Covid-19: Medici, da eroi a nemici da denunciare

Rischiano la vita, mettono a rischio i familiari, fanno straordinari non pagati. Infine, sono chiamati a rispondere delle mancanze del sistema

AGGIORNATO IL 3/04/2020

Aggiornamento: il Consiglio nazionale forense ha dato il via libera ieri, 2 aprile, alle sanzioni disciplinari per gli avvocati che offrono assistenza per azioni legali contro i medici che sono impegnati nella cura dei pazienti affetti da coronavirus, o covid-19.

L’amarezza dei medici

A fronte di attese troppo lunghe, perché il proprio caro non è stato intubato, perché forse non è stato curato adeguatamente: cresce il numero dei medici denunciati per inadempienza a fronte dei morti per covid-19. Filippo Anelli, presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, riporta di avvocati che addirittura lo suggeriscono ai loro assistiti.

In una lettera indirizzata ad Andrea Mascherin, presidente del Consiglio Nazionale Forense, Anelli ha espresso l’amarezza di professionisti che, in un periodo come questo, avrebbero bisogno di più tutela a livello sanitario come lavorativo: mancano protezioni adeguate e tante vittime del Coronavirus sono gli stessi dipendenti ospedalieri.

Sciacalli?

“Sembra quasi si voglia trarre profitto da una situazione drammatica”, scrivono i medici, a fronte addirittura di pubblicità che invitano a sporgere denuncia in caso di sospetti sull’operato dei medici, con sconti e promozioni che invitano i parenti – presumibilmente disperati – ad attaccare chi ha tentato di salvarli.

Scene isteriche e atteggiamenti ostili

“Gli operatori sanitari avrebbero bisogno di indennità che non stiamo ricevendo – aggiunge Luigi Toma, infettivologo I.F.O. (Istituti Fisioterapici Ospedalieri) -. Ci sono i fondi per gli straordinari ma sono poca cosa. Non voglio farne una questione di denaro ma almeno un riconoscimento morale sarebbe molto apprezzato. Mi riferisco a tutti gli episodi di avversione che ci stanno colpendo. Siamo medici per aiutare gli altri e non meritiamo un atteggiamento ostile se ad esempio c’è la fila al pronto soccorso”.

Una amnistia per questo momento

“Tutti lavorano a testa bassa, si fanno miracoli e vorremmo continuare a occuparci esclusivamente dei pazienti da salvare, senza passare il tempo a fare le fotocopie delle cartelle cliniche. Vediamo il pericolo di conseguenze isteriche e di una guerra legale, fioccheranno denunce, temo. La mia idea, oltre ai balconi che vanno bene, è che si preveda per gli operatori sanitari in situazione di guerra una sorta di amnistia» ha detto il cardiologo Stefano Carugo, professore universitario e presidente lombardo della società di cardiologia e direttore del dipartimento cardiorespiratorio dell’Asst “Santi Paolo e Carlo” di Milano.

Le inadempienze sono strutturali

È probabile oltreché possibile che il nostro Paese non stia fornendo una risposta adeguata alla pandemia in atto. Lo ha sottolineato anche uno studio di Harvard, che invita altri Stati ad agire diversamente da noi, sia per le scelte fatte dalla politica, sia per le scelte fatte dai singoli ospedali. Ma la colpa non è certo dei medici.

Solo un paragone…

La Germania – tanto per fare un paragone – sta affrontando il coronavirus forte di 28mila posti letto in terapia intensiva, più di 5 volte i nostri numeri. Quelli di un Paese che una volta aveva un fiore all’occhiello – anzi due: scuola e sanità – e che poi ci ha rinunciato. La Germania spende 3.600 euro l’anno a tedesco, per l’assistenza sanitaria: l’Italia 1.800. Oggi non si possono non chiamare eroi i medici e gli infermieri – ma anche i cassieri e i netturbini – che senza o con scarse protezioni lavorano ben oltre le loro responsabilità, ovvero rischiando la vita per un sistema che, ahi-loro, ha reso così difficile far bene il loro lavoro.

Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei.

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Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei.

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