Covid-19, Brescia e parte di Bergamo chiuse dalle 18. Esplosione di ricoveri tra i 50enni

Il provvedimento riguarda tutta Brescia e Viadanica, Predore San Martino, Sarnico, Villongo, Castelli Caleppio, Credaro e Gandosso nella bergamasca, oltre a Soncino (Cremona)

A breve un’ordinanza farà di tutta la provincia di Brescia – e una bella fetta di Bergamo, con una punta di Cremona – una zona “arancione rafforzata”, che un po’ fa sorridere, un po’ svilisce per il tentativo di tenere alto l’umore, nonostante tutto, evitando la parola “rosso”.

Chiuso dal nido all’università

Eppure, questo arancione “rafforzato” prevede quel che avevamo visto solo un anno fa, ovvero la chiusura di tutte le “scuole elementari, dell’infanzia, nido”, come pure delle lezioni in presenza all’università. Tutti a casa da zero a 30 anni, per via delle varianti che colpiscono senza distinzioni d’età, e più velocemente. Dalle 18 scatteranno altri divieti come quello “di spostarsi nelle seconde case”, ha sottolineato l’assessore regionale al Welfare, Letizia Moratti, proprio come avviene in zona rossa (e, con minor rigore, arancione). Il provvedimento riguarda anche i seguenti Comuni della bergamasca: Viadanica, Predore San Martino, Sarnico, Villongo, Castelli Caleppio, Credaro e Gandosso, come anche Soncino in provincia di Cremona.

Incidenza doppia della Lombardia

Questa area ad estremo rischio ha un’incidenza, ovvero un numero di nuovi casi, “doppia rispetto al resto delle province lombarde. Allo stato attuale, la situazione è sotto controllo e gestibile rispetto all’autunno passato, in tutto il territorio regionale, tranne in provincia di Brescia, dove siamo di fronte alla terza ondata della pandemia. Uno stato che va aggredito immediatamente” è stato il commento di Guido Bertolaso. Già ora, i reparti di rianimazione a Brescia sono definiti sotto stress e molti pazienti sono già stati trasportati in ospedali relativamente vicini. Preoccupa naturalmente la diffusione delle varianti, che raggiunge il 39% dei contagiati.

Il cuore del focolaio: la Franciacorta

L’epicentro del contagio è in Franciacorta. In dieci giorni il numero dei pazienti covid ricoverati nell’ospedale di Chiari è raddoppiato, passando da 50 ai 95 di oggi. “Tutti quelli che stiamo ricoverando sono in debito d’ossigeno: più del 30%. Si tratta inoltre di pazienti più giovani rispetto a quelli che curavamo a novembre. Parliamo di persone intorno ai 50 anni” ha detto al Corriere il direttore generale dell’Asst Franciacorta Mauro Borelli.

Priorità per i vaccini

Letizia Moratti ha già annunciato che sarà rimodulata la strategia vaccinale, come strumento prioritario di contenimento dei contagi. Le vaccinazioni verranno concentrate partendo dai Comuni al confine tra provincia di Brescia e Bergamo con presenza di focolai legati alle varianti e al grado di saturazione delle terapie intensive.

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Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei

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Michela Dell'Amico

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