Covid-19, folle caccia ai pipistrelli in tutto il mondo

Non è più nemmeno certo che l’affascinante animale sia stato alla base della pandemia

In tutto il mondo le persone hanno reagito alla fine del lockdown organizzando ronde per uccidere pipistrelli. Dato che si ritiene che il contagio sia avvenuto tramite questi mammiferi volanti, la logica non scalfisce le buone intenzioni di questi animosi gruppi che, in modo totalmente assurdo, pensano di fermare il coronavirus, o covid-19, uccidendo questi utilissimi animali.

Gli attacchi nel mondo

A maggio, in quattro distretti dell’India nord-occidentali quasi 200 pipistrelli della frutta sono morti prima che il governo decidesse di imporre una punizione per l’uccisione degli animali. In aprile, in due province cubane, spedizioni punitive hanno ucciso con il fuoco pipistrelli nei boschi e negli edifici. Ancora, in Ruanda, sono stati direttamente i funzionari del governo a puntare i cannoni ad acqua su pipistrelli della frutta, per allontanarli dalla capitale Kigali. A marzo la stessa idea ha raggiunto il Perù, nella regione di Cajamarca, dove la caccia al pipistrello è avvenuta con torce accese in mano. In indonesia addirittura li hanno cacciati e messi in vendita nei mercati alimentari, giustificandosi poi con le autorità sanitarie che fosse un tentativo di frenare la pandemia di covid-19.

Ancora non si è certi neppure dell’origine del virus

Come spiega il giornale NRDC, se la scienza ha provato che il coronavirus è nato da un bastone, ciò non significa che tutti i bastoni trasmettano il covid. In più, “esistono al mondo oltre 1.400 specie diverse di pipistrelli”, spiega Nancy Simmons, biologa evoluzionista all’American Museum of Natural History. “Addirittura il 20% di tutte le specie di mammiferi viventi sono pipistrelli.” E di quelle, solo 1 specie – il pipistrello a ferro di cavallo (Rhinolophus affinis) – è stata collegata alla nascita del virus, sebbene questa connessione sia molto più complicata di quanto si possa immaginare. Secondo uno studio pubblicato questa settimana sulla rivista Nature, il coronavirus è solo fino al 96% geneticamente simile a un altro coronavirus trovato nei pipistrelli a ferro di cavallo, in Cina, nel 2013. Significa che è il più vicino parente noto, ma non è lo stesso virus.

Leggi anche:
Il pangolino non sarà più utilizzato nella medicina tradizionale cinese

Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei.

Potrebbe interessarti anche

Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei.

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento e utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più consulta la Privacy e Cookies Policy