Covid-19, come ha fatto il Regno Unito a sconfiggere la variante inglese? Aveva chiuso le scuole?

Gli studenti tornano in presenza dopo due mesi di DAD e saranno tamponati gratuitamente due volte a settimana

Siamo oggi esattamente nella stessa situazione del Regno Unito a dicembre. Lo ha detto ieri il matematico Giovanni Sebastiani del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Iac): la situazione dell’epidemia di covid-19 in Italia è confrontabile a quella che si registrava nel Regno Unito nel dicembre 2020, quando la curva di incidenza dei positivi mostrava una crescita esponenziale con un tempo di raddoppio pari a 5.2 giorni.

Dall’analisi della situazione italiana emerge una situazione eterogena, con andamenti diversi nelle regioni e soprattutto a livello delle province (come era anche nel Regno Unito a dicembre: la variante colpiva di più il Sud). “Una possibile spiegazione di questa differenza – ha detto Sebastiani – risiede nella diversa percentuale con cui sono probabilmente presenti localmente le diverse varianti, che sembrano avere velocità di diffusione diversa”.

Il caso “inglese”

Cade dunque a fagiolo dare un occhio a quanto ha fatto, e sta facendo, il Regno Unito. Alla vigilia di Natale la capitale britannica è stata inserita all’interno di un nuovo livello di allerta anti covid, chiamato ‘Tier 4’, il massimo livello di attenzione, che ha previsto lo ‘Stay at home’ (‘Restate a casa’) nonostante le festività. Non è stato possibile ricevere ospiti nelle proprie abitazioni, tutti i negozi non essenziali sono rimasti chiusi e la cittadinanza è stata invitata a lavorare il più possibile da casa. Le scuole sono state chiuse.

Sebbene la variante inglese del virus si concentrasse nel sud del Paese, come detto, le altre zone del Regno Unito sono state poste in ‘tier 4’ in via precauzionale. “Tutti devono rimanere nella propria zona e considerare con attenzione l’opportunità di viaggiare all’estero”, disse il premier. A chi si trova in ‘tier 4’ non è consentito recarsi all’estero, se non in circostanze eccezionali (a differenza degli italiani che, se non possono muoversi tra regioni, possono però volare a Londra, o altrove, e possono sempre tornare a casa da Londra, o altrove).

Le scuole chiuse per due mesi

Tutti gli alunni nel Regno Unito tornano a scuola a giorni, l’8 marzo, dopo un paio di mesi di chiusure, più o meno a tappeto. Ma come tornano? Dalle superiori in su, le misure di sicurezza saranno alte, con investimenti pubblici ingenti. Saranno ad esempio testati due volte a settimana i ragazzi delle superiori (in modo totalmente gratuito): in un primo momento direttamente all’interno degli istituti, poi a casa. Tutto il personale scolastico sarà testato regolarmente. L’uso della mascherina sarà obbligatorio al chiuso dalle superiori (nel Regno Unito non è mai stato espresso l’obbligo di mascherina di alcun tipo all’aperto, e infatti l’uso in tale ambito è rarissimo), a meno che non sia possibile un distanziamento di almeno 2 metri. Nelle scuole elementari l’uso della mascherina è solo raccomandato, e limitato agli adulti, e solo se il distanziamento non è possibile. Centri sportivi e ricreativi per bambini e ragazzi seguono le stesse regole: riapriranno tutti.

Ai genitori è stato raccomandato di non riunirsi ai cancelli della scuola, e di continuare con lo smart working ove possibile.

Le università scaldano i motori

Per quanto riguarda le università, il governo sta valutando e darà una risposta dopo Pasqua. Del resto, il livello di vaccinazione raggiunto dal Regno Unito è invidiabile, e ben maggiore rispetto al nostro. Con una sola dose di Astra Zeneca, i ricoveri sono crollati oggi nel Regno Unito dell’80%. Diciamo che “il fatto che io, 65enne, sia stata vaccinata a Londra un mese e mezzo fa e mia madre 88enne residente a Roma lo sarà il 30 marzo non depone a favore del sistema italiano”, ha scritto di recente Loretta Napoleoni

Cancellati gli esami

Tutti gli esami delle scuole superiori, i livelli A, AS e GCSE, sono stati annullati e verranno utilizzati solo i risultati valutati durante l’anno e il giudizio degli insegnanti.

I voti degli insegnanti verranno utilizzati anche per sostituire gli esami professionali scritti. Solo alcuni esami pratici si svolgeranno in presenza se sarà possibile garantire tutte le norme di sicurezza necessarie.

Come si ipotizza il recupero

Dato che molti alunni hanno perso mesi di insegnamento in presenza a causa della chiusura delle scuole, il governo britannico ha promesso 1,7 miliardi di sterline per aiutarli a mettersi in pari, sebbene le richieste dei sindacati fossero maggiori. 720 milioni di sterline saranno destinati alle scuole estive secondarie e l’espansione del Programma nazionale di tutoraggio, che offre lezioni individuali. 127 milioni di sterline per aiutare gli alunni svantaggiati in Scozia e misure molto simili sono previste anche in Galles e Irlanda del Nord.

Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei

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Michela Dell'Amico

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Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei

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