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Cosa sta succedendo tra Stati Uniti/ Trump e Cina/Huawei?

Cosa sta succedendo tra Stati Uniti/Trump e Cina/Huawei?

Il bando negli Stati Uniti, il resto del mondo e il passo indietro di Trump

[…] Huawei ha perso la sua licenza per utilizzare il sistema operativo Android nella sua versione più ricca e completa, in seguito a una sospensione decisa da Google per rispettare le disposizioni imposte dal governo statunitense contro le aziende cinesi. La decisione, che sta facendo molto discutere, potrebbe avere grandi conseguenze per l’intero settore della telefonia e coinvolge milioni di proprietari di smartphone Huawei, non solo negli Stati Uniti.

Stati Uniti vs Huawei:  Per capire come siamo arrivati fino a questo punto, è necessario fare qualche passo indietro fino alla settimana scorsa, quando il presidente statunitense Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo per dare al governo il potere di impedire alle aziende negli Stati Uniti di acquistare apparati per telecomunicazioni prodotti da chi costituisce una minaccia per la sicurezza nazionale. Il provvedimento era di fatto indirizzato alle aziende cinesi, e in particolare a Huawei, già da tempo sotto le attenzioni di Trump.

Conosciamo Huawei soprattutto per i suoi smartphone, di buona qualità e che hanno invaso il mercato in pochi anni […]Ma la società cinese è attiva in numerosi altri settori legati alla produzione di ripetitori, cavi sottomarini e altre strumentazioni per le telecomunicazioni.

[…]Gli Stati Uniti ritengono che Huawei faccia spionaggio per conto del governo cinese, e che quindi i suoi prodotti costituiscano una minaccia per la sicurezza nazionale, visto che potrebbero essere impiegati per costruire le reti su cui passano dati sensibili. Le accuse non sono mai state dimostrate con prove concrete e Huawei ha sempre sostenuto di rispettare gli standard di sicurezza e di lavorare in modo trasparente. [Leggi l’articolo completo “Il caso Huawei – Android, spiegato– ILPOST.IT]  

Cosa si dice in Italia? Approfondiamo:

HUAWEI, USA DANNO 90 GIORNI DI PROROGA > Il governo americano allenta la presa su Huawei. L’azienda cinese ottiene una “licenza temporanea di 90 giorni che ripristina parzialmente i requisiti e le politiche di licenza in base ai Regolamenti di amministrazione delle esportazioni”. Lo si legge in un documento del Dipartimento del commercio Usa.
 In base alla licenza, la cui durata potrebbe essere estesa, Huawei potrà acquistare prodotti e servizi americani per mantenere operativi gli smartphone già in commercio, e le reti e le apparecchiature esistenti, inclusi gli aggiornamenti software e le ‘patch’ di sicurezza. La licenza non riguarda invece l’acquisto di componenti statunitensi destinati alla creazione di nuovi prodotti. Leggi l’articolo completo… [Fonte: ANSA.IT]

MINACCIA HUAWEI, GLI USA SBARRANO LA PORTA: COSA STA FACENDO IL RESTO DEL MONDO? > La drastica decisione, con la quale di fatto Huawei non potrà comprare tecnologia di aziende americane per ragioni di sicurezza nazionale senza autorizzazione governativa, anche se per l’operatività occorrerà attendere almeno 120 giorni, è l’ultimo passo di una escalation portata avanti dall’amministrazione Trump contro il colosso tecnologico cinese. […] Come si sono mossi gli altri Paesi?:

L’Italia: Giappone, Nuova Zelanda, Australia e Taiwan hanno scelto il bando nei confronti di Huawei. Mentre in Europa non è andata esattamente come sperava Trump, per quanto non tutti i Paesi abbiamo preso la decisione definitiva. In molti casi, come in Italia, Huawei è un operatore di primo piano già su tecnologie precedenti al 5G, tanto che ha fatto discutere il report di Bloomberg secondo cui Vodafone trovò vulnerabilità negli apparati Huawei in Italia già nel 2011-2. Il rapporto con gli operatori è consolidato, anche nei test per il 5G, e gli stessi sono convinti che rinunciare all’azienda cinese comporterebbe ritardi ed esborsi.

Il caos inglese: La decisione ufficiale non è stata comunicata e il tema è assai delicato come si è capito quando Teresa May ha silurato il ministro della difesa Williamson accusandolo di essere responsabile della fuga di notizie dopo un incontro del governo con l’agenzia nazionale di intelligence. Secondo le indiscrezioni costate il posto al ministro il Paese avrebbe deciso di dare un via libera condizionato a Huawei, con alcune garanzie tecniche e l’accesso soltanto ad alcune parti del network. Il tema è delicato vista la decennale collaborazione delle intelligence americane, inglesi ed austrialiane, che rischierebbero di venire meno.  Leggi l’articolo completo… [Fonte: ILSOLE24ORE.COM – Luca Salvioli] 

HUAWEI, UN BOOMERANG PER TRUMP > […]Dopo la mossa di Trump, esperti e commentatori di tutto il mondo si sono interrogati sugli effetti del bando emesso a Washington contro Huawei. Lo stop di Google alla condivisione degli aggiornamenti del sistema operativo Android installato sui dispositivi Huawei, assieme al mancato accesso alle applicazioni disponibili tramite il proprio “store” (“Google Play”), rischia di mettere la compagnia cinese in una posizione di netto svantaggio rispetto alle dirette concorrenti, da Samsung a Apple. L’altro riflesso della decisione presa dalla Casa Bianca è la fine delle forniture di microchip assicurate a Huawei da aziende americane come Intel, Broadcom e Qualcomm. […]Con le notizie su Huawei che facevano il giro del mondo, lunedì le azioni dei produttori americani di microchip sono precipitate. Il divieto di fatto di vendere questi componenti alla compagnia cinese priverà infatti Intel, Broadcom e altri di una fetta importante del loro fatturato. Oltre il 14% delle forniture di Huawei provengono dal mercato USA e corrispondono a una cifra annua di circa 11 miliardi di dollari. I posti di lavoro persi negli Stati Uniti potrebbero di conseguenza toccare le 74 mila unità, tanto che l’associazione americana dei produttori di semiconduttori ha già chiesto alla Casa Bianca di allentare le restrizioni appena imposte contro Huawei.

Probabilmente anche a causa di queste reazioni, il dipartimento del Commercio USA lunedì ha annunciato un parziale e temporaneo passo indietro. Leggi l’articolo completo… [Fonte: ALTRENOTIZIE.ORG – Mario Lombardo]

Claudia Faverio

Claudia Faverio

Appassionata di ambiente e dei diritti umani da sempre. Fa parte della redazione dove segue l'attualità quotidiana e il meglio del web. Si occupa anche dei rapporti con siti, blog, enti e imprese per la comunicazione di e su People For Planet.

Claudia Faverio

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