Covid-19, come sarà andare ai concerti

C’è chi contiene gli ingressi (ma ci rimette) e chi segna le distanze

Il primo concerto veramente live postCovid è stato quello di Travis McCready dei Bishop Gunn, il 18 maggio, e si è tenuto a Fort Smith, in Arkansas. Circa 200 persone sono entrate in uno spazio – il Temple Live – che poteva “una volta” contenerne 1.100. Inutile dire che c’è stato il tutto esaurito con fan che hanno coperto anche lunghe distanze pur di partecipare a questo evento non solo simbolico, ma gli organizzatori ci hanno rimesso. I biglietti costavano 20 dollari ed è interessante considerare che se ne potevano acquistare al massimo sei alla volta. “Non l’abbiamo fatto per una questione di soldi”, hanno detto i gestori del locale al New York Times. Sembrano più prove tecniche, ipotesi sul futuro, che dovranno trovare il modo di ricavare un margine economico per essere plausibili (quindi, probabilmente, costare di più). Una soluzione andrà trovata, perché la normalità – secondo il WSJ – non arriverà per ancora almeno un anno). Naturalmente mascherina obbligatoria, misurazione della temperatura all’ingresso, ogni gruppo di persone doveva mantenere due metri di distanza dall’altro, e in bagno si entrava in 10 alla volta.

Il concerto in Slovacchia

Il metodo slovacco è top

Prove di concerto anche in Slovacchia, dove TikTok testimonia un nastro bianco e rosso a delimitare quadrati di circa 4 metri, gabbie simboliche di ogni partecipante. Una soluzione semplice quanto geniale, perché rispetto alla segnaletica a terra è molto più difficile da ignorare. Qui ad aiutare mancava la location: siamo nello spiazzo sotto un viadotto autostradale e la consolle del dj sta su un terrapieno dove erano stati issati impianti elettrici un po’ alla meno peggio. Tutto raffazzonato tranne le regole del distanziamento. Precise, evidenti e proprio difficili da “calpestare”. Un distanziamento talmente generoso, efficace e “low cost” che – nonostante fosse all’aria aperta – vede tutti i partecipanti divertirsi anche con la mascherina sulla faccia.

Il grande classico

Come spiega Al Jazeera, alcuni dei più grandi nomi della scena musicale africana, tra cui la superstar senegalese Youssou N’Dour e il vincitore del Grammy Angelique Kidjo, hanno preso parte a un concerto virtuale per sensibilizzare sulla pandemia di coronavirus. Anche questa è una possibilità.

Più di 100 artisti e celebrità da tutto il continente si sono esibiti senza pubblico reale ma trasmesso online dalla Worldwide Afro Network e trasportato lunedì scorso da 200 canali africani per celebrare l’Africa Day. L’evento è stato modellato sul concerto di One World: Together At Home fatto in aprile con Lady Gaga, Elton John, Taylor Swift, i Rolling Stone e decine di altri che suonavano dalle loro case.

Curiosità. Lo spettacolo di due ore è stato ospitato dall’attore e musicista britannico Idris Elba, che si era ammalato di covid-19 a inizio marzo.

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Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei.

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Michela Dell'Amico

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