Covid-19, le destinazioni “sicure” per l’estate

Il New York Times inserisce anche l’Italia

Alcuni Paesi nel mondo stanno compiendo passi concreti verso la possibilità di viaggiare questa estate e molti segnali parlano della possibilità di valicare i confini nazionali, senza quarantena, per visitare almeno i Paesi vicini. Ne parla il New York Times, che tra le destinazioni che considera sicure per questa estate – con le dovute cautele e per adesso ancora come ipotesi – annovera l’Italia.

Il gemellaggio Australia Nuova Zelanda

La prima è stata l’Australia, che qualche giorno fa ha annunciato un piano in tre fasi per riaprire l’economia, con un focus sul turismo. Il caso australiano è interessante perché – se tutto precederà a dovere – si concretizzerà un’alleanza con la vicina Nuova Zelanda per viaggiare questa estate. In modo simile, in Europa, si studia per ora un “corridoio” di viaggio condiviso da Estonia, Lettonia e Lituania.

La certezza per il momento, diciamo la quasi-certezza, è il turismo interno per ogni Paese, ma chissà. Se le cose dovessero continuare a migliorare – e dipenderà molto dal nostro comportamento – forse potremmo stabilire una simile alleanza Francia-Italia o Croazia-Italia (la Croazia ha avuto “solo” 2mila casi e 91 decessi)? Chissà.

Paesi simili, successi simili

L’alleanza tra Australia e Nuova Zelanda, oltre alla vicinanza geografica, deriva dalla gestione altrettanto riuscita di Covid-19: entrambi i Paesi hanno continuato a riportare un numero totale di casi, morti e tassi di crescita bassi (la Nuova Zelanda ha dichiarato che il coronavirus è “eliminato”, il che significa che il piccolo numero di tutti i nuovi casi possono essere tracciati). Entrambi hanno gestito la pandemia in modo simile al nostro tra l’altro: come noi al momento sono consentite attività all’aperto, piccole riunioni di famiglia e l’asporto e in ristoranti e caffè. C’è da dire che, da loro, disobbedire alle norme attuali è considerato un reato e può comportare multe o anche reclusione.

E poi la quarantena?

Quando l’Australia aprirà alla Tasmania, non è escluso che sarà necessaria una quarantena di 14 giorni a seguito di qualsiasi viaggio tra le due nazioni. Questo, e i relativi governi ne sono consapevoli, e lo hanno sottolineato in conferenza stampa, vanificherebbe il senso della cosa. Si sta dunque lavorando alla possibilità di gemellaggi “liberi”.

L’Islanda, un’opportunità concreta

Tra le destinazioni prese al vaglio dal New York Times, risalta l’Islanda. Solo 1.800 casi, 10 morti e nessun nuovo caso covid a partire dal 6 maggio. Con un’economia zoppicante e fortemente dipendente dal turismo, la nazione non vede l’ora di riaprire al resto del mondo. I viaggi nel Paese al momento sono proibiti fino al 15 maggio ma non sembrano esserci intenzioni di proroga! L’Islanda – visti i pochi casi – è rimasta relativamente aperta negli ultimi due mesi, molte imprese e scuole elementari aperte e nessuna limitazione alla libertà di uscire di casa. Riaperte dal 4 maggio anche le superiori e le università, e sono consentite riunioni fino a 50 persone (diventeranno 100 persone entro la fine del mese). Dal 20 marzo, alla maggior parte dei cittadini stranieri è stato vietato l’ingresso nel Paese (ma ad eccezione dei cittadini dell’Unione Europea, della Gran Bretagna e dell’Associazione europea di libero scambio), che però – naturalmente – devono restare in quarantena per 14 giorni. Ci saranno ulteriori aperture? È alquanto probabile, e il governo – anche qui – ci sta lavorando. Probabile che si farà una cernita dei Paesi che hanno avuto successo nel gestire la diffusione del virus. Staremo a vedere se – magari – saremo considerati uno di quelli.

La Grecia, forse a ottobre

La Grecia non è stata colpita in modo particolarmente severo dal covid-19. La fase2 per loro è iniziata il 4 maggio, con l’apertura di alcuni negozi e servizi. Come noi, si prevede di aprire altre attività tra l’11 e il 18 maggio; e i prossimi passi saranno annunciati il ​​18, con l’apertura di ristoranti e hotel dall’1 giugno. A differenza di noi, i greci però possono viaggiare entro Italia, Spagna, Paesi Bassi e Germania. Anche se, anche qui, tutti gli arrivi sono soggetti a una quarantena di 14 giorni.

Il primo ministro Kyriakos Mitsotakis spera di aprirsi ai turisti in autunno, utilizzando test approfonditi e tracciabilità dei contatti e ponendo l’accento su alloggi e attività più facilmente distanti, tra cui agriturismo e nautica.

La Francia in ginocchio, ma pronta a risalire

Una delle nazioni europee più colpite, la Francia vede però un rapido rallentamento dei casi di Covid-19. Ma mentre il movimento all’interno del Paese potrebbe essere meno limitato nelle prossime settimane, i viaggi internazionali impiegheranno molto più tempo a riprendere.

Il primo ministro Edouard Philippe ha recentemente annunciato un allentamento “molto graduale” delle restrizioni a partire dall’11 maggio. Un “Consiglio per il turismo” lavorerà a un piano di riapertura incentrato sul turismo da consegnare entro la fine di questo mese. Il parlamento francese ha già votato per estendere l'”emergenza sanitaria” ufficiale fino al 24 luglio – e questo manterrà verosimilmente le frontiere chiuse fuori dall’Unione Europea con una quarantena di due settimane per i “cittadini francesi o stranieri che entrano nel territorio francese da un elenco di aree geografiche a essere determinato.” Per agosto, si vedrà.

Come in misura minore ha scelto di fare l’Italia, Parigi punta per ora piuttosto sul turismo interno e sul ciclo-turismo. La sindaca Anne Hidalgo ha annunciato addirittura che alcuni percorsi normalmente destinati al traffico auto saranno completamente convertiti ad uso esclusivo delle bici mentre 30 strade diventeranno esclusivamente pedonali.

Italia, arriveranno turisti dall’estero?

Pochi Paesi sono stati colpiti più duramente da Covid-19 del nostro, che piange oltre 30mila morti e conta un totale di 200mila casi. Stiamo tuttavia anche noi alacremente lavorando alla riapertura al turismo, ma come?

Come sappiamo, è possibile viaggiare all’interno di una stessa regione solo allo scopo ad esempio di far visita a un parente. Ma per ora chiunque entri in Italia dall’estero deve mettersi in quarantena per due settimane: il solito nodo che si spera sarà possibile sciogliere. I viaggiatori stranieri non sono stati esplicitamente esclusi, ma i viaggiatori devono dimostrare che “stanno tornando alla loro residenza o entrando nel paese per motivi di lavoro giustificabili, esigenze speciali o emergenze sanitarie”.

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Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei.

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Michela Dell'Amico

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