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Covid-19, le novità dei Dpcm nel “sistema Draghi”

Le restrizioni saranno comunicate in anticipo

I provvedimenti di apertura e chiusura delle attività saranno stabiliti e comunicati almeno una settimana in anticipo rispetto all’entrata in vigore, con un accordo tra Regioni e Parlamento. È questa al momento la principale novità del “Metodo Draghi” e, se sarà possibile rispettarla, sarà certamente un bel cambiamento. Importante per i singoli cittadini come e più per chi manda avanti una qualsiasi attività. Alle misure di tipo sanitario continueranno poi naturalmente ad affiancarsi quelle di tipo economico, per far fronte alla crisi finanziaria causata dalla pandemia, in particolare per alcuni settori.

Ok ai colori, ma con le varianti…

L’andamento della pandemia e le libertà individuali continueranno ad essere riassumibili con il sistema dei colori, utilizzato finora. I parametri per stabilire il livello di rischio potrebbero invece essere diversi: a partire già dal prossimo Dpcm. In sostanza, le zone rosse causati dalle varianti del virus saranno più ampie, come misura cautelare relativa alla virulenza delle mutazioni stesse.

Spostamento tra le Regioni

Sarà approvato oggi il decreto per prorogare il divieto di spostamento tra le Regioni per 30 giorni – fino a 27 marzo – e poi l’esecutivo comincerà a mettere a punto l’elenco delle nuove regole operative dal 6 marzo.

Le chiusure e i ristori

Altro grande cambiamento del sistema Draghi dovrebbe essere quello di modificare i settori da far ripartire e quelli che devono invece seguire “un regime più stringente per specifici contesti territoriali”, come richiesto dalle Regioni. Insomma una revisione che dia una classificazione più precisa delle riaperture possibili in base agli indici di circolazione di covid-19, in modo da salvare tutto il salvabile.

Risarcimenti più cospicui e veloci sul fronte ristori è l’altro punto apprezzato ieri dai governatori, insieme alla necessità di “garantire sempre i risarcimenti sia nel caso di provvedimenti restrittivi di livello nazionale che regionale”. È infatti successo nei mesi scorsi l’impensabile, ovvero che alcuni amministratori locali, o gli stessi governatori, abbiano ritardato o evitato misure di contenimento e chiusure proprio per non dover poi risarcire i gestori delle attività. Quel che serve dunque è un chiarimento “sulle competenze statali e regionali al fine di allinearne la tempistica e la relativa efficacia”.

Un solo portavoce del Cts

Proprio come gli Usa pendono dalle labbra dell’immunologo Anthony Fauci, delegato a parlare a nome del presidente in merito di virus, il Comitato tecnico-scientifico cambierà composizione e il numero dei suoi componenti sarà prima di tutto ridotto e, soprattutto, parleranno per mezzo di un unico portavoce. Questa l’ultima richiesta da parte dei leder regionale.

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Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei

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