Covid-19, scovati anticorpi umani super-potenti che proteggono dall’infezione

Testati con successo in laboratorio. Studio su Science

Super-anticorpi ricavati dal sangue di persone guarite dal Covid-19 hanno mostrato di fornire una potente protezione contro il nuovo coronavirus Sars-Cov-2. La ricerca è stata per ora condotta in laboratorio su modelli animali e su colture cellulari umane, ma secondo gli studiosi dello Scripps Research Institute di La Jolla in California (Stati Uniti) riveste una particolare importanza poiché “offre un paradigma di reazione rapida a una pandemia virale emergente e mortale, e pone le basi per studi clinici e test aggiuntivi sugli anticorpi come potenziali trattamenti curativi e preventivi per il Covid-19“. La ricerca è stata pubblicata su Science.

Trattamento curativo e preventivo

Le iniezioni di questi anticorpi potrebbero essere somministrate ai pazienti come terapia nella fase iniziale del Covid-19 per ridurre la gravità dell’infezione e proteggere i pazienti dalle severe conseguenze che il virus può comportare. Ma, come spiegano i ricercatori, questi anticorpi possono anche essere impiegati in modo simile a un vaccino, e quindi in modalità preventiva, per fornire una protezione temporanea contro l’infezione da Sars-Cov-2 ad alcune persone particolarmente a rischio come gli operatori sanitari (per sovraesposizione al virus) e gli anziani (per una maggiore fragilità dovuta all’età e alla presenza di altre patologie), e per altre categorie di individui, come ad esempio quelli che rispondono male ai vaccini tradizionali o che sono sospettati di aver avuto una recente esposizione al nuovo coronavirus.

Un approccio che ha funzionato per altri virus mortali

In tutto il mondo, a oggi, quasi 8 milioni di persone sono risultate positive all’infezione da Sars-Cov-2 e oltre 400 mila sono decedute. Lo sviluppo di un trattamento o di un vaccino contro il Covid-19 è attualmente l’obiettivo prioritario della politica sanitaria a livello globale, e uno degli approcci di ricerca consiste nell’identificare nel sangue dei pazienti in fase di recupero anticorpi in grado di neutralizzare la capacità del virus di infettare le cellule. Questi anticorpi possono quindi essere prodotti in serie usando metodi biotecnologici: una metodica già utilizzata  con successo contro il virus Ebola e contro il virus respiratorio sinciziale (Rsv) che causa la polmonite.

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Miriam Cesta

Miriam Cesta

Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.

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Miriam Cesta

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Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.

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