Covid-19, in Europa 1 persona su 3 ha una patologia che aumenta il rischio morte

Ma un sondaggio condotto in italia rivela che 1 soggetto su 2 non vuole vaccinarsi

In Europa una persona su tre (il 31%), circa 231 milioni di individui, soffre di almeno una patologia che potrebbe aumentare il rischio di morte in caso di infezione da nuovo coronavirus. Eppure un sondaggio recentissimo condotto nel nostro Paese evidenzia che, una volta che il vaccino contro il Covid sarà disponibile, quasi 1 italiano su 2 sarà “poco propenso” a sottoporcisi.

Il quadro della situazione – non esente da contraddizioni – relativa al Covid-19 emerge da due studi: a mettere in evidenza quante persone sono a rischio decesso nel mondo in caso di infezione da nuovo coronavirus a causa della compresenza di altre patologie è la London School of Hygiene & Tropical Medicine, in un articolo pubblicato su Lancet Global Health, mentre il sondaggio da cui emerge che nonostante la vaccinazione di massa sia considerata dagli esperti la vera arma contro la pandemia, moltissimi italiani, quasi la metà (41%), colloca la propria propensione a una futura vaccinazione tra il “per niente probabile” o a metà tra “probabile e non probabile”, emerge da una recentissima ricerca dell’EngageMinds Hub dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Il Global Burden of Diseases

I calcoli della London School of Hygiene & Tropical Medicine sono stati effettuati sui dati raccolti dal Global Burden of Diseases emersi relativamente alle malattie preesistenti che peggiorano l’infezione Covid-19, da quelle cardiovascolari a quelle renali, al diabete, ai problemi respiratori: dalle stime britanniche è emerso che in tutto il mondo soffrono di almeno una patologia che potrebbe aumentare il rischio di morte in caso di infezione da nuovo coronavirus circa 1,7 miliardi di persone, vale a dire un individuo su cinque, e che l’Europa è il continente con la percentuale di soggetti a rischio maggiore (31%) per via dell’età media più alta.

Il sondaggio della Cattolica

Per quanto riguarda il sondaggio sulla vaccinazione anti-Covid-19 effettuato in Italia, la ricerca è stata condotta tra il 12 e il 18 maggio scorsi su un campione di 1000 persone rappresentativo di tutta la popolazione italiana e sottolinea che da un punto di vista territoriale lo scostamento tra le diverse aree del nostro Paese sono modeste: si va dal 40% registrato nelle regioni del nord-ovest e del sud e isole, al 43% delle regioni del centro. Per quanto riguarda i fattori socio-demografici, risulta che sono meno esitanti nei confronti della vaccinazione i più giovani (34% contro il 41% del totale campione) e i più anziani (29% contro il 41% del totale campione), mentre hanno più dubbi le persone tra i 35 e i 59 anni (48% contro il 41% del totale campione). Quanto alla tipologia di occupazione, dalla ricerca non emergono particolari accentuazioni in base alla professione: i pensionati e gli studenti risultano meno diffidenti nei confronti di un ipotetico futuro vaccino contro il Covid-19, gli operai appaiono più esitanti, gli impiegati e gli imprenditori nella media.

Necessaria campagna di sensibilizzazione

“Questi dati – spiegano gli autori del sondaggio – sono un campanello di allarme di cui tenere conto, perché segnalano la necessità di iniziare sin da subito con una campagna di educazione e sensibilizzazione dedicata alla popolazione in cui aiutare a comprendere l’importanza di vaccinarsi contro il Covid-19. Non si tratta solo di diffondere informazioni o di combattere fake-news sui vaccini”.

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Miriam Cesta

Miriam Cesta

Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.

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Miriam Cesta

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Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.

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