Covid-19: Lancet, bene distanza di 1 metro per prevenire contagio. Ma 2 sono meglio

Per evitare la trasmissione dell’infezione oltre al distanziamento sociale è importante la quantità di tempo che si trascorre vicini

Per ridurre il rischio di infezione da Covid-19 le attuali indicazioni che consigliano ai cittadini di mantenere almeno 1 metro di distanza fisica risultano associate a una forte riduzione della trasmissione del contagio. Una distanza di 2 metri, però, sarebbe auspicabile in quanto potrebbe essere ancora più efficace. A sostenerlo è uno studio pubblicato su The Lancet da cui emerge anche che, allo stato attuale delle cose, utilizzare protezioni per gli occhi e indossare mascherine (sia nel caso degli operatori sanitari che della popolazione comune) potrebbe conferire ulteriori vantaggi contro il diffondersi dell’infezione.

Lo studio ha preso in esame 172 ricerche condotte sul Covid-19 in 16 paesi di sei continenti, 44 delle quali hanno messo in comparazione dati relativi al Covid-19 e ad altre due patologie “cugine”, la Sars (la Severe acute respiratory syndrome comparsa nel 2002 in Cina) e la Mers (la Middle East respiratory syndrome del 2012). Dall’analisi è emerso che mantenere almeno 1 metro dagli altri funziona per limitare la possibilità di infezione, e in particolare gli autori della ricerca spiegano che il rischio di contagio sia pari al 13% entro 1 metro, che superato il metro il rischio scenda al 3% e che per ogni metro in più di distanza fino a 3 metri il rischio si riduca ulteriormente della metà.

1 metro, 1,5 m, 2 m… Paese che vai, indicazioni che trovi

Riguardo la distanza di sicurezza minima da mantenere per ridurre il rischio contagio l’Organizzazione mondiale della sanità raccomanda di mantenersi ad almeno 1 metro dagli altri e diversi Paesi come Cina, Danimarca, Italia, Francia, Hong Kong, Lituania e Singapore hanno adottato questa indicazione, sottolineando allo stesso tempo l’importanza dell’impiego nella popolazione di dispositivi di protezione come le mascherine. Altri Governi, invece, hanno dato disposizioni ai loro cittadini di mantenersi a una distanza superiore a un metro. In particolare 1,4 metri: Corea del Sud; 1,5 metri: Australia, Belgio, Germania, Grecia, Paesi Bassi, Portogallo; 1,8 metri: Usa; 2 metri: Canada, Spagna, Regno Unito.

Studi del 1930

La misura di distanziamento sociale pari a un metro per ridurre il rischio di contagio arriva da studi condotti negli anni ’30 del secolo scorso secondo cui le goccioline di saliva (le famose “droplets“) rilasciate da tosse o starnuti evaporano rapidamente nell’aria o cadono a terra entro 1 o 2 metri al massimo.

Studi recenti hanno però messo in evidenza come il coronavirus possa anche essere trasportato nell’aria fino a lunghe distanze. Uno studio del Massachusetts institute of technology (Mit) di Boston (Stati Uniti) ha ad esempio messo in evidenza come le particelle portatrici del virus possano viaggiare nell’aria in caso di tosse o starnuto fino a 7-8 metri (ne abbiamo parlato qui) e una ricerca condotta negli ospedali cinesi ha stimato che 4 metri costituiscono una migliore distanza di sicurezza.

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Anche la tempistica è importante

Più si riesce a stare distanti, quindi, più si riduce il rischio di contagio. Ma poiché in alcune situazioni soprattutto è difficile mantenere la distanza di sicurezza (che sia di uno, due o quattro metri), per evitare il più possibile di contagiarsi anche la tempistica gioca un ruolo fondamentale, dal momento che più tempo si trascorre a stretta vicinanza con una persona infetta, maggiore è il rischio di contrarre il virus. Sembra una banalità, ma non lo è: stare vicino a una persona che potrebbe essere portatrice dell’infezione ci mette a rischio di contagio non solo se la distanza che si mantiene è minima (tanto è inferiore la distanza, tanto il rischio sale), ma anche se il tempo che si trascorre insieme è molto (maggiore è la quantità di tempo, più il pericolo di contagio aumenta). Gli scienziati che consigliano il governo britannico, scrive la Bbc online in un articolo, affermano che in quanto a rischio di contagio  passare sei secondi a una distanza di 1 metro da qualcuno equivale a passare un minuto a una distanza di 2 metri, e che trovarci a 2 metri da qualcuno che emette un colpo di tosse comporta lo stesso rischio che scaturisce dall’ascoltare qualcuno che ci parla per 30 minuti alla stessa distanza.

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Misure di distanziamento sociale: ecco a cosa servono
Covid-19, Oms rivede linee guida mascherine: sì a uso da parte della popolazione                                           

Miriam Cesta

Miriam Cesta

Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.

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Miriam Cesta

Miriam Cesta

Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.

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