Covid-19, Istat: “Aumenta povertà e disuguaglianza”. Oxfam: “Le big farmaceutiche sostengano tutti”

Le multinazionali farmaceutiche, tecnologiche e creditizie hanno accresciuto a dismisura gli utili con la pandemia

Sono 85 miliardi di dollari gli utili extra che quest’anno entreranno in tasca alle 17 delle 25 top-companies USA, rispetto alla media 2016-2019. Si tratta di super big che al contrario della media degli altri settori hanno aumentato i loro utili a causa della pandemia: si tratta di multinazionali del settore farmaceutico, informatico e creditizio (Microsoft, Johnson & Johnson, Pfizer, Facebook, Apple, Google e Visa).

L’accresciuta ricchezza in mano all’1%

La totalità degli utili netti (il 99%) sarà destinato a premiare azionisti e ricomprare azioni (oltre la metà degli extra-profitti sarà destinata all’1% più ricco), mentre si accentuano le disuguaglianze sociali, economiche, etniche e di genere. Emerge dallo studio Pandemic Profits Exposed, pubblicato da Oxfam. Eppure, in Italia come nel resto del mondo, la pandemia ha portato più povertà e disuguaglianze sociali. Ricette perfette per aumentare l’insicurezza e peggiorare la crisi economica nel medio termine, a danno di tutti.

Istat: “Aumentano disoccupati e diseguaglianze sociali”

In Italia, i dati Istat diffusi oggi vedono il tasso di disoccupazione all’8,3% nel secondo trimestre di quest’anno, con un calo di 0,9 punti rispetto al primo trimestre e di due punti rispetto al secondo trimestre 2019. Il calo, spiega l’Istituto, è legato all’aumento dell’inattività dovuta all’emergenza covid-19 e al lockdown. I disoccupati sono saliti a 2.057.000. Gli inattivi tra i 15 e i 64 anni sono aumentati di 5,5 punti percentuali rispetto al primo trimestre e di 10 punti rispetto al trimestre precedente raggiungendo quota 14.183.000 unità.

Il tasso di occupazione della fascia 15-34 anni è scesa al 39,1%, e nel 2008 era oltre il 50%. Inoltre, non ci sono state nuove assunzioni a tempo determinato di stagionali. Gli occupati che al momento dell’intervista dichiarano di aver iniziato il lavoro nei primi sei mesi dell’anno è inferiore di oltre 400 mila unità rispetto a quello dello stesso periodo del 2019.

Giovani, immigrati, sud e donne

In aumento i divari per fasce di età, sesso, area geografica e tipo di attività. Il calo del tasso di disoccupazione è maggiore nel Mezzogiorno (-3,2 punti) e nel Centro (-3,0 punti) rispetto al Nord (-0,8 punti) e si associa all’aumento più intenso del tasso di inattività nelle regioni meridionali e centrali (+4,4 e +4,0 punti, rispettivamente) rispetto al Nord (+2,7 punti).

Aumentano anche le differenze di genere: tra le donne è maggiore il calo del tasso di occupazione (-2,2 punti rispetto a -1,6 punti gli uomini) in concomitanza al maggiore aumento del tasso di inattività (+3,9 e +3,2 punti). Più difficile la vita anche per gli stranieri, che segnano un tasso di occupazione in discesa più sostenuta per gli stranieri (-5,5 punti) in confronto agli italiani (-1,5 punti), mentre anche il tasso di inattività aumenta di più per gli stranieri (+9,5 punti rispetto a +2,9 punti per gli italiani).

La proposta di Oxfam

A fronte della crescente discrepanza fra utili in aumento per le big corporation e aumento della povertà, l’Oxfam propone una ricetta anni ’40: l’introduzione di una Pandemic Profits Tax negli USA, che secondo le stime genererebbe 80 miliardi e garantirebbe a tutti l’accesso alle cure. Il contesto generale americano infatti vede molti settori anche dell’economia statunitense in forte declino: nel primo trimestre del 2020 le società appartenenti all’Indice S&P 500 hanno registrato una diminuzione di utili del 12% con una previsione di un ulteriore calo del 39% nel secondo trimestre, mentre per le piccole imprese americane gli utili si sono dimezzati nei primi tre mesi dell’anno e un’ulteriore contrazione dell’85% è attesa tra aprile e giugno.

“Modifichiamo le politiche aziendali”

“Negli Stati Uniti alcune grandi corporation, in particolare del settore tecnologico e farmaceutico registrano utili stratosferici a causa della domanda eccezionale dei loro beni e servizi generata dalla pandemia. In alcuni casi, l’aumento della domanda, le ha portate ad incrementi ingiustificati dei prezzi. Le grandi imprese sono state anche destinatarie delle maggiori forme di supporto diretto e indiretto alla liquidità. – ha detto Nicholas Lusiani, policy advisor di Oxfam America – Il punto però non è tanto il livello straordinario di utili realizzati, quanto la destinazione di tali profitti. Se i dati del primo trimestre del 2020 venissero confermati per tutto l’anno, il 99% dei profitti netti realizzati da 25 major americane, verrebbero destinati alla esclusiva distribuzione dei dividendi agli azionisti o ad operazioni di buyback azionari: non a investimenti produttivi o al miglioramento delle retribuzioni dei propri dipendenti. In un contesto già fortemente diseguale, questa politica aziendale rischia di ampliare i già drammatici divari economici negli Stati Uniti.” 

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Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei.

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Michela Dell'Amico

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