Covid-19: I 10 giorni neri di Milano

Nella terza decade di marzo la media è stata di 130 deceduti al giorno

Prima era Lodi, Bergamo, Brescia, Cremona. Ma poi l’epidemia ha travolto anche il capoluogo lombardo, del quale tuttavia fino a oggi non si avevano cifre esatte.

Chiuso il crematorio di Lambrate

Che la situazione fosse arrivata al collasso si era capito nella giornata di ieri, quando è stata data la notizia della chiusura, fino al 30 aprile, del crematorio del cimitero di Lambrate a Milano: al momento l’attesa è anche fino a 20 giorni, un ulteriore aumento avrebbe potuto comportare problemi di carattere igienico sanitario.

Oggi le cifre parlano chiaro e sono impietose: la differenza dei deceduti nel primo trimestre 2019 e nello stesso periodo del 2020 porta al numero di 1.300 morti in più, tutti concentrati nel periodo che va dal 21 al 31 marzo. Le cifre non raccontano le cause ma sono più che sufficienti le cronache raccontate in questi giorni sulla situazione degli ospedali: tanto altro non serve per capire che si tratta di decessi attribuibili al Covid-19.

Meglio se Milano si fosse fermata

Il capoluogo lombardo ha avuto un atteggiamento ondivago nella gestione dell’emergenza coronavirus: dopo un primo timido lockdown locale stabilito il 23 febbraio – in cui Milano era dichiarata “zona gialla”, con la chiusura del Duomo, della Scala e altri luoghi cultura, e con bar e locali chiusi alle 18 – già tre giorni dopo, il 26 febbraio, riaprivano il Duomo, i bar e ristoranti (se pur con obbligo di distanziamento tra le persone), e la città cercava di ritrovare la sua normalità sotto lo slogan #milanononsiferma.

Oggi, di quelle scelte, Milano e soprattutto i milanesi pagano lo scotto: la conseguenza di quell’allentamento nei primi giorni di marzo si traduce in quelle che appaiono fredde cifre, e che danno però il senso dell’ennesima ondata di dolore che sta attraversando il nostro Paese.

E nell’immediato non appaiono luci all’orizzonte

Scrive il Corriere: «Purtroppo le cose non vanno bene nell’area milanese – riflette Carlo La Vecchia, epidemiologo e ordinario di Statistica medica all’università Statale – non vediamo ancora significativi segnali di miglioramento. Se abbiamo ben oltre mille morti in più dovuti al Covid fino al 31 marzo, considerando che l’ondata di decessi è partita a metà mese, cosa succederà in aprile?».

Cover: Milano, Piazza del Duomo – Immagine da webcam, 3 aprile, ore 12.40

Maria Cristina Dalbosco

Maria Cristina Dalbosco

Fa parte della Redazione di People For Planet. Scrive e si occupa dell'editing e della revisione dei contenuti

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Maria Cristina Dalbosco

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