Covid-19: da Milano 3 domande su cui vorremmo delle risposte

Su una serie di cose che si potrebbero fare subito

Siamo tutti consapevoli che quando si affronta un’emergenza non è il caso di fare polemiche ma di lavorare tutti nella stessa direzione, come i cittadini italiani del resto stanno facendo e continueranno a fare.

Sappiamo anche che quando l’emergenza sarà finita avremo il diritto/dovere di analizzare con attenzione perché siamo finiti in questa tragedia collettiva, cosa si dovrà fare perché non si ripeta e, perché no, se e di chi sono le responsabilità. Alcune cose sono già chiare da ora:

  •  bisogna ritornare ad uno Stato sociale che investa sugli aspetti essenziali e strategici (salute, ricerca, formazione). Tanto per citare solo un numero, secondo i dati Ocse, nel 2017 l’Italia poteva contare di 2,6 posti letto ICU totali ogni 1.000 abitanti, classificandosi al 19° posto su 23 paesi europei. E da allora la situazione è peggiorata… e risalire la china, al di là dell’emergenza, sarà necessario ma non breve.
  • …e disinvesta in settori non strategici (primo tra tutti le spese militari, lo Stato spende  500 euro all’anno dei soldi di ogni cittadino compresi i neonati, lo sapevi?). A proposito, l’indicazione dell’industria delle armi come “essenziale” contenuta al punto h) del DPCM non risulta modificata quindi le fabbriche di armi sono ancora aperte? Sembra proprio di sì! Il governo ha concesso ai produttori di armamenti di decidere autonomamente quali produzioni tenere aperte e quali no. Lo si legge nella comunicazione inviata alla “Federazione delle Aziende Italiane per l’Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza” (AIAD) a firma del Ministro della Difesa Guerini e del Ministro dello Sviluppo Economico Patuanelli. 

Ci sono però cose che pensiamo forse si potrebbero fare subito per migliorare la situazione attuale e che ci permettiamo di suggerire alle autorità competenti.

1) Si possono requisire provvisoriamente le cliniche private per aiutare gli ospedali pubblici?

In Spagna già lo hanno fatto e giungono notizie che si accingono a farlo anche Svezia e Irlanda. Le cliniche private potrebbero diventare il luogo di ricovero di tutti i degenti afflitti dalle altre patologie, liberando i reparti degli ospedali pubblici che si potrebbero dedicare con più respiro alla questione coronavirus. Inoltre si separerebbero gli affetti da Covid-19 dagli altri malati e si ridurrebbe il problema del contagio negli ospedali (vedi tra gli altri il reportage del NYT da Bergamo)

2) Si possono requisire gli alberghi vuoti per ospitare gli anziani delle casa di riposo?

È ormai noto purtroppo che le case di riposo sono diventati luoghi di mattanza degli anziani ricoverati, si sentono appelli perché le famiglie li riportino a casa ma ovviamente questo spesso non è possibile, inoltre non sembra dal punto di vista della diffusione del virus una grande idea. Perché non utilizzare gli alberghi vuoti in questo periodo? Perché non utilizzarli anche per gli homeless, costretti per strada con il rischio di infettare sé e gli altri?

3) Si possono avere informazioni più chiare dalle autorità che ci aiutino a conoscere la situazione?

Non si tratta di soddisfare una curiosità ma di rispondere al diritto/dovere di ogni cittadino, in questa fase, di essere informato per poter partecipare attivamente alla gestione della crisi con numeri affidabili e analisi non abborracciate. Ascoltiamo con stupore il Presidente della Regione Lombardia Fontana dichiarare un giorno “sono molto preoccupato” dopo aver detto il giorno prima “la situazione sta migliorando” e il giorno dopo ripetere che sta andando meglio. Affidare queste valutazioni a chi ne capisce non sarebbe meglio? Siamo sorpresi che il Comune di Milano non comunichi il numero dei morti in città (ripeto, non sappiamo quante persone siano morte per coronavirus a Milano) e che il Sindaco Sala suggerisca di fornire i numeri del contagio non una volta al giorno ma ogni 3 o 4, quindi meno informazione, non di più. Esattamente l’opposto di quello che serve, non siamo mica persone incapaci a cui nascondere la realtà: si può avere una informazione accurata e di qualità?

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Bruno Patierno

Bruno Patierno

Mi occupo di marketing e di comunicazione. L’impresa più folle e istruttiva è stata fare l’Assessore a Napoli. Attualmente il mio maggiore interesse professionale è coordinare assieme all’amico Jacopo Fo il Gruppo Atlantide e in mezzo a questo c’è anche fare il project designer di People For Planet. Ne sono molto orgoglioso.

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Bruno Patierno

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Mi occupo di marketing e di comunicazione. L’impresa più folle e istruttiva è stata fare l’Assessore a Napoli. Attualmente il mio maggiore interesse professionale è coordinare assieme all’amico Jacopo Fo il Gruppo Atlantide e in mezzo a questo c’è anche fare il project designer di People For Planet. Ne sono molto orgoglioso.

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