Covid-19, Conte “Il 4 maggio riapre tutta l’Italia”. Ok a passeggiate, bar e lavoro

Nessuna Regione aprirà prima

Secondo i dati diffusi ieri sera dalla Protezione Civile, per la prima volta dall’inizio dell’emergenza coronavirus il numero di chi è positivo è in calo rispetto al giorno prima. A ieri erano complessivamente 108.237 i malati in Italia mentre il giorno prima erano 108.257, dunque 20 in meno. Ieri l’altro l’aumento era stato di 486 rispetto al giorno precedente.

Le parole di Conte

«Dal 4 maggio partiremo con un programma nazionale di riaperture che tenga però conto delle peculiarità territoriali», ha dichiarato quindi il premier Giuseppe Conte. «Farlo prima sarebbe irresponsabile. Fornirò tutti i dettagli entro questa settimana».

Via social, Conte prosegue: «l’allentamento delle misure deve avvenire sulla base di un piano ben strutturato e articolato. Dobbiamo riaprire sulla base di un programma che prenda in considerazione tutti i dettagli e incroci tutti i dati. Un programma serio, scientifico. Non possiamo permetterci di tralasciare nessun particolare, perché l’allentamento porta con sé il rischio concreto di un deciso innalzamento della curva dei contagi e dobbiamo essere preparati a contenere questa risalita ai minimi livelli, in modo che il rischio del contagio risulti “tollerabile” soprattutto in considerazione della ricettività delle nostre strutture ospedaliere».

I lavoratori

«Come possiamo garantire all’interno dei mezzi di trasporto la distanza sociale? Come possiamo evitare che si creino sovraffollamenti, le famose “ore di punta”? Come favorire il ricorso a modalità di trasporto alternative e decongestionanti?», sulla base di queste domande Conte annuncia un programma nazionale, che «deve offrire una riorganizzazione delle modalità di espletamento delle prestazioni lavorative, un ripensamento delle modalità di trasporto, nuove regole per le attività commerciali». Il piano terrà conto «delle peculiarità territoriali. Perché le caratteristiche e le modalità del trasporto in Basilicata non solo le stesse che in Lombardia. Come pure la recettività delle strutture ospedaliere cambia da Regione a Regione e deve essere costantemente commisurata al numero dei contagiati e dei pazienti di Covid-19. È per questo che abbiamo gruppi di esperti che stanno lavorando al nostro fianco giorno e notte».

Dettagli in arrivo

«Nei prossimi giorni – ha proseguito Conte – analizzeremo a fondo questo piano di riapertura e ne approfondiremo tutti i dettagli. Alla fine, ci assumeremo la responsabilità delle decisioni, che spettano al Governo e che non possono essere certo demandate agli esperti, che pure ci offrono una preziosa base di valutazione. Assumeremo le decisioni che spettano alla Politica come abbiamo sempre fatto: con coraggio, lucidità, determinazione. Nell’esclusivo interesse di tutto il Paese».

Sì a passeggiate, bar e cene

Quel che si sa finora è che sarà consentito alle persone di uscire anche senza i comprovati motivi, anche solo per andare a trovare un parente o fare una passeggiata. «Stiamo lavorando perché il 4 maggio i cittadini possano uscire, sempre che i dati lo consentiranno», ha detto ieri anche Roberto Speranza commentando i dati finalmente più positivi della Protezione Civile. Le riaperture saranno decise in base alle tipologie delle attività e anche all’età delle persone. Si potrà passeggiare anche lontano da casa e anche assieme a un conoscente non convivente, se si rispetta la distanza di sicurezzaMascherina e guanti serviranno anche per spostarsi a casa dei familiari quando non si può stare ad almeno un metro (questa la distanza ufficiale di sicurezza) uno dagli altri. Con queste stesse regole sarà possibile anche incontrarsi in bar e ristoranti. Il divieto di assembramento rimarrà a lungo – sia al chiuso che all’aperto – ma quando bar e ristoranti saranno “in sicurezza” con le regole attese entro domenica, si potrà tornare a fare aperitivi e cene con mascherine e guanti naturalmente anche per il personale, distanziamento dentro e fuori, e forse divisori tra i tavoli, come abbiamo già visto nei ristoranti asiatici. Per gli spazi comuni come mense aziendali e spogliatoi o servizi igienici deve essere prevista una ventilazione continua e una turnazione con un tempo massimo di permanenza, oltre al sempre presente distanziamento.

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Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei.

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