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Cosa farà il premier Draghi in materia di immigrazione

“Altra sfida sarà il negoziato sul nuovo Patto per le migrazioni e l’asilo”

“Permane la contrapposizione tra Stati di frontiera esterna, e Stati del Nord e dell’Est Europa, principalmente preoccupati di evitare i cosiddetti movimenti secondari. L’Italia, appoggiata anche da alcuni Paesi mediterranei, come la Spagna, la Grecia, Cipro e Malta, propone come concreta misura di solidarietà un meccanismo obbligatorio di redistribuzione dei migranti pro quota”.

Così Mario Draghi ieri si è espresso sul tema dell’immigrazione poco prima di ricevere il voto di fiducia dal Senato. Quello dell’immigrazione è un tema politico che muove consensi, lo abbiamo visto perfino durante la pandemia, alle prese con un’emergenza sanitaria dove i rifugiati e gli extra-comunitari – prove e tamponi alla mano – hanno giocato un ruolo minimo in termini di contagi. Eppure la retorica dei porti chiusi non ha mai smesso di tenere banco. E la vischiosità del tema non sfugge certo al premier, che non a caso si è scusato per non avere esplicitato come intende affrontare il dossier immigrazione, se in continuità con il Governo precedente, che ha abolito i Decreti Sicurezza, o battendo una nuova linea.

Perché se da un lato ha strappato un applauso da Matteo Salvini con le seguenti parole:

Cruciale sarà anche la costruzione di una politica europea dei rimpatri dei non aventi diritto alla protezione internazionale, accanto al pieno rispetto dei diritti dei rifugiati”

Dall’altro, durante la replica seguente al suo discorso, quasi a volere intendere che i negoziati sulla riformulazione di un sistema di asilo comune a tutti gli stati membri Ue, fermi dal 2014, stavolta avranno priorità assoluta dell’Italia, il premier ha tenuto a precisare:

“La risposta più efficace e duratura passa per una piena assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni europee”

Quel che è certo è che a volere ancora Luciana Lamorgese a capo del Ministero degli Interni è stato proprio lui, Mario Draghi, segno, forse, che Lega e Fratelli d’Italia dovranno faticare parecchio per tornare alle politiche anti-immigrazioniste del passato, diciamo pure dalla Legge Bossi-Fini fino al Decreto Sicurezza di Salvini. Oppure, dovranno faticare assai poco per avere appigli su cui proseguire le loro propagande anti-immigrazioniste. Dipende da come la si vuole vedere.

Leggi anche: Si emoziona e cita Cavour: cosa ha detto Mario Draghi oggi in Senato

Stela Xhunga

Stela Xhunga

Scrive per People for Planet, riviste e altri quotidiani online. Collabora con la Radio Televisione Svizzera.

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Stela Xhunga

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