Covid-19 e distanziamento fisico: salute mentale degli adolescenti a rischio

Neuroscienziati su Lancet: nei teenager la riduzione dei contatti sociali può avere conseguenze a lungo termine peggiori che in altre fasce di età

Il distanziamento sociale forzato adottato per il contenimento della diffusione del Covid-19 può mettere a rischio sul lungo periodo lo sviluppo emotivo e comportamentale e la salute mentale degli adolescenti, molto più di quanto non sia comprensibile oggi. A sostenerlo è uno studio pubblicato su The Lancet Child & Adolescent Health, secondo cui la salute psico-emotiva dei ragazzi nella fascia di età compresa tra i 12 e i 24 anni circa può risentire non poco delle misure restrittive imposte al contatto fisico e alla socialità, poiché l’adolescenza è proprio il periodo della vita in cui i giovani trascorrono più tempo con gli amici che con la famiglia, mentre si preparano alla vita adulta.

Due mesi per un adolescente è un tempo lungo

È vero che le misure di distanziamento sociale molto restrittive sono state temporanee e sono durate – almeno in Italia – circa due mesi, che non è poi un tempo così eccessivamente lungo. Ma c’è anche da dire che, come spiega Sarah-Jayne Blakemore del dipartimento di psicologia dell’Università di Cambridge e autrice senior dello studio, “sebbene le misure di allontanamento fisico siano state temporanee, diversi mesi rappresentano una grande parte della vita di un giovane”. E non è da sottovalutare che quello dell’adolescenza, spiegano gli autori dello studio, è un periodo particolarmente delicato poiché è quello in cui è più facile che si sviluppino problematiche di salute mentale.

E poi c’è anche da dire che, sebbene ora stiamo attraversando la ormai nota “fase 3” caratterizzata da una riapertura graduale alla vita normale, e che anche altri Paesi colpiti come il nostro dalla pandemia hanno ricominciato a vivere e la quarantena rigorosa delle prime settimane sembra essere ormai un ricordo, da ogni parte della comunità scientifica riecheggia ancora in questi giorni sempre lo stesso consiglio: prudenza nei contatti. Che tradotto significa: “Continuate a mantenere il distanziamento sociale”.

Aumento dell’ansia e diminuzione di alcune funzioni cerebrali

I ricercatori precisano che la distanza fisica forzata avrà molto probabilmente conseguenze dannose nel lungo periodo sulla salute emotiva e mentale di ciascuno di noi indipendentemente dall’età, ma specificano anche che la rimozione delle fonti di connessione sociale “faccia a faccia” dalla quotidianità hanno in particolare un effetto sproporzionato sugli adolescenti, per i quali l’interazione tra pari (nella sua oscillazione tra accettazione e rifiuto) è un aspetto vitale dello sviluppo. Basta pensare, scrivono gli autori dello studio, che ricerche condotte sulla rimozione del contatto sociale imposta a primati e roditori hanno messo in evidenza un aumento del comportamento ansioso e una diminuzione delle funzioni cerebrali legate all’osservazione e all’imitazione dei comportamenti altrui.

“Occupiamoci dei giovani”

Gli autori dello studio scrivono, in conclusione: “Vorremmo esortare i politici a considerare urgentemente il benessere dei giovani in questo momento”, e chiedono che vengano condotte ulteriori ricerche per comprendere gli effetti della privazione sociale sugli adolescenti. E magari, già che ci siamo, anche sui bambini, aggiungiamo noi.

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Miriam Cesta

Miriam Cesta

Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.

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Miriam Cesta

Miriam Cesta

Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.

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