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Covid-19, dossier ISS: ecco cosa è cambiato nella circolazione del virus

Oltre ai numeri, l’Istituto superiore di sanità traccia i cambiamenti del virus

Il Covid-19 prolifera nelle case, tra familiari e conviventi, a dirlo è l’Istituto superiore di sanità, che come ogni settimana ha pubblicato il report. Per la decima settimana consecutiva, l’Italia registra un costante aumento dei casi, con un’incidenza cumulativa pari a 44,37 casi per 100mila abitanti e l’indice Rt nazionale che si attesta a 1,06.

Preoccupano i nuovi focolai (+ 1.181 rispetto alla settimana precedente, su un totale di 3.805 in tutta Italia) e l’aumento delle persone ricoverate, anche in terapia intensiva, sebbene la situazione non possa essere paragonata all’inverno scorso, quando i posti di ricovero erano ridotti e gli ospedali non godevano di triage, macchinari, strutture e barriere tra reparti Covid e reparti Covid-free come invece accade oggi, sia pure con diverse eccezioni.

“Aumenta per la decima settimana consecutiva il numero di casi, questa volta un po’ più – ha dichiarato il direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, Giovanni Rezza – “l’Rt supera di poco l’unità. Si registrano focolai in tutte le regioni italiani. Il numero di ricoveri ospedalieri tende ad aumentare, ma non si registra un sovraccarico delle terapie intensive. Bisogna essere prudenti, evitare le aggregazioni, utilizzare sempre la mascherina, applicare il distanziamento fisico e curare l’igiene delle mani”.

Al di là dei numeri, cosa è cambiato nella circolazione dei virus?

Anzitutto, a cambiare è il luogo di trasmissione. Ora il virus si trasmette nel 77,6% dei casi tra le mura domestiche, contro il 2,5% dei casi a scuola e il 4% nelle attività ricreative, ovvero nei bar, ristoranti, eccetera. A essere cambiato nelle ultime settimane è poi la velocità di trasmissione, al punto che la Fondazione Gimbe lancia l’allarme: dal 30 settembre al 6 ottobre il numero delle persone positive al Covid-19 è cresciuto del 42,4% con picchi di ospedalizzazione che in alcune regioni, in primis la Campania, ha raggiunto medie importanti, maggiori della media nazionale (6,5 per 100.000 abitanti). Occhi puntati poi sui mezzi pubblici, ritenuti vera piazza di contagio, anche per via dell’assenza di restrizioni messe in vigore dalle aziende private di treni e autobus, sui quali si continua a viaggiare con una capienza superiore dell’80%. Proprio in questi giorni il governo sta valutando quali azioni intraprendere per scongiurare l’ipotesi di un altro lockdown, e un nuovo dpcm dovrebbe essere varato intorno al 15 ottobre.

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Stela Xhunga

Stela Xhunga

Scrive per People for Planet, riviste e altri quotidiani online. Collabora con la Radio Televisione Svizzera.

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Stela Xhunga

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