Covid-19: smart working e compiti a casa vi stressano? Fatevi una risata

In questo periodo è stressato il 63% degli italiani. Gli esperti: “Dove non arrivate, fatevi una risata. Serve a ricaricare le batterie”

Tra smart working da svolgere con la famiglia al completo tra le mura domestiche e gli impegni della didattica a distanza dei figli che spesso richiedono l’intervento dei genitori, sono tanti gli italiani che rischiano, ogni giorno, di non riuscire a ottemperare a tutti gli impegni prefissati. Si aggiunga a questo l’ansia per la paura del contagio da Covid-19 e l’incertezza per quello che ci riserva il futuro, ed ecco che il 63% degli italiani – secondo lo ‘stressometro‘ realizzato ogni settimana dall’Istituto Piepoli per conto del Consiglio Nazionale Ordine degli Psicologi – si definisce molto o abbastanza stressato. Un dato ancor più significativo considerando che il 43% degli intervistati denuncia un livello “massimo” di stress.

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Una risata vi ricaricherà

In riferimento alle difficoltà a organizzare la vita quotidiana tra lavoro da casa e scuole chiuse, sociologi, pedagoghi e psicologi spiegano che “non è possibile svolgere molteplici ruoli tutti allo stesso tempo, e non deve essere assolutamente così”.

A parlare sono gli esperti del Forum Prevenzione di Bolzano che da anni si occupa di sensibilizzare, informare e mettere a punto progetti in diverse aree tra cui dipendenze, promozione della salute, violenza, famiglia e disturbi alimentari. “Se qualcosa va storto – spiegano – allora rideteci su insieme. Questo aiuta a ricaricare le batterie”. È possibile riuscirci se i genitori abbassano le aspettative su loro stessi, ma anche sui propri bambini: “La situazione è eccezionale e le famiglie possono tranquillamente ribadirlo anche in casa. Ora si tratta di allentare la pressione e abbassare le aspettative”.

Compiti a casa: in giusta misura e personalizzati

Quanto ai compiti a casa assegnati tramite la didattica a distanza, gli insegnanti – concludono gli esperti del Forum – devono considerare che i genitori “non possono assumersi interamente il ruolo di insegnanti. I compiti per casa dovrebbero essere dati in giusta misura e, se necessario, dovrebbe essere presa in considerazione la situazione individuale delle famiglie. Lavorare a tempo pieno e assistere i bambini 24 ore su 24 non funziona”.

In foto un’immagine del film “Happy Family” del 2010 diretto da Gabriele Salvatores

Miriam Cesta

Miriam Cesta

Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.

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Miriam Cesta

Miriam Cesta

Giornalista professionista, collabora con diverse testate dedicate al mondo della salute, della medicina e del benessere.

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