Covid-19, Iss: “A dicembre il centro del contagio era Bologna”

I rilevamenti dalle acque reflue saranno adesso regolari per anticipare nuovi focolai

Nelle acque di scarico italiane il coronavirus era presente prima che in Cina venissero notificati i primi casi, ma tra le città analizzate quella con la maggiore presenza era Bologna. Lo anticipa a Fanpage Marcello Iaconelli, virologo dell’ISS, l’Istituto Superiore di Sanità. I dati dell’indagine retrospettiva sono in fase di pubblicazione e non ancora del tutto disponibili. Riguardano alcune città del Nord Italia e ci dicono che il virus era presente molto prima di quel che credessimo. Ma ciò che colpisce maggiormente è che a Bologna i residui rilevati sono stati maggiori che a Milano o Torino.

L’analisi ha trovato tracce genomiche del virus nei campioni prelevati a Milano e Torino il 18 dicembre 2019 e poi a Bologna il 29 gennaio 2020. In queste stesse città sono state trovate positività anche nei mesi successivi, mentre i campioni di ottobre e novembre 2019 hanno dato esito negativo.

Uno sguardo al passato ma anche un aiuto per il futuro

Lo studio ha scelto queste tre città perché riconducibili alle aree più colpite, fermo restando che non esistevano campioni di zone dei primi focolai quali Codogno o Bergamo. Dopo la pandemia, l’Istituto ha intensificato e allargato il campionamento, e quindi in futuro anche questo strumento sarà prezioso per capire l’andamento e quindi il comportamento di questo virus, seguendo il trend evolutivo del suo contagio. Queste analisi più frequenti e approfondite daranno vita a un sistema di allerta precoce – gestito dall’Iss in collaborazione con le Arpa regionali – e saranno utili anche per la prevenzione diretta: le analisi dei reflui forniscono un rapporto di ciò che circola nella popolazione, compresi gli asintomatici. In questo modo si potrà prevedere la nascita di eventuali nuovi focolai. Saremo in grado in questo modo di monitorare il trend epidemico attraverso l’ambiente e, soprattutto, di individuare la presenza del patogeno prima delle notifiche di carattere clinico, consentendo così alle autorità politiche e sanitarie di adottare misure preventive.

Bologna, a sorpresa, aveva concentrazioni di virus più alte

“Dai dati delle tre città che abbiamo analizzato nel periodo pre-epidemico, Bologna ha avuto un carico virale molto più elevato rispetto alla media delle altre due città nel campione di gennaio. Ci riferiamo però a prelievi che hanno una cadenza differente rispetto a Milano, dove abbiamo una frequenza maggiore. C’è poi un discorso relativo ai depuratori, che sono di taglie diverse, e questo ha un effetto sull’interpretazione dei dati finali. Se, ad esempio, un focolaio si verifica in un’area coperta da un impianto di piccole dimensioni, i positivi potrebbero essere sovrastimati rispetto alle zone con impianti più grandi, come quelli di Milano e Torino che hanno una potenzialità rispettivamente di due milioni e un milione e mezzo di abitanti”, ha specificato l’esperto a Fanpage.

Tante le variabili da capire

L’analisi è più complicata di quel che sembra. È infatti necessario tenere presente fattori quali le piogge, che se forti possono diluire anche significativamente le acque fognarie. Comunque, come evidenziato anche da un analogo studio condotto ad esempio in Francia, all’aumento dei casi clinici corrisponde sempre un aumento della presenza del virus nelle fogne.

Perché si raccolgono i campioni delle acque reflue

Le analisi delle acque reflue fanno normalmente parte delle indagini sanitarie in ogni paese, per rilevare ad esempio la presenza di patogeni vari, virus enterici come quelli che generano le gastroenteriti. Per questo campioni vengono conservati dall’Iss a prescindere dallo scoppio di una pandemia, e che arriva indietro nel tempo fino addirittura al 2011.

Leggi anche:
Covid-19, a Milano e Torino il virus presente già a dicembre Fase3, ecco cosa succede se compri un biglietto aereo Covid-19, OMS: il tampone non serve più per dirsi guariti

Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei.

Potrebbe interessarti anche

Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei.

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento e utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più consulta la Privacy e Cookies Policy