Coronavirus: dieci cose da sapere sull’emergenza che spaventa il mondo

Cosa sono? Perché si chiamano così? Quali rischi corriamo e come evitare il contagio

Cosa sono i coronavirus? Perché si chiamano così? Come si trasmettono? Ecco 10 cose da sapere.

Cosa sono i coronavirus?

I coronavirus (CoV) sono un’ampia famiglia di virus respiratori che possono causare malattie da lievi a moderate, dal comune raffreddore a sindromi respiratorie molto più serie come la MERS (sindrome respiratoria mediorientale, Middle East respiratory syndrome) e la SARS (sindrome respiratoria acuta grave, Severe acute respiratory syndrome). I coronavirus sono comuni in molte specie animali (come i cammelli e i pipistrelli) ma in alcuni casi, seppur raramente, possono evolversi e infettare l’uomo per poi diffondersi nella popolazione.

Perché si chiamano così?

I coronavirus sono chiamati così per le punte a forma di corona che sono presenti sulla loro superficie.

Quanti sono i coronavirus che hanno infettato l’uomo?

A oggi i coronavirus conosciuti che hanno infettato l’uomo sono sette. Alcuni sono stati identificati diversi anni fa (i primi a metà degli anni Sessanta), altri nel nuovo millennio: questi ultimi sono il MERS-CoV (il coronavirus beta che causa la Middle East respiratory syndrome), il SARS-CoV (il coronavirus beta che causa la Severe acute respiratory syndrome) e il nuovo coronavirus (2019-nCoV), che sta interessando le cronache di questi giorni, così chiamato perché non è stato precedentemente mai identificato nell’uomo.  

Quali sono i sintomi?

Le infezioni da coronavirus nell’uomo causano malattie del tratto respiratorio superiore da lievi a moderate, come il comune raffreddore, che durano per un breve periodo di tempo. I sintomi possono includere febbre, tosse e difficoltà respiratorie. Nei casi più gravi – soprattutto quando a essere colpiti sono soggetti con le difese immunitarie deboli, come anziani, bambini molto piccoli o persone con preesistenti patologie croniche dell’apparato cardio-vascolare e/o respiratorio, l’infezione può causare malattie del tratto respiratorio inferiore come polmonite, bronchite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e persino la morte.

Esistono trattamenti specifici?

Non esistono trattamenti specifici per le infezioni causate dai coronavirus e non sono disponibili, al momento, vaccini per proteggersi da questi virus. La terapia cosiddetta “di supporto” consigliata di volta in volta dal medico in base ai sintomi del paziente (farmaci per i dolori muscolari, articolari e febbre) può risultare in molti casi efficace.

I coronavirus possono essere trasmessi da persona a persona?

Sì, alcuni coronavirus possono essere trasmessi da persona a persona, di solito dopo un contatto stretto con un paziente infetto, ad esempio tra familiari o in ambiente sanitario. La trasmissione può avvenire da una persona infetta a un’altra attraverso:

  • la saliva, tossendo e starnutendo
  • contatti diretti personali (come toccare o stringere la mano e portarla alle mucose)
  • toccando prima un oggetto o una superficie contaminati dal virus e poi portandosi le mani (non ancora lavate) sulla bocca, sul naso o sugli occhi
  • contaminazione fecale (raramente).

Si può prevenire la trasmissione del contagio?

È possibile ridurre il rischio di infezione, proteggendo se stessi e gli altri, seguendo alcuni accorgimenti:

  • lavarsi spesso le mani con acqua e sapone per almeno 20 secondi o con soluzioni alcoliche
  • starnutire o tossire in un fazzoletto o con il gomito flesso, utilizzare una mascherina e gettare i fazzoletti utilizzati in un cestino chiuso immediatamente dopo l’uso
  • evitare di toccare gli occhi, il naso o la bocca con mani non lavate
  • evitare contatti ravvicinati con persone che sono malate o che mostrino sintomi di malattie respiratorie (come tosse e starnuti)
  • rimanere a casa se si hanno sintomi
  • fare attenzione alle abitudini alimentari (evitare carne cruda o poco cotta, frutta o verdura non lavate e le bevande non imbottigliate)
  • pulire e disinfettare oggetti e superfici che possono essere state contaminate

Qual è il periodo di incubazione del nuovo coronavirus, il virus 2019 n-CoV?

Per quanto riguarda nello specifico l’incubazione del nuovo coronavirus cinese (virus 2019 n-CoV), il ministro della Sanità cinese ha affermato che il periodo di incubazione è tra 1 e 14 giorni, durante i quali il virus risulta già contagioso.

Il nuovo coronavirus si può trasmettere anche senza sintomi?

Sì, il virus 2019 n-CoV secondo uno studio pubblicato da The Lancet può essere trasmesso anche da persone che, pur avendo già l’infezione, non mostrano di avere sintomi.

Qual è l’origine del nuovo coronavirus?

Non è ancora risolto il rebus dell’origine dell’infezione del nuovo coronavirus. Inizialmente scienziati cinesi avevano affermato che il virus 2019 n-CoV è arrivato all’uomo dai serpenti (Journal of Medical Virology), ma molti virologi sono scettici poiché, come riporta la rivista scientifica Nature, non ci sono prove a sufficienza per sostenere che questi virus possano infettare altre specie animali diverse da mammiferi e uccelli: la teoria dei rettili come veicolo di trasmissione potrebbe quindi non avere fondamento.

Per saperne di più sui coronavirus: Epicentro, il portale dell’epidemiologia per la sanità pubblica a cura dell’Istituto superiore di sanità

Per avere altre informazioni sul nuovo coronavirus: Nuovo coronavirus sul sito del ministero della Salute
Nuovo coronavirus sul sito dell’agenzia europea European Centre for Disease Prevention and Control

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Miriam Cesta

Miriam Cesta

Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.

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Miriam Cesta

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Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.

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