Covid-19, Aopi/Istat: solo il 2,2% dei bambini colpiti. 2-6 anni la fascia a maggior rischio

“Per migliorare l’assistenza potenziamo le Case della Salute”

L’età pediatrica (fascia di età 0/18 anni) rappresenta una piccola proporzione del totale dei casi accertati di covid-19 nel nostro Paese. Rispetto all’impatto della pandemia sull’adulto, al 14 luglio 2020, solo circa il 2.2% dei minori è stato colpito (5.318 casi su 243.316 casi totali). Di questa popolazione, il 12.4% ha un’età inferiore o uguale ad 1 anno, il 18.5% ha un’età compresa tra 2 e 6 anni e il 69.0% tra 7 e 17 anni.

È emerso dalla presentazione del Position paper AOPI (Associazione Ospedali Pediatrici Italiani) avvenuta oggi all’auditorium del Ministero della Salute.

I dati preliminari provenienti dallo studio italiano di sieroprevalenza condotto dall’ISTAT mostrano, al 28 luglio 2020, 6.887 casi di pazienti pediatrici postivi per SARS-CoV-2 (2,8% di tutti i postivi). Nella fascia 0/5 anni la sieroprevalenza è inferiore (1,3%). L’età media dei pazienti Covid-19 in età pediatrica, secondo uno studio europeo, è pari a 5 anni (dati di aprile), mentre uno studio italiano (febbraio-maggio) riporta un’età media pari a 11 anni, probabilmente in relazione alla maggior percentuale dei casi registrati nella fascia di età adolescenziale nel nostro Paese.

Rischi maggiori sotto l’anno e 2/6

La maggior parte dei bambini affetti da Covid-19 (circa il 75%) non presenta comorbidità. Il tasso di ricovero ospedaliero nei bambini risulta elevato (circa il 65%), sebbene un recente studio italiano riporti tassi molto inferiori (13.3%). Il rischio di ospedalizzazione è inversamente proporzionale all’età: i bambini di età inferiore a 12 mesi sono a maggior rischio (36%) rispetto ai bambini di età maggiore (<13%). Il rischio di ricovero in Terapia Intensiva è maggiore nella coorte 2-6 anni. Tutti gli studi finora condotti sulla popolazione pediatrica affetta da Covid-19 hanno dimostrato che la malattia si presenta più frequentemente in maniera asintomatica o paucisintomatica rispetto agli adulti e alla popolazione anziana (rispettivamente circa 63% vs 44% e 27%), con rare complicanze ed esito favorevole.

Come si manifesta nei bimbi

Nei pazienti sintomatici, la febbre risulta essere la manifestazione clinica più comune, seguita da segni o sintomi di coinvolgimento dell’apparato respiratorio (tosse, rinite, difficoltà respiratoria).

Mortalità sotto lo 0.5%

La mortalità in età pediatrica è bassa, inferiore allo 0.5%, comparata al 14% circa della popolazione generale La strategia complessiva per affrontare la fase 1 della pandemia si correla quindi a quanto messo in campo per l’adulto e si basa su due interventi principali: 1. Separazione dei percorsi ospedalieri per pazienti con sospetto covid-19 2. Riduzione del numero complessivo di accessi e delle attività ospedaliere, in applicazione del principio di distanziamento sociale.

In generale, la gestione della fase 1 non ha mai assunto i toni di drammaticità o concitazione riscontrati talora nella area dell’adulto. La comprensibile paura è stata gestita essenzialmente con la tempestività delle smentite del sospetto diagnostico ottenute all’esito del tampone. Nel corso di questa emergenza, l’aspetto più peculiare rispetto agli ospedali per adulti è stato lo sforzo di mantenere la centralità del nucleo familiare, rispettando il diritto del bambino ad essere accompagnato nel suo percorso di cura dal proprio genitore.

Un fondo ad hoc per i bambini

“Per consolidare quanto fatto finora e sviluppare le nuove progettualità che ci consentiranno di affrontare il futuro prossimo con maggiore sicurezza, AOPI propone al Governo di destinare una quota dell’investimento straordinario per il SSN alla costruzione di un fondo ad hoc per gli ospedali pediatrici, destinato all’innovazione a sostegno dei setting specifici pediatrici. Tale fondo rappresenta il riconoscimento del valore di tale specificità, oltre a consentire un decisivo avanzamento nella qualità delle cure e dell’assistenza: una volta definito, verrà declinato in progettualità operative da concordare a livello nazionale e regionale che, aldilà dell’emergenza COVID-19, consentiranno di far evolvere le cure pediatriche verso un nuovo modello di sviluppo”, ha spiegato il Dottor Paolo Petralia, Presidente AOPI.

Le Case della Salute come modello

Tra le proposte per affrontare la fase attuale e quelle successive in modo da far avanzare il sistema di assistenza ospedaliera pediatrica sul territorio nazionale: “Potenziare la rete Ospedale-Territorio, ad esempio attraverso l’implementazione di forme organizzative (come ad esempio Aggregazioni Funzionali Territoriali e Case della salute) che attraverso equipe miste con specialisti possano gestire le domande di salute, evitando un inappropriato ricorso al pronto soccorso e al ricovero ospedaliero.

La telemedicina

Altra urgenza, sviluppare la telemedicina per incrementare le connessioni a distanza fra colleghi e con i pazienti, attraverso lo sviluppo dell’attività di televisita/teleconferenza, e l’impiego di strumenti digitali per gestire in via informatica i percorsi assistenziali. Presidiare le necessità assistenziali specifiche del bambino e della famiglia per definire i criteri per la permanenza in ospedale dei genitori o familiari per evitare che limitazioni delle visite e dei caregiver possano creare problemi al ricovero o disagio sociale. Coinvolgere il Pediatra di Famiglia e il Medico di Medicina Generale per contenere gli accessi non appropriati al pronto soccorso, grazie alla gestione diretta, anche tramite teleconsulto, dei pazienti, nell’ambito di protocolli condivisi, con il supporto dell’ospedale di riferimento

Avviare interventi psicosociali per promuovere la resilienza e ridurre l’angoscia dei più piccoli è un’altra esigenza, facilitando la ricerca di strategie di coping adattive finalizzate a contrastare e diminuire la successiva probabilità di insorgenza di manifestazioni comportamentali, emotive e cognitive a deriva psicopatologica.

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Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei.

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Michela Dell'Amico

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