Covid-19, Milano non sarà libera il 4 giugno

Insieme a molte altre realtà che potrebbero restare isolate

Sapremo tutto con certezza il 29 maggio, quando il report settimanale del monitoraggio che ogni regione deve fornire chiarirà se anche Lombardia, Molise e Umbria saranno “aperte”, ovvero se sarà possibile spostarsi verso altre regioni. E diciamo subito che le cose per i lombardi – e i milanesi in particolare – non si mettono affatto bene. A Milano l’indice Rt – quello che ha sostituito l’Ro e che calcola il tasso di contagiosità dopo l’applicazione delle misure atte a contenere il diffondersi della malattia – è risalito da 0,65 a 0,86 in 9 giorni.

Per tutta l’estate si vivrà al momento

L’ultimo decreto approvato aveva stabilito che ci si potrà spostare in tutta Italia dal 4 giugno, ovvero subito dopo il ponte del 2. Ma subito la correzione: sarà possibile solo se tutto procede a dovere, naturalmente. E pare che così non sia, e l’apertura potrebbe non essere totale, in modo da impedire l’ingresso a chi proviene dalle regioni con il maggior numero di contagi.

La ratio sarà che ci si potrà spostare da regione a regione, solo per quelle che hanno un livello di rischio simile: e così sarà per tutta l’estate, considerato – e l’ha ribadito uno studio su Nature, oltre a diversi studi italiani  – che il caldo non sembra proprio scalfire covid-19.

Come si calcola il rischio

Il livello di rischio viene assegnato elaborando i 21 punti del monitoraggio come stabilito dal ministero della Salute. Ogni settimana le Regioni comunicano i parametri e l’incrocio di questi fornisce il livello complessivo di contagi e dunque il rischio. In particolare, si valutano l’Rt (il tasso di contagiosità), il numero dei tamponi fatti e una serie di dati relativi alla tenuta del sistema sanitario, e al numero di posti liberi in terapia intensiva. Di qui il livello di rischio: che può essere basso, moderato o alto.

Al momento, secondo i dati della scorsa settimana, tutte le regioni sono a livello basso tranne Lombardia, Molise e Umbria. Quindi oggi, tutti gli italiani potrebbero spostarsi liberamente nel paese, tranne gli abitanti di queste tre regioni.

Chiudere o aprire i propri confini regioni sarà compito dei singoli governatori, e le valutazioni potrebbero tenere conto anche di singole realtà – come una città – che potrebbero mostrare un andamento diverso da quello della regione. Così è successo in Molise e in Umbria, finite tra le regioni più colpite per colpa di singoli episodi avvenuti in aree particolari e così sta avvenendo a Milano, dove l’Rt è salito dallo 0,65 del 12 maggio allo 0,86 di giovedì 21.

Twitter ironizza sulle responsabilità della politica per la situazione lombarda e milanese

Per approfondire:
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Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei.

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Michela Dell'Amico

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