Medicalfacts, «la probabilità di essere infettati da un virus animale è tanto maggiore quanto più alta è la frequenza con cui si entra in contatto con una data specie animale». Ecco perché «i virus potenzialmente più pericolosi sono quelli che infettano animali con cui l’uomo ha più a che fare. Soprattutto animali vivi, ma anche la loro carne macellata o le loro deiezioni» .

Il virus deve avere la chiave giusta per infettare l’uomo

Quanto alla seconda condizione, ovvero la capacità del virus animale di replicarsi all’interno dell’organismo umano, «il contatto con l’animale non è, però, sinonimo d’infezione certa per l’uomo». Un virus che infetta un certo animale per riuscire infettare l’essere umano deve adattarsi alle condizioni presenti nel nostro organismo. Il che è tutt’altro che facile: «Per far questo, il virus deve avere una ‘chiave giusta’ che gli permetta di ‘aprire la porta‘ delle nostre cellule. Non esistono passe-partout. Ogni virus ha una chiave specifica che solitamente apre un numero molto limitato di porte».

A volte però, continua l’articolo, alcuni virus hanno chiavi “simili”. «Non perfette per le serrature delle nostre cellule ma che, con un po’ di sforzo, possono aprirne le porte». Una caratteristica piuttosto frequente nei coronavirus, tanto che «negli ultimi 20 anni per ben due volte coronavirus animali sono riusciti a forzare le nostre serrature, causando due fra le peggiori epidemie recenti: la Sars e la Mers. E quella in corso ha tutte le potenzialità di poter essere la terza».

La trasmissione da uomo a uomo

Per diffondersi tra gli uomini non è però sufficiente il passaggio da animale a uomo: è indispensabile anche che esso sia in grado di trasmettersi a un altro essere umano: «Deve, cioè, essere in grado di forzare la serratura delle cellule anche di un altro essere umano al quale è stato trasmesso. Il problema è che alcuni virus, fra cui i coronavirus, sono in grado di adattare geneticamente la propria chiave rendendo sempre più efficace l’apertura della porta delle cellule umane. A quel punto, più si trasmettono meglio si adattano all’ospite uomo, diventando sempre più dei virus ‘umani’».

Hiv, Sars e Mers

Diversi sono nella storia della scienza i virus che hanno fatto il cosiddetto “salto di specie da animale a uomo”: dalle scimmie ci è arrivato l’Hiv, il virus dell’immunodeficienza umana, dai dromedari e dai cammelli la sindrome respiratorie mediorientale Mers (registrata per la prima volta in Arabia Saudita nel 2012) e da piccoli mammiferi la Sars, che dette vita alla nota epidemia di polmonite atipica nel 2002.

Leggi anche: Nuovo coronavirus cinese: il contagio all’uomo è arrivato dai serpenti. Vittime in aumento

Miriam Cesta

Miriam Cesta

Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.

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Miriam Cesta

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Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.

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