Covid-19, Avellino: “La scuola riapre ma entrino solo i più meritevoli”

Anche i disabili finiscono nel gruppo discriminato

Domani anche la Campania finalmente aprirà le scuole, o almeno la maggior parte, ma la Regione continua a far parlare di sé. Un istituto di Avellino ha pensato di dividere la didattica, metà a casa e metà a scuola, ma in presenza sono ammessi solo quelli dalla media più alta, divisa rigorosamente per genere.

Studenti migliori, siete i benvenuti!

Nella scuola primaria V Circolo Didattico “Giovanni Palatucci” la dirigente, Angela Tucci, ha giustamente e legittimamente valutato di assicurare il distanziamento sociale fra studenti, limitando gli ingressi. Lo fanno anche altre scuole: ma a ruota tutti gli studenti tornano in classe. Qui, con l’approvazione del Consiglio di Istituto, si è scelta la divisione delle classi sulla base della media dei voti conseguiti dagli studenti, divisi per genere. Insomma: sarà compito dei docenti stilare due categorie di studenti: i maschi e le femmine. E solo chi sarà in testa alle due classifiche in base alla media dei voti meriterà la scuola in presenza.

Disabili e DSA nel gruppo da casa

Nel dettaglio: le classi saranno divise in due “gruppi omogenei per voto medio riportato nel I° quadrimestre e per sesso”. Nel “gruppo 2” saranno infatti inseriti gli studenti con i voti più alti, mentre nel “gruppo 1” quelli meno brillanti: almeno stando ai voti. I gemelli nella stessa classe saranno inseriti nello stesso gruppo, mentre chi presenta disabilità o DSA certificati verranno compresi nel “gruppo 1”.

Le polemiche

Secondo il Provveditorato, chiamato a esprimersi ai microfoni di Radio3, la cosa non è ammissibile e sarà impedito che una classificazione così retrograda e deprimente si avveri. Ciononostante, colpisce il livello di insensibilità alle regole, alla democrazia e al buon senso da parte di chi dovrebbe educare le nuove generazioni al rispetto.

Anche gli ambienti sindacali sono insorti. Franco Fiordellisi, Segretario generale della Camera del Lavoro Territoriale della CIGIL di Avellino, ha scritto su Facebook: “Una scuola pubblica ha un valore assoluto che è quello di essere eterogenea e non omogenea. Per questo ritengo del tutto sbagliata l’impostazione della preside di Avellino”.

“Non si tratta di discriminazione

Di fronte alle molte polemiche, la dirigente non si tira indietro. “Non si tratta di una soluzione definitiva ma temporanea”, ha fatto sapere, forse fingendo di non cogliere il punto. “Nel momento in cui la pandemia cesserà, le classi saranno nuovamente riunite”, ha continuato. E ancora: “I criteri adottati sono stati condivisi dai genitori che fanno parte del consiglio di istituto. E soprattutto non rappresentano alcuna discriminazione”.

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Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei.

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Michela Dell'Amico

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