Covid-19: Italia ferma (a metà)

Dalla stampa online la fotografia dell’Italia ai tempi del coronavirus

Come noto e ampiamente annunciato dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte sabato sera, è entrato in vigore oggi il decreto che comporta la sospensione delle attività economiche (“produttive, industriali e commerciali”) essenziali. L’elenco allegato al provvedimento prevede un’ottantina di eccezioni, 80 attività che non possono essere interrotte per ragioni “tecniche”, legate cioè alla necessità di garantire i servizi essenziali al Paese.

Partorire il decreto non è stato affare semplice, con un Governo schiacciato per tutta la giornata dalle pressioni di Confindustria da un lato e dalle richieste di maggior sicurezza dei sindacati dall’altro lato.

Confindustria vs Sindacati

All’accusa di aver ceduto agli industriali, Stefano Patuanelli, Ministro dello Sviluppo economico, risponde oggi in un’intervista a Repubblica: «Abbiamo analizzato le richieste e siamo giunti ad una sintesi soddisfacente. A guidarci sono il principio di precauzione e la tutela della salute pubblica». E, no, nessuno ha ceduto alle pressioni degli industriali «perché c’è un grandissimo senso di responsabilità di tutti i settori produttivi e dei singoli imprenditori.»

Sull’altro fronte i sindacati sono però sul piede di guerra e pronti a proclamare la mobilitazione: troppe – secondo i leader di Cgil, Cisl e Uil – le 80 attività consentite, anche “settori come l’edilizia, il tessile, la meccanica e il commercio all’ingrosso che nulla hanno a che vedere con la produzione di prodotti elettromedicali e anticoronavirus. Non era questo quello che avevano profilato al tavolo di palazzo Chigi.»

Cosa rimane in attività: le Aziende

Sintetizza in una scheda IlCorriere.it: «Sarà chiusa l’industria del tabacco, le fabbriche che producono autovetture, abbigliamento, computer e mobili. Fermate anche le attività immobiliari, le società di leasing e noleggio, le agenzie di viaggio, i servizi investigativi privati. A queste imprese è però consentito proseguire l’attività in smart working. Bloccate le imprese di costruzione. Possono invece rimanere aperte le industrie farmaceutiche e alimentari, i servizi postali e le attività di corriere. E ancora lavoreranno: i servizi di vigilanza privata e quelli connessi ai sistemi di vigilanza, chi effettua attività di pulizia e disinfestazione, i call center, chi si occupa di imballaggio e confezionamento conto terzi, le agenzie di distribuzione di libri, giornali e riviste. Porte aperte per alberghi e residence. In funzione chi si occupa della gestione delle reti fognarie, della raccolta, del trattamento e dello smaltimento dei rifiuti, del recupero dei materiali. Possono lavorare tutti coloro che si occupano dell’installazione di impianti elettrici, idraulici e altri lavori di installazione, oltre agli ingegneri civili. I commercianti all’ingrosso di prodotti agricoli e mezzi di trasporto, strumenti e attrezzature ad uso scientifico, articoli antincendio, prodotti petroliferi»

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Il Commercio

Quanto ai servizi ecco l’elenco aggiornato: Restano aperti i supermercati, i discount, gli ipermercati e tutti i negozi di alimentari. Alcune Regioni hanno prodotto ordinanze per ridurre gli orari di apertura (domenica sono chiusi in Emilia Romagna e nel Veneto). Restano aperte regolarmente farmacie e parafarmacie, e sono attivi il trasporto ferroviario di persone e merci, quello dei passeggeri in aree urbane ed extraurbane, i taxi, il noleggio di auto con conducente, il trasporto marittimo e quello aereo. Regolare anche il trasporto delle merci su gomma.
Rimangono aperti i tabaccai e le edicole.

Sono regolari anche le attività bancarie e assicurative e restano aperti gli uffici postali.

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Ulteriore stretta agli spostamenti

Mentre il Governo si apprestava a definire le chiusure di aziende e imprese, i ministri Lamorgese e Speranza (rispettivamente Interni e Salute) hanno anticipato le misure restrittive della produzione emanando un nuovo decreto che limita ulteriormente gli spostamenti della popolazione.

Questo ha comportato anzitutto il blocco dei passeggeri in partenza dalle città del nord (120 sono stati i viaggiatori fermati alla stazione ferroviaria di Milano). Ma non solo: come raccontato da LaStampa vi è stato l’assalto ai traghetti per la Sicilia e Nello Musumeci, presidente della Regione Siciliana, alla mezzanotte di ieri, 22 marzo, ha postato la foto di lunghe code all’imbarcadero dei traghetti a Villa San Giovanni, corredate da un post che suona come un appello: «Mi segnalano appena adesso che a Messina stanno sbarcando dalla Calabria molte persone non autorizzate. Non è possibile e non accetto che questo accada. Noi siciliani non siamo carne da macello!»

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In cover: Sospesa la filiera dei vivai – Foto di Uwe Driesel

Maria Cristina Dalbosco

Maria Cristina Dalbosco

Fa parte della Redazione di People For Planet. Scrive e si occupa dell'editing e della revisione dei contenuti

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