Covid-19, Cnr: “Le persone chiedono più verde urbano”. L’esperienza del lockdown sensibilizza l’Europa

Osservare la natura e stare all’aria aperta le principali necessità violate dalla pandemia

“Chi non è mai uscito durante il lockdown, come in Italia, Israele e Spagna, ha sentito molto la mancanza di spazi verdi, e solo la vista di un ampio panorama dalla finestra ha contribuito a ridurre il senso di privazione”, lo spiega Francesca Ugolini, ricercatrice del Cnr-Ibe e prima autrice dello studio europeo che ha comparato la frequentazione e la percezione dei cittadini riguardo gli spazi verdi urbani in 5 Paesi europei (Italia, Croazia, Lituania, Slovenia e Spagna) e in Israele durante il lockdown per Covid-19, tra il 1 aprile e il 3 maggio 2020.

La vasta indagine

L’indagine, pubblicata su Urban Forestry & Urban Greening, è una delle prime sul ruolo del verde urbano durante l’emergenza ed è stata svolta attraverso un questionario online diffuso attraverso social network e per email al quale hanno risposto 2.540 persone.

La necessità di osservare la natura

I cittadini hanno lamentato principalmente l’impossibilità di “stare all’aria aperta” e “incontrare altre persone” nelle aree verdi, e soprattutto in Italia e in Israele anche l’impossibilità di “osservare la natura”. Queste percezioni sottolineano l’importante funzione sociale, ambientale e culturale delle aree verdi oltre che la sensibilità ambientale di chi ha risposto, come ha sottolineato in un comunicato il Consiglio Nazionale delle Ricerche.

Vogliamo più verde urbano e mobilità “lenta”

A tale riguardo, l’indagine ha mostrato come il tema del verde stia molto a cuore ai cittadini: la domanda finale aperta sulla relazione tra urbanizzazione, uomo e natura, ha raccolto numerose riflessioni che dimostrano sia la consapevolezza dell’importanza di rispettare e proteggere la natura in generale, sia l’esigenza che sia garantita l’accessibilità agli spazi verdi in ambiente urbano. Molti suggerimenti hanno riguardato aspetti pratici della governance: una pianificazione urbana che integri nel tessuto urbano spazi verdi facilmente accessibili, di varia tipologia e una gestione che garantisca la qualità degli stessi sia in termini di scelta delle specie e sia di manutenzione. Oltre a questo, altri suggerimenti hanno sollecitato mobilità sostenibile più inclusione dei cittadini e delle loro opinioni nei processi decisionali.

Quel che il lockdown ci ha insegnato

Dallo studio emerge come la qualità della vita nei tessuti abitativi sia collegata alla presenza di spazi verdi fruibili, ancor di più in una fase emergenziale e di isolamento sociale. “Questo studio ha evidenziato l’importanza degli spazi verdi urbani per i cittadini, a maggiore ragione in tempi di crisi come questi. Il verde urbano rende le città più confortevoli ed è quindi auspicabile che la politica e la pianificazione prendano in considerazione i suggerimenti scaturiti”, ha concluso Ugolini.

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Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei

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