Cos’è un monoruota, e perché è fuori legge?

Tutto quello che c’è da sapere su un mezzo super divertente e compreso nel bonus bici

Se la legge Toninelli (160 del 27 dicembre 2019) ha benedetto ufficialmente e reso legale l’uso dei monopattini elettrici, sono rimasti fuori gli hoverboard e i monoruota, che restano utilizzabili solo nell’ambito della sperimentazione dei Comuni. Se dunque per i monopattini c’è stato un via libera definitivo e completo (niente patente o assicurazione, niente casco, neanche per i minorenni, e via libera ovunque possano andare le bici), per i monoruota deve ancora arrivare. Questo innovativo esempio di micro-mobilità non è riconosciuto come “veicolo” dal codice della strada, e risulta fuori legge, perché, secondo l’ art. 190 CDS vengono definiti veicoli tutti i mezzi aventi due o più ruote. Il Monoruota è equiparato alla Biga elettrica, meglio nota come Segway, e deve attenersi alla stessa norma ministeriale.

Cos’è? Come funziona?

Il monoruota è una semplice ruota, con un sistema che sfrutta il concetto del pendolo inverso per garantire stabilità. “Inoltre, esiste un sistema computerizzato denominato giroscopio per aiutare l’equilibrio: tutto quello che il “pilota” deve fare è usare il peso del proprio corpo per impartire i comandi, ovvero sbilanciandosi in avanti o indietro per accelerare o frenare, a destra o sinistra imprimendo una direzione verso cui girare. Ottenuta in questo modo la stabilità, si impara a fare le curve, a frenare, a partire con sicurezza. Mediamente in un paio di giorni si va, ma meglio evitare il traffico cittadino fino ad acquisire la piena padronanza del mezzo: probabilmente in un paio di settimane si riesce ad acquisire il giusto controllo per poter affrontare le strade in sicurezza. Buche e dossi si gestiscono semplicemente “ammortizzando” con le ginocchia, molto meglio che con un monopattino elettrico, grazie alla ruota più grande”, così spiega Paolo Dei Giudici, acrobata, equilibrista, giocoliere ed insegnante di acrobatica e discipline circensi che per ovvie ragioni è anche appassionato di questo mezzo “magico”, ma fuori legge.

Perché il monoruota incanta

“È divertentissimo poter volare a dieci centimetri dal suolo (vedi video sotto). È pericoloso? È pericoloso andare in monoruota nel traffico a Milano, nello stesso modo in cui è pericoloso in bicicletta, in monopattino, a piedi. Colpa del traffico a motore e a volte della disattenzione di chi guida o della scarsa educazione stradale”. Già, quell’educazione stradale fraintesa che da noi, e solo da noi, spinge i pedoni a ringraziare con un cenno se una macchina frena per farli passare sulle strisce. “È persino pericoloso andare in automobile, nel traffico di molte città italiane. Su una pista ciclabile, è molto meno pericoloso. Certo, andare a 20/25 km/h non presenta alcun rischio: il mezzo è stabilissimo, frena in 5-7 metri, ed è estremamente maneggevole. Ovvio, se andate a 60 km/h (avendo disabilitato tutti i sistemi di sicurezza) allora cercate guai, perché potreste chiedere troppo al vostro mezzo che andrà in protezione. Si chiama cut off, ed è un esempio di demenza”.

Invece, se guidato nel rispetto delle regole (almeno quelle di buon senso, perché regole formali, appunto, non ci sono) “questo mezzo è fantastico, ed è un gioco da bambini”.

Fa bene alla salute

Dall’alto della sua esperienza di acrobata professionista, Paolo Dei Giudici sottolinea un aspetto non secondario: “Provate a fare 40 km in piedi, in due ore, continuando a molleggiare sulle ginocchia: è un buon esercizio. Fra l’altro, buono per la schiena. La posizione a ginocchia avanti e l’esercizio che si è costretti a fare a “bordo” sono un toccasana per i dolori lombari, come ogni fisiatra può confermare si tratta di esercizi isometrici e fanno bene”.

Fuori legge, ma nel bonus bici

Ironia della politica italica, i monoruota si possono acquistare col bonus mobilità – dunque con il sostegno di finanziamenti pubblici – nonostante non siano normati. In parecchi ne hanno già approfittato, e probabilmente altrettanti lo faranno con il prossimo bonus, promesso dal Ministro per chi è rimasto senza l’incentivo per la micro-mobilità. Incentivo che vuole puntare a rendere più sostenibili le grandi città, liberandole dai pericoli e dalle emissioni delle auto, a favore di mezzi meno pesanti e perfetti per i piccoli spostamenti.

Adesso, si rischia la multa

La sperimentazione sulla micromobilità elettrica, conosciuta come legge Toninelli (che molte città, fra cui Milano, hanno adottato) limita fortemente i monoruota. “Per questo, a volte succede che i tutori dell’ordine ci fermano, ci spiegano che è vietato girare con quel ‘coso’, e raramente (specie se non siamo abbastanza gentili e rassicuranti) ci multano: 70 euro. Spesso, essendo gli agenti persone intelligenti, comprendono la nostra idea di mobilità green e dopo averci redarguito ci lasciano andare. Aiuta (nel convincerli ad essere clementi) avere il casco (che personalmente ritengo debba essere obbligatorio anche sui monopattini, per tutti), protezioni per gambe e braccia e assicurazione RC. Non aiuta comportarsi in maniera sfrontata e sfrecciare tra le auto come un pazzo passando col rosso (come su qualunque mezzo in strada). Occorre invece rispettare sempre il Codice della Strada come se fossimo alla guida di una normale bicicletta, rispettando auto e pedoni soprattutto”. Nel frattempo, l’Associazione Muoviti Elettrico, che riunisce le centinaia di monoruotisti attivi in Italia, si sta muovendo per avere l’equiparazione agli altri mezzi di micromobilità elettrica e alle biciclette, fondamentali per la transizione ecologica in atto – e inevitabile.

Le caratteristiche

Ovviamente di monoruota ce ne sono di diversi tipi, per tutte le tasche. I modelli base hanno motori fino a 800W e un’autonomia di una trentina di km. “Hanno il trolley (fondamentale) quasi tutti, utilissimo per condurlo a mano, ad esempio quando si entra in un negozio o si prende un mezzo pubblico. Pesano intorno ai 12-14 kg, hanno luci anteriori e posteriori. Nuovi costano dai 400 agli 800 euro”, continua Dei Giudici. I modelli medi hanno motori con più potenza (fino a 1200W), per la frenata o le discese: “frenare vuol dire fare ‘macchina indietro’ (come le navi), autonomia dai 50 ai 100 km, luci, musica (se volete potete fare i tamarri alla grande). Costo: 800 – 1200 euro. I top di gamma hanno potenze intorno ai 2000W con autonomia superiore ai 100 km (anche 200!), a volte sono ammortizzati (questo si traduce in maggiore sicurezza su strade dissestate), peso più impegnativo (dai 20 ai 40 kg – ma c’è il trolley!). Il costo può variare da 2.000 a 3.000 euro.

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Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei

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Michela Dell'Amico

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