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Covid-19. L’incredibile storia della Regione Lombardia e dei vaccini antinfluenzali

Vaccini insufficienti anche per i soggetti a rischio e acquistati dalla regione a peso d’oro

Quella che segue è la storia di cosa sia stata capace (o, se preferite, incapace) di fare finora la Regione Lombardia per la campagna di vaccinazione antinfluenzale. 

Il ministero della Salute aveva raccomandato che quest’anno la campagna vaccinale partisse a inizio ottobre per almeno tutti i bambini sotto i 6 anni e gli over 60, con l’obiettivo di vaccinare più persone possibili, soprattutto nelle fasce a rischio, in modo da facilitare le diagnosi di Covid19 che ha sintomi simili all’influenza e non sovraccaricare inutilmente le  strutture ospedaliere e la medicina del territorio.

Ecco come è andata in Lombardia.

26 febbraio 2020: 

La regione rifiuta un’offerta di 5,90 euro a vaccino perché “troppo alta”

La regione inizia la ricerca dei vaccini antinfluenzali il 26 febbraio. La centrale acquisti regionale pubblica un primo bando per l’acquisto di 1,37 milioni di dosi (meno della metà di quelle che dovrebbero servire) e a un prezzo di 4,50 euro a dose, meno dei 5,50 pagati l’anno prima, quando non c’era la pandemia. Arriva un’unica offerta a un prezzo di 5,90 euro a dose che supera la base d’asta. La gara così non viene aggiudicata. 

Marzo-ottobre 2020:

Altre otto gare a prezzo crescente…

Segue a fine marzo un bando simile al primo, con un prezzo di 5,90 euro a dose (il prezzo rifiutato nella gara precedente) ma viene ritirato perché ci si accorge finalmente che 1,37 milioni di dosi sono troppo poche. La terza gara va deserta perché non dà la possibilità ai concorrenti di fornire solo una parte dei 2 milioni di vaccini richiesti. Dopo arriva una serie di gare con cui la Regione riesce a reperire un po’ di dosi a prezzi vieppiù crescenti perché ormai sul mercato c’è molta domanda di vaccini.

29 ottobre 2020:

La Regione Lombardia costretta a comprare 150.000 vaccini a 18 euro da uno studio dentistico di Bolzano.

La Regione Lombardia, in difficoltà per non aver acquistato abbastanza vaccini, decide di acquistare 150.000 vaccini antinfluenzali per oltre 2,7 milioni di euro da un piccolo studio dentistico di Bolzano sulla base di un bando lampo aperto solo 24 ore.

2,7 milioni, circa 18 euro a vaccino. Un bel colpo per lo studio dentistico di Bolzano, gestito da una società neonata e con un capitale sociale di appena 10mila euro. 

Ogni singola dose costerà alla Regione più del triplo dei 5,90 euro che erano stati offerti in risposta al primo bando e non aggiudicato perché il prezzo per la regione era troppo alto! 

Ma il prezzo pagato questa volta non è il record; il record al momento spetta 

alle 400.000 dosi pagate 26 euro l’una a seguito del nono bando, più di quattro volte l’offerta rifiutata al primo bando, e che hanno provocato l’apertura di un’indagine conoscitiva da parte della procura di Milano.

3 agosto 2020:

“Maxi-piano” per la vaccinazione antinfluenzale in Lombardia?

Simona Ravizza del Corriere della Sera intervista Walter Bergamaschi, a capo dell’ATS – Agenzia di Tutela della Salute- di Milano e Lodi (le ATS in Lombardia sono l’equivalente delle ASL di altre regioni).

Il tema è la preparazione all’autunno in vista di una possibile recrudescenza del Covid19. Walter Bergamaschi così risponde alla giornalista.

Domanda: Ma se in autunno ci dovesse essere una seconda ondata, la regione Lombardia sarà in grado di eseguire tamponi a sufficienza?

Risposta: “La vera sfida sarà distinguere i casi di influenza da quelli di Covid-19. Altrimenti il mio timore è che tutti i soggetti con sintomi debbano essere considerati casi di Coronavirus. Con quello che ne consegue sia per i cittadini sia per il sistema sanitario” . “La campagna vaccinale contro l’influenza sarà più importante che mai … Stiamo preparando un maxi-piano.” 

Novembre 2020: caos vaccini in Lombardia

La Regione Lombardia è riuscita a far partire la campagna vaccinale solo il 19 ottobre, giorno in cui i medici di famiglia hanno potuto finalmente prenotare le dosi e nelle prime due settimane è stata garantita loro la disponibilità di appena 50 dosi, mentre in altre regioni ne sono state garantite sin da subito anche 400 per ogni medico.

Ed ora siamo al caos vaccini, con medici di base e farmacie bombardate di richieste da parte dei cittadini a cui non possono far fronte.

Al momento non sono disponibili vaccini sufficienti per le categorie a rischio.

Perfino la distribuzione al personale sanitario è in ritardo.

Per gli altri, i soggetti considerati “non a rischio”, l’unica possibilità è e sarà quella di provare a trovarlo, a pagamento, nelle cliniche private che, a differenza della regione, ne sono provviste.

Benvenuti nel  meraviglioso mondo della sanità pubblica lombarda, esempio di efficienza nel mondo.

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Bruno Patierno

Bruno Patierno

Mi occupo di marketing e di comunicazione. L’impresa più folle e istruttiva è stata fare l’Assessore a Napoli. Attualmente il mio maggiore interesse professionale è coordinare assieme all’amico Jacopo Fo il Gruppo Atlantide e in mezzo a questo c’è anche fare il project designer di People For Planet. Ne sono molto orgoglioso.

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Bruno Patierno

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