Covid-19, “l’Italia non è più porto sicuro”, lo dice il nuovo decreto

Il decreto è stato firmato ieri, mentre un barcone con 80 persone risulta disperso e la nave umanitaria Alan Kurdi, si avvicina con 150 persone a bordo

“Per l’intero periodo di durata dell’emergenza sanitaria nazionale, derivante dalla diffusione del virus Covid-19, i porti italiani non assicurano i necessari requisiti per la classificazione e definizione di Place of Safety (luogo sicuro), in virtù di quanto previsto dalla Convenzione di Amburgo, sulla ricerca e il salvataggio marittimo, per i casi di soccorso effettuati da parte di unità navali battenti bandiera straniera al di fuori dell’area Sar italiana”: con un decreto interministeriale firmato dalla ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, la ministra dei Trasporti, Paola De Micheli, il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, e il ministro della Salute, Roberto Speranza, l’Italia chiude temporaneamente i porti per via dell’emergenza Covid-19

La decisione, che arriva dopo molte settimane dallo scoppio dell’emergenza, è stata presa e resa nota il 7 aprile, mentre  un barcone con 80 persone risulta disperso e la nave umanitaria Alan Kurdi, che batte bandiera tedesca, si sta avvicinando alle coste italiane con 150 persone a bordo. Durante una delle due operazioni di salvataggio, raccontano gli attivisti della Alan Kurdi, alcuni miliziani libici hanno sparato in mare contro i naufraghi.

Al momento del soccorso il barcone con i migranti si trova al limite delle acqua territoriali e a poche miglia dall’isola di Linosa, la minore delle Pelagie. La Ong tedesca ha fatto sapere che, nonostante l’SOS lanciato da Alarm Phone, la nave italiana Asso Ventinove, che si trovava assai più vicina rispetto alla nave umanitaria Alan Kurdi, non è intervenuta

Stela Xhunga

Stela Xhunga

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