Covid-19, contrordine: “Sì da subito agli antinfiammatori”

Smentite le raccomandazioni di Iss e Aifa

Lo chiamano già metodo Mario Negri, e sta forse riscrivendo le raccomandazioni per gestire a casa i primi sintomi di covid-19. Il protocollo elaborato lo scorso novembre dall’Istituto Mario Negri per il trattamento a domicilio dei pazienti covid contiene molte novità rispetto alle raccomandazioni dell’Istituto della Sanità (Iss) ed è in pieno contrasto con le raccomandazioni dell’Aifa, già condannate dai medici di base.

Prima di aspettare il tampone

Secondo lo studio in fase di pubblicazione, partito dal prestigioso Istituto di ricerca diretto da Giuseppe Remuzzi, all’insorgere dei primi sintomi, senza aspettare l’esito del tampone, viene suggerito l’uso dell’Aspirina al posto della Tachipirina, e in caso di dolori si suggerisce l’Aulinuno di quei fans dai quali – secondo le prime indicazioni, poi smentite – era necessario stare alla larga per ridurre il rischio complicazioni in caso di covid. Ancora, nei casi gestiti a casa dai medici di famiglia e considerati più seri, si sdogana adesso anche l’utilizzo del cortisone, che durante la prima ondata di un anno fa, era stato anch’esso assolutamente sconsigliato.

La nuova teoria si basa sul presupposto che sia possibile contrastare la moltiplicazione del virus, se si interviene in questo modo nei primissimi giorni di contagio: quei 7-10 giorni decisivi per stabilire poi l’esito della malattia ed evitare complicanze. E sembra funzionare.

Studio su 500 pazienti gestiti a casa

La sperimentazione è avvenuta per mezzo di una trentina di medici di famiglia che l’avevano testato su 500 pazienti. È partita da Fredy Suter, primario di Malattie infettive al Papa Giovanni XXIII di Bergamo, e coordinata dall’istituto di ricerca del Mario Negri. Lo studio mette a confronto novanta pazienti che hanno seguito questo nuovo protocollo, con altri novanta – comparabili per età, sesso e presenza di altre patologie – trattati invece con i regimi terapeutici precedenti.

Pochissime ospedalizzazioni

Il risultato è che nel gruppo del metodo Mario Negri solo due pazienti su 90 (2,2%) sono finiti in ospedale, contro i 13 su 90 (14,4%) dell’altro gruppo. I giorni complessivi trascorsi in ospedale sono 44 contro 481, e, di conseguenza, crollano anche i costi: 28mila euro contro 296.

Quasi nessuna differenza invece nei sintomi meno gravi del covid, ma comunque destabilizzanti, come la febbre e i dolori muscolari e articolari.

Notevole invece il recupero, nei pazienti trattati con il nuovo metodo, per quanto riguarda i segni più leggeri della malattia, come la perdita dell’olfatto e l’affaticamento, che persistono molto meno: nel 23 per cento contro il 73%

Covid-19, TAR: “No alle linee guida AIFA per i malati lievi”.

Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei

Potrebbe interessarti anche

Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei

Consigli per gli acquisti

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento e utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più consulta la Privacy e Cookies Policy