Covid-19, Kim Jong-un risolve la fame in Corea con i cani domestici

Li ha dichiarati “simbolo della decadenza capitalista”

“Il popolo ha fame? Date loro i cani”. Kim Jong-un non è solo il dittatore anacronistico e crudele della Corea del Nord, talmente narcisista da divenire comico. È anche stato capace, tra le orribili nefandezze che ha commesso, di gettare il suo popolo in una carestia a sua volta aggravata – secondo stime dell’ONU – dalla pandemia di coronavirus, che avrebbe gettato oggi nella malnutrizione addirittura il 40% della popolazione.

Il cane è il male

Ma il problema sembra nascondersi piuttosto, secondo il giovane Kim Jong-un, nella “decadenza” capitalista in cui sarebbero caduti i coreani, resa emblematica dall’abitudine non tradizionale in Asia di avere un animale domestico. Quale migliore occasione dunque per far di necessità virtù? Il dittatore ha ordinato di radunare tutti i cani domestici e randagi di Pyongyang e usarli per risolvere la carenza di cibo nella Nazione. Una scelta crudele che fa ora temere i proprietari di animali domestici.

Strappati alle loro famiglie

Proprietari che non dovrebbero comunque essere molti ormai, dato che, a luglio, il leader nordcoreano aveva annunciato che possedere un animale domestico è contro la legge. Secondo il quotidiano sudcoreano Chosun Ilbo: “Le autorità hanno identificato le famiglie con cani da compagnia e le stanno costringendo a rinunciare oppure sequestrano con la forza l’amico di casa. Alcuni vengono mandati negli zoo statali o venduti ai ristoranti dove servono carne di cane”.

Prima dei cani, tartarughe e dieta

Solo un mese fa Kim Jong-un aveva invitato i cittadini a nutrirsi della tartarughe di acqua dolce, considerata estremamente prelibata e nutriente. Come ulteriore chicca, gli esperti governativi avrebbero anche consigliato l’assunzione di un tè dimagrante speciale, da loro stesso ideato, capace di saziare chi lo beve e di conseguenza far perdere 10 kg di peso in soli 40 giorni.

La carne di cane dovrebbe vietarsi?

Nella penisola coreana, tuttavia, come pure il Cina, in Vietnam e in buona parte dell’Asia intera, la carne di cane è consumata normalmente. Solo in Corea, circa 1 milione di cani ogni anno vengono allevati nelle fattorie e destinati al consumo umano.  Questo non deve però stupirci, non avendo il cane un destino migliore di altri animali, allo stesso modo senzienti, dolci e mansueti, ma macellati e crudelmente allevati in Europa. Basti pensare che la mucca è sacra in India, ma, ecco, non ce ne facciamo un grosso problema in quanto a sfruttamento.

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Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei

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Michela Dell'Amico

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