Draghi aperture italia

Covid 19: l’azzardo di Draghi

Mentre Germania e Francia, più avanti nelle vaccinazioni, scelgono il lockdown, l’Italia riapre

Cosa accadrà al contagio dopo il 26 aprile quando scatteranno le riaperture annunciate da Draghi? Nessuno ha una risposta certa. Draghi ha definito questa situazione di incertezza “un rischio calcolato”, altri invece come il microbiologo Crisanti, l’uomo che è riuscito ad arginare la pandemia nel Veneto nella sua prima fase mentre invece esplodeva in Lombardia, l’ha definita “una stupidaggine epocale”,  che rischia di mettere a repentaglio anche l’agibilità della stagione estiva.

Di sicuro giorno per giorno in Italia continuano ad esserci molte migliaia di nuovi casi e diverse centinaia di morti causati dal virus, mentre non si è mai raggiunta, nemmeno avvicinata, la  soglia promessa dal commissario straordinario Figliuolo di 500.000 vaccinazioni al giorno.

In Francia continuano le restrizioni, in Germania si rafforzano, nonostante questi due Paesi siano più avanti rispetto a noi per numero di vaccinazioni. Come mai allora la scelta del governo Draghi? 

C’è chi afferma che la scelta sia dovuta al fatto che “gli italiani sono stremati”, si deve concludere che francesi e tedeschi abbiano doti di resistenza psicofisica maggiori?

L’interpretazione più verosimile della scelta di Draghi è che lui, uomo della finanza organico al mondo delle banche e delle imprese, abbia una spiccata sensibilità agli aspetti di bilancio, meno a quelli sanitari.

Allora il rischio, calcolato o no, si gioca sulla vita e la salute degli italiani. 

Ma come scrive su twitter Massimiliano Gallo “morire con la benedizione della Bce è tutta un’altra morte. Si va in paradiso”

Foto di Kaisha: Casinò del Grand Hotel do Kinshasa, Repubblica Democratica del Congo.

Bruno Patierno

Bruno Patierno

Mi occupo di marketing e di comunicazione. L’impresa più folle e istruttiva è stata fare l’Assessore a Napoli. Attualmente il mio maggiore interesse professionale è coordinare assieme all’amico Jacopo Fo il Gruppo Atlantide e in mezzo a questo c’è anche fare il project designer di People For Planet. Ne sono molto orgoglioso.

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Bruno Patierno

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Mi occupo di marketing e di comunicazione. L’impresa più folle e istruttiva è stata fare l’Assessore a Napoli. Attualmente il mio maggiore interesse professionale è coordinare assieme all’amico Jacopo Fo il Gruppo Atlantide e in mezzo a questo c’è anche fare il project designer di People For Planet. Ne sono molto orgoglioso.

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