Covid-19, i fumatori rischiano più complicanze. Ma forse si contagiano meno

Servono nuovi studi per capire meglio

Come più volte sottolineato, anche dal regolatore sanitario dell’UE, il fumo può rendere le persone più suscettibili a gravi complicazioni nel caso di un’infezione da coronavirus. Nello stesso tempo però, il team ha spiegato che i dati sono scarsi e si basano principalmente su ipotesi. Il fumo compromette la salute del polmone, quindi un’infezione che attacca i polmoni può risultare più pericolosa per un fumatore.

Nessuna idea migliore dunque che tentare durante questa pandemia di perdere il vizio: il fumo è un’abitudine che causa molti morti premature per cancro e malattie cardiovascolari.

Tuttavia uno studio cinese, condotto nell’Ospedale Zhongnan dell’Università di Wuhan, pubblicato sulla rivista Allergy, ha mostrato che solo l’1,4% dei 140 pazienti ricoverati era fumatore. Il dato è particolarmente interessante data la forte incidenza di fumatori nella popolazione cinese, dove fumano (dati Oms) 300 milioni di persone, circa un quinto della popolazione totale del paese e un terzo del totale mondiale. I dati di un sondaggio nazionale condotto in Cina nel 2015 hanno rilevato che fino al 60% degli uomini di età compresa tra 45 e 64 anni fuma. Ya-dong Gao e il suo team ha scritto: “È interessante notare che c’erano solo due fumatori e sette ex-fumatori tra i (140) malati di covid-19”. Di questi nove, tre presentavano sintomi non gravi, gli altri sei avevano sintomi gravi.

Servono nuovi studi

Scrivendo sulla rivista, i ricercatori hanno aggiunto: “La relazione tra fumo e infezione da coronavirus non è chiara. Le esatte cause alla base della minore incidenza di COVID-19 negli attuali fumatori sono ancora sconosciute.” E negli Usa è già partito uno studio su cavie che tenterà di capire meglio la cosa.

Altre condizioni sanitarie in relazione a covid-19

Lo studio cinese ha anche affermato che l’asma e il disturbo polmonare ostruttivo cronico (BPCO) non sono fattori di rischio rispetto alla probabilità di prendere l’infezione, contrariamente ai consigli del SSN britannico, ad esempio, come sottolinea il Daily Mail.

L’ipertensione era invece la co-morbidità più comune, con il 30% dei pazienti covid-19 con pressione alta.

I fumatori colpiti da covid sono i più gravi

Un altro studio condotto all’Ospedale Centrale di Wuhan ha scoperto che i fumatori avevano maggiori probabilità di aggravarsi in caso di covid-19. Hanno analizzato 78 pazienti che avevano già avuto la polmonite causata da COVID-19 e hanno scoperto che i fumatori hanno avuto “14 volte più probabilità di avere una progressione COVID-19”, ovvero una complicazione. I risultati sono stati pubblicati sul Chinese Medical Journal.

Un altro studio, più ampio, pubblicato sul New England Journal of Medicine, è giunto a una conclusione simile. I ricercatori supportati dalla National Health Commission of China hanno esaminato più di mille pazienti con diagnosi di COVID-19. Hanno visto che i malati non gravi erano fumatori solo nell’11,8% dei casi. Il 16,9% dei pazienti con COVID-19 con sintomi gravi erano invece fumatori. Inoltre, il 25,5 per cento dei pazienti che necessitavano di ventilazione meccanica erano ricoverati in terapia intensiva o deceduti erano fumatori. Però, anche qui, meno del 15% dei pazienti coinvolti nello studio era fumatore, una cifra che si scontra con il tasso di fumo cinese: come detto, uno dei più alti al mondo.

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Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei.

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