Covid Genova

Covid-19, nasce a Genova la medicina di comunità

Per la prima volta un ambulatorio per tutta la famiglia

“Stiamo passando dalla medicina della persona alla medicina di comunità”. Questo, riassunto, il caso scuola che si sta realizzando a Genova, dove un modello nuovo di medicina, mostra che non tutto il male (del coronavirus) vien per nuocere: soprattutto se sapremo fare tesoro di novità come questa. Un unico luogo, vicino a casa, dove curare le persone da 0 a 100 anni, dove fare il tampone al figlio e, a ruota, se necessario, anche alla madre o al nonno. “Presto potremo eseguire esami e prestazioni di primo livello. Qui nasce la medicina di comunità, sul territorio. Da qui cominciamo ad aiutare gli ospedali a non soffocare”, ha commentato Gianlorenzo Bruni, medico di famiglia, che assieme a Piero Gianiorio, pediatra, e il presidente del Municipio Val Polcevera, Federico Romeo hanno presentano l’esperimento nazionale che hanno messo in piedi nella valle del ponte.

Al momento siamo a 19 medici di famiglia e 11 pediatri che, in totale regime di volontariato, hanno organizzato il primo ambulatorio integrato in cui si faranno tamponi ad adulti, anziani e bambini. Succede a Teglia, in un edificio messo a disposizione dal Municipio gratuitamente. Con un investimento di soli 5mila euro per supportare il lavoro del personale medico volontario, adesso a disposizione dei cittadini c’è addirittura il “Covid Tour”: visite a domicilio ai malati e la consegna di farmaci a casa.

Quando si dice far fruttare l’esperienza

Come è stato possibile? Piuttosto che aspettare l’evolversi della situazione, sperando che il virus si fosse veramente e definitivamente indebolito, durante la scorsa estate l’amministrazione comunale ha preparato un piano – come ha spiegato il presidente del Municipio, Federico Romeo, a Repubblica – con i medici e la Asl3. Fatto tesoro dell’esperienza appena trascorsa, si è organizzata la campagna vaccinale, con tre ambulatori sul territorio. “E con la seconda ondata, abbiamo convertito questa prima rete territoriale in un nuovo ambulatorio per tamponi che, finora, lavora con gli adulti ma dove, dalla prossima settimana, entreranno anche i pediatri e i bambini”.

A giorni, dunque, l’ambulatorio di Teglia – che esegue una media di 60-80 tamponi al giorno – “diventerà il punto di monitoraggio per le scuole della Val Polcevera: sto organizzando un incontro con i dirigenti per spiegare le procedure”, ha detto Romeo. Intanto, un altro, nuovo, punto tamponi ad accesso libero, drive through, sta per nascere a Pontedecimo.

Per la prima volta tutta la famiglia si cura insieme

“L’arrivo dei pediatri, come già il lavoro del medici di medicina generale, fa dell’ambulatorio della Val Polcevera un unicum nazionale: perché primo esempio di medicina territoriale integrata che si riattiva e fa team, mettendo a sistema competenze e forze”, ha aggiunto Gianlorenzo Bruni.

Una piccola rivoluzione

“Ciò che è fondamentale, e nuovo, in questo ambulatorio è che i nostri pazienti sono figli dei pazienti dei nostri colleghi di medicina generale e per la prima volta lavoriamo insieme nello stesso luogo”, aggiunge Piero Gianiorio, pediatra, anima e corpo del progetto pioniere. Ovvio che in questo modo, se si valuta che un bambino ha bisogno di un tampone, rintracciare i genitori per eseguirlo anche a loro sarà più semplice e veloce per tutti. “Stiamo passando dalla medicina della persona alla medicina di comunità”. E il futuro? Quando il Covid passerà “questo modello di medicina territoriale rimarrà, per offrire servizi integrati e garantire una medicina di qualità, frutto del lavoro in team di tanti professionisti, e vicina alle persone”, ha concluso Bruni.

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Michela Dell'Amico

Michela Dell'Amico

Giornalista, responsabile sezione Green per People For Planet. Ambiente, femminismo e mobilità i miei temi culto. I commenti sono solo miei

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